venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

È QUASI CRESCITA
Pubblicato il 01-03-2016


pil-istat

L’economia italiana è in crescita. Lo certifica l’Istat. Un novità positiva dopo un susseguirsi di misurazioni negative. Leggere un segno “più” piuttosto che quello “meno” mette un certo sollievo. Ma va però detto che il progresso è inferiore alle aspettative indicate dal governo nel Def. Aspettative sulle quali si basa la manovra di stabilità e di conseguenza sulle quali sono agganciate le clausole di salvaguardia. Con la stessa serenità va sottolineato che dopo tre anni di flessione nel 2015 il Pil è cresciuto dello 0,8%. Mentre il rapporto deficit/Pil, in base alle stime provvisorie, si è attestato al 2,6%, calando dal 3% del 2014. Si tratta del dato più basso dal 2007, anno prima dell’inizio della crisi finanziaria. In calo anche la pressione fiscale: nel 2015 la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,3%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al 2014. Sul fronte occupazione, il numero di occupati su base annua è in crescita dell’1,3% (+299 mila), mentre calano sia i disoccupati (-5,4%, pari a -169 mila) sia gli inattivi (-1,7%, pari a -242 mila). Dopo il calo di dicembre 2015 (-0,2%), a gennaio 2016 la stima degli occupati cresce dello 0,3% (+70 mila persone occupate), tornando al livello di agosto. La crescita è determinata dai dipendenti permanenti (+99 mila) mentre calano i dipendenti a termine (-28 mila) e gli indipendenti restano sostanzialmente stabili. L’aumento di occupati riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione, pari al 56,8%, cresce di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Stabile il tasso di disoccupazione che a gennaio è pari all’11,5%, quindi pressoché invariato dal mese di agosto.

Esulta il presidente del consiglio Matteo Renzi su Facebook scrive: “I numeri dimostrano che l’Italia è tornata. Non la lasceremo in mano ai catastrofisti che godono quando le cose vanno male”. “Morale: Con questo Governo le tasse vanno giù, gli occupati vanno su, le chiacchiere dei gufi invece stanno a zero”. “Dopo mesi di editoriali, chiacchiere, ricostruzioni, possiamo finalmente fare chiarezza sui veri numeri dell’economia italiana?”, chiede il presidente del consiglio Matteo Renzi in un post su facebook che lui stesso definisce “urticante per i gufi”.

Altri dati economici sono arrivati dall’Agenzia delle entrate che ha reso noti i numeri della lotta all’evasione. Questa nel 2015 ha fruttato 14,9 miliardi. La “somma più alta mai riportata nelle casse dello Stato”. Così come ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, spiegando che si tratta dell’ “ennesimo record dopo i 14,2 miliardi del 2014”. Inoltre nel 2015 l’Agenzia delle Entrate ha erogato 3,38 milioni di rimborsi, pari ad oltre 16 miliardi di euro, cifra che supera di circa 3 miliardi quella dell’anno precedente. Ha detto Rossella Orlandi sottolineando anche l’accelerazione dei tempi dei rimborsi

“Siamo di fronte a mutamento importante” sul fronte del rapporto con il contribuente. “Il governo è impegnato in un processo di riforma fiscale ispirata all’efficienza” e “in linea con le migliori pratiche internazionali”. Ha commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sottolineando che “si migliora il tasso di adempimento su base cooperativa”. Il Governo punta a trasformare l’Agenzia delle Entrate “da verificatore ‘ex post’ a soggetto che agevola gli adempimenti fiscali”, con un “approccio cooperativo” con il contribuente.

 Redazione Avanti!

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