venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Quelli che sono socialisti però …
Pubblicato il 08-03-2016


Raramente è capitato di vivere un tale paradosso. Che continua e si ingigantisce. Nelle istituzioni, nelle tivù, nei social e nei bar italiani non si contano “i socialisti ma e però”. Sono davvero tantissimi. E di diversa specie, ma non si capisce perché poi si trasformino quando un sondaggista chiede loro la propensione al voto o quando, ancora più, entrano nella cabina elettorale. Ci sono gli amici del Pd che si sentono “socialisti altrove”, più europei che italiani, per la verità, anche se è molto difficile presentare un’identità all’estero che si nega nel proprio paese. Che, anzi, la si concepisce come naturale prosecuzione della tradizione comunista dei Gramsci, dei Togliatti e dei Berlinguer.

Poi ci sono “i socialisti ovunque”. Quelli rintanati in tempi di bombardamenti nei comodi rifugi berlusconiani e che oggi magari si sono dispersi in diversi rivoli politici, tra Nuovo centrodestra, Ala e non so che altro. Ma sempre socialisti sono. Anzi, sono sempre in condizione di dare consigli, di fare critiche, di impartire lezioni quando non ordini. Socialisti, non del Psi, sia ben chiaro, ma socialisti sempre. Ma ci sono anche “i socialisti reduci”. Semi clandestini. Quelli che compaiono, ogni tanto, per dire la loro. Spesso per accusare, ingiuriare. Poi svaniscono.I socialisti arrabbiati. Quelli che vorrebbero ancora il Psi di Craxi e non si rassegnano a quello di Nencini.

Parlano di congressi, di tesseramento, di commissione di garanzia, di espulsioni, come se fossero militanti attivi e invece non sono manco iscritti e votano per altri partiti da sempre. Parlano del Psi senza essere del Psi, solo perché in questo partito sono stati venticinque anni fa. E ci sono anche “i socialisti di ieri l’altro” che più a sinistra non si può. Quelli che hanno riscoperto non già solo Craxi o Nenni o Saragat, ma più indietro ancora, fino a Morandi, Vecchietti, i socialisti massimalisti. Quelli che quando suona l’Internazionale piangono. L’unità a sinistra vantano come dogma e pensano di praticarla con Landini, Fassina e Vendola. Ma ci sono anche “i socialisti preoccupati” perché il partito fatica e troppi sono coloro che ci hanno lasciati. Per questo decidono di lasciarci anche loro e di non partecipare al congresso.

Evidente che siano tanti, troppi i socialisti per farli entrare tutti nel Psi. Ma è anche piuttosto ridicolo che i pochi che si sentono socialisti e lo dimostrano militando nel Psi, cioè in un partito che dovrebbe essere di tutti i socialisti, vengano addirittura accusati da coloro che sono altrove di non esserlo abbastanza. La verità è che “i socialisti però” accusano i socialisti del Psi e nella loro accusa individuano il pretesto per giustificare il loro trovarsi altrove e ovunque. Non accettano di essere loro in contraddizione, ma cercano il motivo della loro contraddizione in noi. E qui il paradosso è all’apice.

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Commenti all'articolo
  1. Ma ci sono anche i socialisti che si dicono socialisti ma non amano il PSI. Mi riferisco alla attuale dirigenza , che nella situazione triste che il Partito sta vivendo, dovrebbe avere il buon senso di fare un passo indietro per non distruggere quello che ancora è rimasto del socialismo italiano.

  2. Sono un iscritto dal 1968. Con i seguenti segretari: De Martino, Craxi, Del Turco, Benvenuto, Boselli e ora Nencini. La tessera me la sono sempre pagata e ho fatto e voglio fare solo il militante – conosco i miei limiti – però non accetto questi rimproveri quando questa segreteria si permette il lusso di cacciare tutti i compagni che dissentono da una linea politica che non esiste. Esiste solo nell’interesse di chi vuole legarsi al PD – Partito in Dissoluzione – anzi di chi vuole collaborare con renzi che secondo qualche opinionista è solo un “imbroglione”. Smettiamola, perciò di offenderci tra di noi e di presentare il simbolo del partito alle elezioni altrimenti si ha il diritto di votare chi ci pare. Questa osservazione l’ho fatta direttamente a Nencini all’atto dell’iscrizione al partito.

