domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Ora Roma teme la “rotta italica”
Pubblicato il 09-03-2016


IMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA 6.200 MIGRANTIResta ancora tesa la questione dei profughi sulla rotta balcanica. In queste ultime ore anche Macedonia, Croazia e Serbia non lasciano più entrare i profughi, quindi circa 13mila persone sono rimaste bloccate in Grecia. Nonostante il vertice tra Unione europea e Turchia, la Slovenia ha deciso di consentire l’accesso solo a chi ha i documenti validi per l’area Schengen. L’Ungheria invce continua la costruzione della barriera che dovrebbe essere ultimata nei prossimi dieci giorni e ha inviato altri 1.500 soldati al confine con la Serbia per fermare il passaggio dei migranti.
In tutto ciò mentre l’Europa assicura un sostegno ad Atene, Roma teme di essere la prossima a dover scontare la mancanza di una politica unitaria e compatta sui profughi che bloccati ad Atene potrebbero decidere di sbarcare sulla penisola attraverso l’Albania. Senza dimenticare che con l’arrivo del bel tempo potrebbero aumentare gli sbarchi in Italia dal Mediterraneo.
“La creazione di controlli e barriere ai flussi di migranti stanno creando una sorta di imbuto in cui la Grecia rimane isolata ed è ipotizzabile attraverso il passaggio in Albania una nuova rotta adriatica”. Così il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, in audizione davanti al comitato parlamentare Schengen. Per Manzione il rischio può essere “scongiurato” se “va in porto l’accordo con la Turchia, che ha alzato il tiro con richieste politiche. Quindi – ha spiegato – è tutto ancora sospeso fino alla prossima riunione del Consiglio europeo”.
“Lo sforzo significativo che stiamo cercando di fare – ha detto – è riequilibrare il sistema dell’accoglienza straordinaria a quello dello Sprar che da maggiori garanzie. Di recente abbiamo allargato il sistema di altri 10mila posti, sono stati presentati progetti per circa 5mila posti e abbiamo pensato di procrastinare i termini del bando per consentire ai Comuni di presentare nuove progettualità. In questo modo ci sarà un progressivo assorbimento della straordinarietà nell’ordinarietà”.

Liberato Ricciardi

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