sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. Al via le buste arancioni e la SPID
Pubblicato il 31-03-2016


Pensioni

BOERI: PRONTE LE BUSTE ARANCIONI

“Finalmente le buste arancioni arriveranno a casa degli italiani”. Così ha recentemente comunicato il presidente Inps, Tito Boeri, annunciando che le lettere con la previsione della pensione futura “verranno inviate a 7 milioni di lavoratori nel 2016”. Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con Agid, ha puntualizzato, che permetterà di “raggiungere chi non è digitalizzato invitando queste stesse persone a munirsi di spid”, il pin unico per accedere ai servizi on line. L’intervento sul sistema pensionistico per introdurre la flessibilità in uscita “andrebbe fatto adesso” e “se si facesse con la legge di Stabilità per il 2017, andrebbe certamente bene”. Lo ha sempre affermato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, a margine della presentazione dell’iniziativa ‘Cittadino digitale’. Boeri ha spiegato che invece “non andrebbe bene intervenire tra tre anni”. Boeri ha dato la notizia in occasione dell’iniziativa ‘Cittadino digitale’, in collaborazione tra Inps e l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), evidenziando come si conta di partire “generando 150 mila lettere al giorno”. E l’augurio di Boeri è “poter iniziare anche prima della metà di aprile, informando da principio i dipendenti privati”. La busta arancione viene così associata ad un progetto ampio per la digitalizzazione degli italiani, condotto insieme all’Agid con una collaborazione che ha permesso anche di superare gli ostacoli finanziari. Il direttore dell’Agid, Antonio Samaritani ha spiegato come l’agenzia contribuisca all’iniziativa “con 2,5 milioni sul 2016 e sul 2017, che si vanno ad aggiungere al milione di euro dell’Inps, istituto che poi mette a favore del progetto anche tutto il suo lavoro”. Anche ai dipendenti pubblici arriverà a casa la simulazione della pensione futura. Lo ha fatto sapere ancora il presidente dell’Inps, Tito Boeri, rimarcando che se per i privati c’è la busta arancione, per i travet “le informazioni arriveranno insieme al cedolino, per posta, in base ad accordi con le pubbliche amministrazioni”. Si tratta di raggiungere, ha sottolineato, “circa 1,5 milioni di lavoratori pubblici ancora non digitalizzati”. L’Inps conta di portare a termine le intese con le diverse amministrazioni entro il 2016. Boeri ha ricordato i numeri del digital divide, riportando come secondo il Desi (Digital Economy and Society Index) 2016 l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi dell’Ue per l’uso di internet”, con “solo il 30% degli utenti di Internet usano il web per ottenere informazioni dai siti della Pa”. E ancor meno, ha messo in rilievo il numero uno dell’Inps, sono quelli che scaricano i moduli (25%) e quanti li compilano online (10%). Andando nel dettaglio dei servizi offerti dall’Istituto nazionale di previdenza, Boeri ha riferito come “i possessori del Pin Inps siano 18,5 milioni, di cui 13 milioni sono lavoratori attivi”. Ne sono sprovvisti invece 12 milioni di contribuenti, con una “quota consistente di giovani” (il 42% è under 40). A tutto ciò, ha osservato ulteriormente Boeri, si associa “una bassa consapevolezza finanziaria, basti pensare che solo un italiano su cinque conosce come funziona il sistema previdenziale a capitalizzazione”. Nonostante siano presenti zone d’ombra la domanda di digitalizzazione è però forte, come dimostrano i dati sull’iniziativa dell’Inps intitolata “la mia pensione online”. Il servizio consente di controllare la situazione contributiva attuale, la possibile data di pensionamento, il prevedibile livello della pensione a prezzi 2015 e il rapporto fra trattamento pensionistico e ultima retribuzione (tasso di sostituzione). In più si possono fare anche delle simulazione giocando sui diversi fattori. Il servizio ha fatto registrare, ha chiosato Boeri, “quasi 9 milioni di accessi”. Ora con l’operazione busta arancione si vogliono raggiungere tutti coloro che non hanno il Pin, che da adesso sarà per altro lo stesso per tutti i servizi web (Spid). Nella lettera ci sarà, ha infine precisato Boeri, “l’informazione base”, con l’invito a entrate via internet così da poter sfruttare al massimo lo strumento.

Cosa contiene la busta – La comunicazione conterrà quindi un prospetto dell’estratto conto contributivo e la simulazione di base e inviterà appunto i destinatari a digitalizzarsi, richiedendo ‘spid’ (il pin unico per accedere ai servizi on line, ndr) per accedere a tutte le funzionalità aggiuntive offerte dal servizio on line di simulazione della pensione”. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici – come detto – “si stanno stringendo accordi per inviare la busta arancione insieme al cedolino”.

Previdenza

BOERI: MANDEREMO A TUTTI LE BUSTE ARANCIONI

“Finalmente le buste arancioni arriveranno a casa degli italiani”. Così recentemente ha comunicato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, annunciando che le lettere con la previsione della pensione futura “verranno inviate a 7 milioni di lavoratori nel 2016”. Si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con Agid, ha spiegato, che permetterà di “raggiungere chi non è digitalizzato invitando queste stesse persone a munirsi di spid”, il pin unico per accedere ai servizi on line.

