lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pecunia non olet,
i “banchieri” si!
Pubblicato il 16-03-2016


derivati soldi borsaSono anni che mi impegno a raccontare tutto ciò che succede nell’universo delle banche nostrane, all’interno delle quali persino l’ultimo dei fattorini bancari ha lo stesso fascino di un attore consumato. Da molto tempo faccio anche da cavia per capire meglio il dolore provocato dalle ferite di un linciaggio sociale nei confronti dei “poveri” o di chi ha semplicemente bisogno di sostegno economico. Stigmatizzati come tubercolosi, anziché come affetti da una persistente leggera tosse da curare nella villa di campagna. Poi arriva l’appuntamento con il destino e ricordi quanto si diceva a proposito San Paolo: “folgorato sulla via di Damasco!”

Ero in Albania durante gli anni successivi al drammatico conflitto che ha sconvolto i Balcani, una guerra scatenata a causa di odi sopiti e scontri etnici con il conseguente barbarico massacro di cittadini innocenti. Qualcuno ha scritto che “gli uomini giocano alla guerra e donne e bambini ne pagano le conseguenze”. Animato da buona volontà, giravo il Paese in cerca di occasioni propizie al mio intervento umanitario, un po’ per sensibilità, un po’ per accarezzare il mio narcisismo filantropico da benefattore. In un piccolo orfanotrofio ho visto un bambino espiantato di un rene. Quell’immagine straziante mi ha convinto a spendermi nella causa di quell’infamità rappresentata dal traffico di organi umani. Insieme all’allora Presidente della Repubblica albanese ho compreso e toccato con mano come. per ottenere un cuore, un fegato, un rene, fosse sufficiente mettersi in contatto con “organizzazioni specializzate” con sede in Europa. Bastava fare un bonifico da una banca ad un’altra perché il beneficiario potesse disporre dell’importo da trasferire nella banca di un altro Paese e, così, banca dopo banca si sarebbe persa ogni traccia dell’orco. Le banche sono quasi sempre dietro gli affari puzzolenti, ma quasi mai ci si fa caso, perché – come si dice – i soldi non hanno odore: pecunia non olet!

Una volta pensavo fosse difficile risalire all’origine della circolazione del denaro sporco, oggi non più. Se infatti le banche controllano e registrano costantemente ogni movimento di denaro – e a maggior ragione oggi, allorché la circolazione del contante si è ridotta notevolmente! – come potrebbero non accorgersi della montagna di carta moneta che arriva da traffici illeciti?! Ed infine, se sono le stesse banche a condizionare i governi a prendere provvedimenti affinché si diffonda sempre più l’uso dei “soldi di plastica” (bancomat e carte di credito), come possono chiudere gli occhi di fronte alle corruzioni più nauseabonde?

Siamo già nella fase “tirare il Diavolo per la coda”, sarebbe bene lasciargliela una volta per tutte.

Angelo Santoro

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