  3. Caro Direttore Del Bue, dobbiamo esserti grati per avere fatto un ritratto perfetto della situazione in cui viviamo. Un ritratto con una serie di considerazioni che dovrebbero far vergognare quanti, dopo avere seminato dubbi sulla linea e l’operato del partito, sparso veleno (e sparato a zero contro il segretario), oggi fuggono, magari preparandosi a essere pugnalatori. Un ritratto che deve spingere quanti, essendo veramente socialisti, intendono sostenere il partito in ogni modo. Grazie, caro Direttore, per la chiarezza, oggi più che mai necessaria. Buon lavoro, Giuseppe Miccichè

  4. Mauro, ma perché vuoi che fingiamo di avere il salame sugli occhi.
    Se il PARTITO avesse avuto una sua linearità SOCIALISTA avrebbe potuto pensare, dopo tutti questi anni, di essere ATTRATTIVO, cosa che al contrario non ‘è stata.
    Vi sarà pure un motivo?
    Oppure i quasi 500 mila (con beneficio d’inventario) iscritti degli anni 80 erano tutti clientes opportunisti.
    Una dirigenza seria, come un tempo si diceva avrebbe fatto una minima autocritica. invece si persegue il disegno iniziato con il SI, cioè quello di impedire una rimessa in piedi di una struttura autonoma ed autonomista. Gli argomenti per una politica socialista vi sarebbero stati a iosa.
    Invece si continua a bistrattare quei quattro gatti che hanno idee diverse dalla segreteria (che fu vicesegreteria), la quale non ha alcuna voglia di cambiare né di mollare.
    Bisogna dire al segretario/viceministro che bisognerà fare diverse altre leggi oltre a quella per l’omicidio stradale: quella per l’omicidio forestale, quello domestico, quello scolastico, ecc. seguendo la demagogia sbandierata dai “nostri” media nel tempo. Non ti pare? Compreso quello aeronavale, astronomico, ecc. In definitiva un nuovo “codice Rocco”, profumato con privacy bassaniniana ed oltre,
    Non parliamo poi delle grandi decisioni importanti che tentano di nascondere i veri problemi di questa società (senza principii ci ammoniva Nenni) ormai in completo disfacimento, che vuol farci vedere lucciole per lanterne!
    Arriverà fra poco la bella stagione. Andiamo al mare, che dici?

  5. Forse non ci conosciamo direttamente ma ti conosco bene lo stesso, Giampaolo, e so che sei una brava persona e un ottimo compagno socialista. Si può fare di più e meglio? Sicuramente. Ma sei sicuro che basti cambiare un segretario? Ne abbiamo avuti diversi nel dopo Craxi, tutti convinti di rilanciare il vecchio Psi. Non ci sono riusciti semplicemente perché non è possibile. Noi siamo una piccola comunità identitaria che non ha mollato. Cosa hanno proposto coloro che dicevano di avere altre ricette? Di andare con Vendola e ci sono andati (Bartolomei e i suoi), di andare nel Pd e ci sono andati (Di Lello e Di Gioia), di non partecipare al Congresso perché non avevano le firme necessarie per presentare una mozione (Bobo, Biscardini, Sollazzo) per far cosa non si sa. Hanno risolto qualcosa? Forse per loro (ma non credo). non per il Psi.

    • Grazie Mauro della considerazione. Vedi, mi ricordi di quanto scrisse Bettino sull’Avanti! nel lontanissimo 1979. Mi scuserai, altro carisma, altra considerazione. Ti ricorderai che scrisse i socialisti sono questi . Non “sarei socialista se……”.
      Ecco all’anagrafe ciascuno di noi ha un nome ed un indirizzo.
      Con Nencini il nostro indirizzo è in CASA D’ALTRI, perché da anni non riusciamo ad identificare una casa nostra.
      Per caso ci vergogniamo? Il mio sombolo è la ROSA europea od il tanto bistrattato GAROFANO ROSSO. Voglio confrontarmi contro tutti sotto questi simboli. Tertium non datur.
      Inutile quindi che mi strattoniate. io resto con Giacomo Matteotti.
      Non ho bisogno di confondermi, DIVENTA MOLTO PERICOLOSO, anche perché quelli con cui ci si va a confondere sono quelli che parlano male dei socialisti.
      Allora perché devo andare con loro?

