martedì, 24 maggio 2016
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Opinioni e commenti
 

Nasce il colosso bancario Bpm – Banco Popolare
Pubblicato il 24-03-2016


Giuseppe Castagna

Giuseppe Castagna

I Consigli di Amministrazione di Banca Popolare di Milano e Banco Popolare hanno detto sì alla fusione tra i due istituti di credito. Nella capogruppo il 54% sarà in mano agli azionisti del Banco e il 46% ai soci di Bpm.
“Siamo felici per essere riusciti, al termine di un processo competitivo, ed in contesto di mercato così severo e nefasto, a varare un’operazione straordinaria e così significativa come l’integrazione fra il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano”. Queste le parole del presidente del gruppo Carlo Fratta Pasini uscendo dalla sede del Banco Popolare a Verona. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan applaude alle nozze tra i due enti creditizi l’indomani del via libera alla fiducia sul Decreto banche, che ha istituito una cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) per le banche di credito cooperativo.
Il Banco Popolare varerà un aumento di capitale da 1 miliardo di euro, aumento che il Banco si è impegnato a realizzare entro il 31 ottobre prossimo. Un altro aspetto significativo riguarda lo scorporo della nuova Bpm spa; la Banca Centrale Europea aveva infatti ribadito che per effetto della fusione avrebbe rilasciato una sola autorizzazione bancaria. Tuttavia le due banche in questione avevano cercato di aggirare l’ostacolo escogitando la creazione di una banca-rete (la nuova Bpm) controllata dalla capogruppo e organizzata in modo tale da evitare duplicazione di costi e sovrapposizioni con la struttura organizzativa della controllante.
La sede legale del nuovo istituto di credito sarà a Milano, quella amministrativa a Verona. Per i primi tre anni il consiglio di amministrazione sarà composto da 19 membri, di cui 9 indipendenti, e in seguito scenderà a 15. Giuseppe Castagna, già ad della Banca Popolare di Milano, ricoprirà lo stesso ruolo nella nuova banca. Con questa fusione è nato dunque un colosso da ben 170 miliardi di euro e con una capitalizzazione complessiva attestata in torno ai 5,5 miliardi. Gli sportelli attivi saranno 2500 con circa 25mila dipendenti per 4 milioni di utenti.
Le due banche popolari assieme danno alla luce il terzo gruppo bancario italiano alle spalle di Intesa Sanpaolo e Unicredit, e potrà contare su una quota di mercato superiore all’8%, oltre che a radici in alcuni territori più produttivi del Paese. Le regioni più interessate sono la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, le quali sono, dall’unità d’Italia, le zone più prosperose in termini di produzione industriale e Pil nazionale. Di progetti per lo sviluppo del Mezzogiorno non sono ancora pervenuti.

Manuele Franzoso

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