martedì, 28 giugno 2016
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Opinioni e commenti
 

IL PESO DEI MIGRANTI
Pubblicato il 14-03-2016


Tre morti mentre attraversavano un torrente tra Grecia e Macedonia

Tre morti mentre attraversavano un torrente tra Grecia e Macedonia

La crisi dei migranti stressa l’Europa e impegna soprattutto la sua classe politica. Lo si sapeva e se ne vede una conferna potente nelle ultime elezioni amministrative in Germania dove la avanzata della destra xenofoba e antieuropea fa squillare mille campanelli di allarme e galvanizza i movimenti populisti che puntano sulla paura per crescere e raccogliere voti. “Ieri è stato un giorno pesante per la Cdu” ha detto Angela Merkel, certamente il leader politico più potente d’Europa, ma nonostante il colpo ricevuto, mostra di saper tenere la barra del timone e annuncia che la Germania non cambierà politica sui migranti per i voti conquistati dalla destra di Afd, Alternative für Deutshland (Alternativa per la Germania).

In Italia gli fa eco il nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi “È Il momento di dire basta con l’egoismo di quei Paesi che pensano che alzando un muro si può dare una risposta definitiva alla sfida dell’immigrazione che, comunque, durerà per anni ancora”. E sì perché per l’Italia la questione si sta facendo terribilmente delicata con la chiusura progressiva delle frontiere della cosiddetta ‘rotta balcanica’ che può trasformare il nostro Paese, e la Grecia, in due enormi imbuti, due giganteschi campi profughi destinati a ospitare, volenti o nolenti, le centinaia di migliaia di profughi in fuga da guerre e fame.

Un problema che è politico, economico e culturale. “Chi, a sinistra, e nonostante il risultato elettorale nei tre land tedeschi – afferma il segretario del Psi, Riccardo Nencini, non ha capito quanto sia importante rilanciare l’identità dell’Occidente e considerare i ‘migranti’ in modo diverso dagli emigranti, si vota alla sconfitta. Con il multiculturalismo del ‘fai come ti pare’ non si governano gli Stati”.

Berlino: serve soluzione comune
Per tornare alla Germania, il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo alla domanda se gli esiti delle elezioni regionali di ieri possano modificare il corso politico della cancelliera, ha risposto che “l’obiettivo deve essere una soluzione comune europea, che porti a ridurre visibilmente i profughi in tutti i Paesi membri”. Insomma, e lo ha ripetuto Merkel, ci vuole una strategia comune che intervenga sulla causa del fenomeno anche se quanto avvenuto in questi ultimi giorni, con la chiusura della rotta balcanica da parte di Slovenia, Croazia e Serbia, è andato a vantaggio della Germania. Ma questa non è una soluzione come testimoniano le immagini che giungono dalla Grecia e che ci fanno “comprendere che non si tratta di una soluzione sostenibile”.
Oggi, al confine greco-macedone restano bloccate almeno dodicimila persone, in condizioni inumane che chiamano direttamente in causa i valori della civiltà europea, e questo ha spinto il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, a dire che “la linea della Merkel sulla crisi dei profughi era giusta: aiutare le persone che fuggono da guerra e miseria è un obbligo morale e legale dell’Europa”.

I risultati elettorali
Il dopo elezioni nei tre land della Germania, analizzato attentamente, se da un lato evidenzia quanto pesi sui comportamenti elettorali la ‘paura’ degli immigrati, dall’altra racconta anche un esito delle urne legato pure alla qualità dei candidati e alla loro offerta politica, perché altrimenti non si spiegherebbe la contradditorietà dei risultati. Insomma in parole povere, Afd e gli altri partiti, hanno vinto e perso, e la loro fortuna non può dunque essere dipesa da un fattore uguale per tutti, ovvero la paura degli immigrati di religione islamica.

Germania neonazisti

Manifestazione della destra neonazista

Stando agli ultimi dati, in Baden-Wuerttemberg vincono i Verdi di Kretschmann con il 30,7%, e sorpassano la Cdu di Guido Wolf al 27,3%. Seguono Afd al 14,5%, Spd al 12,7%, i Liberali all’8,1%, mentre e’ fuori dal parlamento la Linke (Sinistra) col 3,2%.
In Renania, si afferma l’Spd di Malu Dreyer con il 36%; batte la Cdu della Kloechner al 32%. Afd conquista il 12,6%. Seguono i Liberali al 6,1%, i Verdi al 5%, e la Linke è fuori con il 2,7%.
In Sassonia-Anhalt la Cdu di Reiner Haselhoff vince con il 30%. Afd segna un impressionante 24,2% con Andrè Poggenburg, spiazzando la Linke, tradizionalmente forte nell’est e ora al 15,9%, e l’SPD che crolla al 10,6%.
Uno scenario complicato che rende difficili da realizzare perfino le emergenziali coalizioni destra-sinistra tra Cdu e Spd anche perché nessuno vuole allearsi con Alternativa.

Renzi: dire basta agli egoismi nazionali
I risultati sottolineano comunque la debolezza dei rimedi fino a oggi adottati dai Governi europei per far fronte alla crisi e tamponare la pressione del populismo xenofobo.
Lo ha sottolineato Renzi in un intervento al World Model United Nations. “Impegnarsi nella comprensione dei problemi e cercare soluzioni è stato sostituito da un bisogno ossessivo di identificare nemici e perseguirli”. “Il populismo e le sue sciatte e semplicistiche risposte deve essere contrastato con uno sforzo riformatore. Uno sforzo che deve dare risultati visibili ai cittadini nella loro vita quotidiana”. “È il momento di dire basta con l’egoismo di quei Paesi che pensano che alzando un muro si può dare una risposta definitiva alla sfida dell’immigrazione che, comunque, durerà per anni ancora”. Un equilibrio difficile da trovare quello tra il rispetto dei valori fondanti della stessa Europa, la gestione di un flusso enorme di profughi e il rapporto con le diverse esigenze politico-strategiche dei Paesi interessati da un fenomeno che è pari solo a quello scaturito dagli effetti della Seconda guerra mondiale. È il caso della Turchia, il primo anello sulla strada della salvezza per centinaia di migliaia di profughi. Renzi, nella sua e-news, in vista del consiglio Ue di giovedì, scrive che “vogliamo trovare un accordo con la Turchia, ma non al prezzo di rinunciare ai valori che caratterizzano l’Europa, vogliamo una risposta unitaria europea che non sia fondata sulla paura e sui muri. Oggi alle 10.31 l’Europa è partita per Marte, con la missione Exomars (…) ma l’Europa che parte verso Marte non ci deve far dimenticare ciò che sta accadendo tutti i giorni in varie parti del continente, da Calais a Idomeni, in Grecia. Guardando questa foto (un neonato lavato con una bottiglia d’acqua fuori da una tenda immersa nel fango, ndr) c’è da commuoversi per lo spettacolo della vita che è più forte di tutto. Ma c’è da indignarsi pensando che un neonato si trovi in queste condizioni nel 2016”.

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Commenti all'articolo
  1. La SPD si avvia trionfalmente sulla via già percorsa con eccellenti risultati dal Pasok……
    Quanto all’ondata di migranti, problemi identitari a parte, per comprendere la reazione delle classi lavoratrici europee (che abbandonano i partiti socialisti e si rivolgono a partiti xenofobi o populisti) sarebbe forse utile dare una ripassatina al concetto di armata industriale di riserva di marxiana memoria.

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