  6. Caro direttore hai fatto un’analisi che non fa una piega, hai letto nel mio pensiero.
    In una situazione dove si trova di tutto e di più, dove un aspetto contraddice l’altro, dove non si riesce mai venirne a capo, per chi le cose le prende sul serio, l’umore dominante è rabbia e una profonda tristezza.

    Tante Grazie Direttore, per essere puntuale e chiaro senza peli sulla lingua.

  7. Insomma, ormai per trovare un socialista vero bisogna andare in America? Nella cattedrale del Capitalismo, un eretico di nome Sanders si dice socialista. Senza se, senza ma e senza però…
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

  8. stavo scrivendo….caro Mauro hai ragione su tutto ,anche se alcune critiche dal di dentro bisogna pur mantenerle specie verso quelle eccessive assuefazioni al renzismo…ma le battaglie si fanno dentro al partito, quello vero,come per altro eravamo abituati a fare.
    Io sono stato spesso in minoranza in Umbria ai tempi di Enrico Manca, ma nessuno mi ha impedito di fare l’assessore,il presidente o il consigliere per vent’anni.
    Avanti così, facciamo il congresso e poi vedremo come implementare il nostro unico partito,il PSI:

  9. Carissimo Direttore,
    Non so perché ha scritto una lettera del genere, questa è una vera e cattiva provocazione che lei svolge nei confronti del popolo Socialista, e le dico subito che i compagni non si meritano il trattamento che gli ha riservato, e inoltre io scrivo come la penso, contestando molti suoi passaggi.
    La mia prima contestazione è la più ovvia e evidente: nei suoi elenchi cita “i socialisti ovunque” e si rivolge a quei compagni che sono nel centrodestra, e li addita in modo non molto riconoscente, proprio lei che nel 2006, e cioè soltanto 10 anni fa è stato sottosegretario alle infrastrutture nel governo Berlusconi, e l’anno seguente è stato eletto segretario nazionale del Npsi, credo che ci vorrebbe invece una riconoscenza, perché anche lei ha usufruito dei comodi rifugi Berlusconiani.
    Nei righi seguenti troviamo una questione che mi sta molto a cuore, e le definizioni “socialisti reduci e semi clandestini” da craxiano le rispedisco al mittente, senza offesa Direttore, ma queste affermazioni poteva fare a meno di scriverle. Già una volta ci ha dato di nostalgici e dogmatici, questa volta usa ancora paroloni che ci colpiscono nella nostra intimità politica. E proprio su questo argomento sottolineo con forza che noi craxiani non siamo come lei ci descrive, e non credo proprio che lei abbia il diritto di insultarci a questo modo. Non credo proprio che dipenda dai craxiani se il partito a distanza di ben 23 anni dalle dimissioni di Bettino, si ritrova in una situazione imbarazzante, sia politicamente che elettoralmente, questo è il vostro cruccio nei nostri confronti, è un problema che esiste e rimarrà ancora se tutta la dirigenza attuale non prende atto che sono stati anni fallimentari, sia l’era di Boselli che quella di Nencini, e per rientrare in pista deve ripercorrere la storia, quella storia che ai craxiani appartiene e che tengono ben stretta. Ci accusa che si compare ogni tanto, a lanciare accuse e ingiurie, poi si sparisce, quelli che non si rassegnano ad un partito così. Mi domando perché un attacco frontale così quando, lo sa bene, che noi abbiamo un dna composto da autonomia, identità, dignità e orgoglio, queste sono le componenti principali di un craxiano, credo sinceramente che questo Psi non abbia in alcun modo nessuna di queste qualità, e perciò se si tocca la storia craxiana, se nella politica odierna si arriva a votare il job-act, la buona scuola, e inoltre ai vari turni elettorali non si presentano liste e simboli, certo che la pressione sale e si arriva a qualche schermaglia, credo che sia ovvio e sacrosanto che i reduci, come ci addita lei, si scaldino. Andando avanti troviamo ancora accuse a nostro carico, sempre con il motivo principale in evidenza ché non siamo iscritti e in più il rimprovero perché taluni votano altri partiti, credo che questo accada anche a voi iscritti e dirigenti, visto che da tempo, come abbiamo già detto, non presentate più liste e simboli in cui si riconosca il partito.
    In questi passaggi, mi permetto di dire che tuona veramente male la frase, ”Quelli che quando suona l’Internazionale piangono”, perché una provocazione così, ai vecchi compagni che hanno vissuto un’epoca politica dove tutto ciò ha fatto parte della loro vita, e ha avuto un percorso storico? Per mettere nel retino la sinistra di oggi, sinceramente Direttore poteva cercare un’altra esca, poi certamente finisce il paragrafo con la scelta che ha preso la componente di area socialista di non partecipare al congresso.
    Ritorno per un attimo all’inizio dell’articolo nel primo paragrafo, quando accusa i socialisti di trovarsi nel Pd, ma se non mi sbaglio, sia alle ultime politiche e anche in altri casi, sia regionali che amministrative, i candidati socialisti erano nelle liste del Pd e con il simbolo del Pd, visto che il Psi era in difficoltà a presentare le proprie liste.
    L’ultimo paragrafo è davvero paradossale. Questa dirigenza non si è fatta mai una domanda: ma se dentro un partito già un po’ ristretto elettoralmente, nasce un movimento che poi si stacca definitivamente, e mi riferisco a risorgimento socialista, inoltre nasce una componente di contestazione che prende il nome di Area socialista, senza contare i fuoriusciti verso il Pd, e non ci sono entrate, ci sarà un problema, oppure pur di portare a casa il lesso congressuale basta espellere e bannare i compagni tramite la commissione di garanzia. Continuando le sue argomentazioni, troviamo che vi si accusi perché siete all’interno del partito, e “i socialisti però” come li chiama lei non tanto affettuosamente, credo che non abbino nessun pretesto e non sono in alcuna contraddizione, ma siano liberi di decidere le proprie scelte, invece sinceramente credo che siete voi che non gradite certe scelte dei compagni, e ogni tanto sfogate le vostre provocazioni al popolo socialista come questa volta. Il problema non sono i Socialisti, è la politica che attua questa dirigenza che non convince e questa è la conseguenza: che i compagni esprimono insoddisfazioni e insofferenze. Cordiali saluti Giovanni Caciolli.

