giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Roma: arrestato imam che progettava attentato
Pubblicato il 09-03-2016


Terrorismo, misure di sicurezza rafforzate a RomaStava progettando un attentato terroristico nella Capitale. Non hanno dubbi gli investigatori che oggi hanno fermato nel centro di accoglienza molisano “Happy Family” di Campomarino, in provincia di Campobasso, un imam somalo di 22 anni. Un soggetto definito “pericoloso, intelligente e istruito”, a cui era stato negato lo status di rifugiato. Un soggetto che più volte, aveva inneggiato allo Stato islamico, esaltato il massacro di Charlie Hebdo e il martirio della jihad. Secondo gli investigatori il giovane, nel giro di poche ore, sarebbe fuggito dalla struttura che lo ospitava, per dirigersi nella Capitale. Nel mirino “una stazione ferroviaria”.

Il procuratore capo di Campobasso, Armando D’Alterio, nel raccontare alcuni dettagli dell’operazione della Digos, ha spiegato chiaramente: “abbiamo un riscontro tecnico preciso sulla possibilità che stesse organizzando un attentato a Roma”. Secondo chi indaga è accertato infatti che il somalo avesse progettato di fuggire dalla struttura nella giornata di oggi. Una volta ottenuta la concessione dell’asilo politico in Italia, però, si sarebbe recato in Siria per addestrarsi, per poi tornare in Italia e lanciare l’attacco. Da specificare che il giovane, sottolineano gli inquirenti, era in fase di “mobilitazione”. Non ci sono prove che confermino che era in grado di passare a quella “operativa”, né dalle conversazioni intercettate, né dagli elementi raccolti. Ma non mancano segnali chiari. Nella sua stanza gli agenti lo hanno filmato con una telecamera nascosta mentre guardava sul cellulare, immagini di cruenti attentati. Durante la sua permanenza nella struttura, aveva fatto proseliti per la guerra santa e aveva chiesto a molti di unirsi a lui nel suo prossimo viaggio. Era anche riuscito a prendere il posto del precedente imam, accentrando attorno a sé molte attenzioni. Ai suoi compagni ha mostrato le immagini di diversi attentati firmati da gruppi islamisti estremisti e ha poi invitato molti a compiere azioni altrettanto violente.

Ecco alcune delle frasi pronunciate del giovane imam nel centro di accoglienza: “cominciamo dall’Italia, andiamo a Roma e cominciamo dalla stazione”. E ancora,  in una delle conversazioni che hanno fatto scattare l’intervento della polizia: “la guerra continua – ripete più volte il 22enne – Charlie Hebdo era solo il precedente di quello che sta succedendo adesso”. Non solo: “c’è una strada più semplice, quella di attrezzarsi e farsi saltare in aria”. Parole che non potevano passare inosservate.

Dopo circa due mesi di indagini, grazie all’ausilio di intercettazioni ambientali, gli agenti della Digos di Campobasso sono riusciti a capire la reale portata di quelle parole e delle sue intenzioni. Quindi una volta concretizzatosi il pericolo di fuga è scattato il blitz. Ora il somalo si trova in stato di fermo a Larino insieme a un altro connazionale con l’accusa di “istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo”. Sull’accaduto è intervenuto con un tweet il ministro dell’ Interno Angelino Alfano: “Arrestato a #Campobasso giovane imam somalo, presunto terrorista. Ancora una volta nostro sistema di #prevenzione ha funzionato. #guardialta”.

Marco Agostini

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