venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Portogallo. Il governo ‘rosso’
dà segni di stabilità
Pubblicato il 01-03-2016


Antonio Costa

Antonio Costa

In Portogallo, i primi tre mesi di governo socialista cominciano a farsi sentire. L’esecutivo ‘rosso’ guidato da António Costa e sostenuto da socialisti, comunisti, verdi e dal Bloco de Esquerda dà sfoggio dei suoi primi risultati.

La linea politica del governo è illustrata dal vice-segretario del PS Ana Catarina Mendes: “In questi tre mesi di governo, abbiamo dimostrato che di fronte alle difficoltà e insidie che ci hanno lasciato possiamo fare la differenza e costruire un’alternativa”.

Tuttavia, questa coesione non significa fusione. La Mendes è infatti da sempre sostenitrice dell’identità e dell’autonomia socialista. Il governo, dunque, essendo guidato dal PS dovrà seguirne l’agenda, ascoltando le linee degli alleati di maggioranza, ma mantenendo assolutamente l’impronta socialista.

Nonostante le incertezze di novembre, la coalizione sta reggendo bene e l’ala sinistra si sta attenendo al patto di governo. L’ultimo risultato è stato il bilancio di Stato, approvato questa settimana dal Parlamento di Lisbona dopo estenuanti trattative con Bruxelles e un ruolo decisivo dei comunisti lusitani.

Al riguardo si è espresso Carlos César, Presidente del PS: “La proposta di bilancio dello Stato è meno audace di quella che avremmo voluto, ma abbiamo ottenuto il meglio possibile. Il progresso, registrato nel bilancio dello Stato proposto dal PS, consentirà di intraprendere una nuova direzione nella politica economica e fiscale, che unisca misure per migliorare il reddito netto delle famiglie”.

L’economia portoghese versa comunque in uno stato precario, anche per via dell’eredità lasciata dal centro-destra. Negli anni del governo di Pedro Passos Coelho la nazione lusitana ha visto un forte incremento dell’emigrazione (con saldo negativo), la scomparsa di migliaia di piccole e medie imprese e la perdita di oltre 240 mila posti di lavoro.

A César e alla Mendes fa eco il ministro degli Esteri, Augusto Santos Silva, la cui voce si leva forte contro l’opposizione, rivendicando la recente vittoria dell’approvazione di bilancio: “La nostra legge riduce il deficit nominale e quello strutturale, riduce il debito pubblico, il carico delle imposte, la spesa pubblica. Aumenta il reddito familiare. Qual è l’autorità di chi non è riuscito in tale missione e ora mette in discussione questi passi concreti e decisivi?”

Le accuse maggiori venute dall’opposizione, imputavano al governo la volontà di porsi al controllo di un organo indipendente come la Banca Centrale Portoghese.

Ma Carlos César ha subito smentito: “Né il PS né il governo vogliono controllare la Banca del Portogallo, come non vogliono né hanno mai voluto controllare qualsiasi istituzione la cui indipendenza deve essere conservata”. Anzi, il presidente del Partido Socialista ha rilanciato contro il centro-destra, che quando stava al governo avrebbe fatto di tutto per “soffocare e affrontare la Corte Costituzionale”.

 Giuseppe Guarino

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