  10. Caro Direttore condivido pienamente la tua analisi, evidenzia tra l’altro l’immagine di inaffidabilità dei socialisti; riusciremo mai a recuperare la necessaria credibilità.
    Inoltre vediamo una strana sinistra nel Paese, c’è chi chiede il congresso anticipato e chi non partecipa al congresso. Io sto con chi partecipa al congresso, ovviamente del PSI.

  11. Questo dibattito rispecchia piuttosto bene la situazione italiana, che dico, mondiale. Qui siamo: opinioni, percezioni, progetti e ricordi diversi, differenti concezioni sulle alleanze, le leggi e via dicendo. Un certo sapore di ‘Babele’. Bene, questa è la realtà,si può trovare un mezzo per non escludere, non autoescludersi ma anche per non bloccarsi? L’anno scorso avevo proposto alcuni incontri sul tema della comunicazione, ma poi non ho avuto risposta. La comunicazione (non parlo qui di quella mediatica) non è un fatto marginale, è il collante di tutto…

  12. L’unità di tutti i Socialisti nel nostro paese è un problema di non facile soluzione. L’errore più grande, a mio avviso, è stato quando nei momenti di difficoltà, una buona parte di compagni autorevoli hanno abbandonato il partito per trovare collocazione chi a destra e chi a sinistra. Cosa fare adesso ? E’ ovviamente una domanda da milioni di euro. Io partirei da un altro interrogativo il Socialismo Riformista in Italia è ancora attuale o no? Se è si, ed io sostengo che lo sia, bisogna rompere qualsiasi indugio e lavorare autonomamente dal PD, in quanto di Socialismo ha veramente poco o nulla, perché ciò possa realizzarsi dicendo con chiarezza chi vogliamo rappresentare che cosa vogliamo. E da fare ce ne veramente tanto se è vero com’è vero che anche nei momenti di crisi, nel nostro paese i ricchi sono diventati sempre più ricchi. Le disuguaglianze crescono in maniera esponenziale. Se anche in America Sanders in parecchi stati ha vinto sulla Clinton vorrà pure dire qualcosa, e sta vincendo proprio con l’appoggio dei lavoratori e della classe media Americana. Per cui ritengo che qualcosa si può fare, purché si abbia la volontà per tentarlo ed avere l’umiltà di ascoltare tutti.