Fra Pubblica Amministrazione e cittadino c’e un rapporto fiduciario “che non può essere sostituito da internet”, quindi le “buste arancioni” che contengono l’ “estratto conto” di quanto ognuno prenderà di pensione saranno inviate comunque. Il presidente dell’Inps Tito Boeri è andato oltre le polemiche suscitate dalla sua intervista a Maria Latella su Sky Tg24, ma ha tenuto il punto. “Le manderemo, ci impegniamo a mandarle perché bisogna raggiungere tutti, dobbiamo trovare il modo. Non si può sostituirle con la comunicazione online, visto che c’è chi non ha il Pin” ha detto in occasione di un workshop sulle ‘nuove sfide della rete’. Parlando ai giornalisti Boeri ha sottolineato il “rapporto fiduciario” che deve esserci fra cittadino e Inps e, ha aggiunto, “il livello fiduciario non può prescindere dal rapporto personale”.

L'”Inps vuole investire molto in Spid (sistema unico per la gestione dell’identità digitale ndr), ma credo che questo progetto non toglierà mai la necessità dei cittadini di avere con la P.a anche rapporti diretti, che vanno oltre il digitale”. Allargando l’orizzonte del suo ragionamento il professore della Bocconi ha finito per toccare il tema della tutela del risparmio, terreno politicamente sensibile specie dopo il crac di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. “La tutela del risparmio passa dalla consapevolezza” ha seguitato e “proprio chi non è digitalizzato è chi ha più bisogno” di essere reso consapevole, sapere quanto potrebbe avere di pensione. In altre parole restringere solo ai digitalizzati consapevolezza e conoscenza sul proprio futuro pensionistico significa escludere proprio i più deboli, chi ha più bisogno di sapere cosa l’Inps potrà garantirgli per il futuro ed eventualmente provvedere, integrandolo con il risparmio e con fondi complementari la sua pensione. “Non è solo una questione di digital divide – ha affermato ancora Boeri – Per noi è fondamentale mandare a casa dei cittadini le comunicazioni anche con strumenti tradizionali perché dobbiamo coinvolgere tutti”.

Sempre nel corso dell’intervista con Maria Latella, replicando proprio a un quesito posto sulle “buste arancioni” molto attese ma non ancora arrivate, Boeri ha evidenziato che per due volte è stato cancellato dalla Legge di Stabilità un emendamento che consentiva di spostare risorse Inps da una posta all’altra per le spese postali. Due ‘sbianchettature’ che, si è augurato, non siano state una piccola vendetta alla proposta di eliminare i vitalizi parlamentari. Una battuta che gli ha attirato in un sol colpo i malumori da più parti del mondo politico.

I cittadini non digitalizzati verranno invitati a dotarsi di SPID attraverso l’invio a casa delle buste con la simulazione della pensione

INPS E AGID INSIEME PER AVVICINARE I CITTADINI AI SERVIZI DIGITALI

Promuovere l’utilizzo di internet e dei servizi digitali della pubblica amministrazione e aumentare la consapevolezza finanziaria e previdenziale degli italiani per tutelare il risparmio al fine di contribuire, attraverso l’innovazione digitale, allo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese.

Risponde a queste esigenze la nuova iniziativa “Cittadino Digitale” che vede Inps e Agid collaborare su diversi fronti per ridurre il digital divide e facilitare un’ampia diffusione di SPID – il nuovo sistema pubblico di identità digitale – tra i cittadini censiti nel corso degli anni dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il progetto “La mia pensione” e l’invio delle buste arancioni

Grazie al progetto Inps-AgID verranno inviate a casa di 7 milioni di lavoratori le buste contenenti la previsione della loro pensione futura; l’iniziativa consentirà di sensibilizzare i contribuenti non ancora in possesso di strumenti per l’accesso ai servizi on line ai vantaggi della digitalizzazione.

La comunicazione, che conterrà un prospetto dell’estratto conto contributivo e la simulazione di base, inviterà i destinatari a richiedere SPID per accedere a tutte le funzionalità aggiuntive offerte dal servizio online di simulazione della pensione, informando i cittadini dei vantaggi introdotti dalla nuova identità digitale unica per l’accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione e dei privati che aderiranno.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di riuscire a raggiungere diverse fasce di popolazione: secondo i dati Istat, infatti, nel 2015, soltanto il 60% degli italiani si è connesso a Internet e appena il 30% degli utenti ha utilizzato la rete per interagire con la pubblica amministrazione. Sono proprio le persone che attualmente non sono digitalizzate a necessitare maggiormente di informazioni sul loro futuro previdenziale e di una maggiore consapevolezza finanziaria nonché di informazioni sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dei servizi online.

Inps, la prima amministrazione centrale ad aver implementato già dal 15 marzo SPID, il sistema pubblico di identità digitale, si impegna inoltre ad accelerare il processo di digitalizzazione dei propri servizi attraverso l’implementazione di PagoPA – il sistema unico per i pagamenti elettronici della pubblica amministrazione – di contribuire al processo di identificazione del domicilio digitale del cittadino che verrà gestito dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente e di favorire la migrazione verso le nuove identità digitali SPID degli utenti già in possesso di un pin INPS.

Carlo Pareto

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