  13. Caro Giovanni, figurati se io offendo i socialisti. Considero tutti quelli che sono stati con me nel vecchio Psi degli amici ovunque siano. Naturalmente compresi quello che sono nel centro destra, col quale io ho rotto, rifiutando la riconferma certa alla Camera, nel 2007 per aderire al progetto della Costituente socialista. Resta un problema. Dove erano tutti costoro, questo popolo come lo chiami tu, alle elezioni del 2008 quando i socialisi, rifiutando i seggi sicuri proposti da Veltroni, si presentarono da soli col loro simbolo e il loro candidato presidente alle elezioni? Il risultato fu uno striminzito 0,9, ricordi? E fummo costretti a rimanere fuori dalle istituzioni parlamentari per cinque anni. Ci volle la nostra passione, ci volle tutto il nostro coraggio per resistere. Dove era il popolo dei socialisti, dove eri anche tu, caro Giovanni, allora?

  14. In riferimento alla costituente se non erro, erano entrati a farne parte certi personaggi che con il socialismo c’entrano poco o nulla, come Gavino Angius e Fabio Mussi, e credo sinceramente che quella fase politica fu organizzata malissimo, e se non arrivarono i voti non fu certo colpa della base ma di una dirigenza che non era in grado di gestire un passaggio delicato e importante come quello in quel momento.
    Tuttavia Direttore non si limiti a rispondere solo ad una parte della mia replica, perché è il suo articolo che apre a certe argomentazioni che riguardano il Psi sia del passato che di quello attuale. Cerco di riassumerle per essere precisi e indiscussi: Come mai un attacco frontale ogni tanto ai suoi additati nostalgici e reduci e semi clandestini, ci accusa di lanciare ingiurie, di comparire e poi sparire, con quale scopo lo fa, per provocare, o per farci sentire in colpa, lo scriva. Inoltre ci spieghi della situazione del partito e della dirigenza attuale, ci spieghi l’attacco che fa anche a quelli che scelgono altre strade come area socialista o Risorgimento Socialista, lo spieghi, e dica sinceramente come la pensa. E poi perché le danno fastidio quelli che piangono quando suona l’internazionale? questi sono i temi del suo articolo che mi hanno portato a risponderle, e le chiedo cortesemente di rispondere per quale motivo e per quale necessità ha bisogno di provocare un solco fra uni e gli altri.
    In risposta alla sua domanda dove ero io, le rispondo tranquillamente: Per prima cosa non sono mai stato un dirigente del partito, e io fino al 1993 ho dato molto al partito, e non sto qui ad elencare la mia storia. Ho seguito sia dall’interno che dall’esterno la vita dei vari partiti socialisti nella seconda repubblica sia di fascia destra che di sinistra, ma nessuno mi ha mai attratto, per motivi che ho sottolineato più volte, tuttavia non mi sento in colpa, ed io come avrà notato rispondo a lei come a chiunque altro quando attaccate o provocate la storia del Psi di Bettino Craxi, perché è una fetta della mia vita.

  15. Caro Mauro, posso accettare la tua analisi. Ma a quanto mi consta non è completa. Mi risulta infatti – parlando della componente che in questa condizione – si rifiutano di partecipare al prossimo Congresso, che: solo perché vogliono poter partecipare al controllo dei tesserati, per vedere com’è la platea del congresso e per correggere insieme le linee future del partito, ovviamente per non andare ad un congresso prefabbricato. Ebbene ai compagni che hanno chiesto questo controllo legittimo, a mio modo di vedere. Gli si è dato dei disfattisti ed anche di peggio, da parte del Segretario Vicemin istro. Questo non è onesto. E neppure ammissibile. Anche perché, nessuno di questi, incominciando da Bobo Craxi, a mai dichiarato di volere uscire dal Partito. Con affetto. Luciano Lunghi

  16. Se la storia del Psi di Bettino Craxi è parte della tua vita, caro Giovanni, figurati quanto sia parte della mia, che autonomista e craxiano ero già ai tempi della Fgsi, ben prima che Craxi divenisse segretario, ed eravamo in pochi. Per testimoniare il mio affetto verso Craxi io votai contro le richieste di autorizzazione a procedere alla Camera e venni per questo escluso dal tavolo dei progressisti come candidato nel 1994. Lo andai a trovare due volte ad Hammamet, scrissi e montai io il video sulla sua vita. A Craxi ho dedicato molti articoli sul nostro Avanti. Questo, nonostante dal 1989 al 1992, a mio avviso e lo sostenni allora, Craxi commise gravi errori politici. La politica però, dispiace, ma non la si fa solo coi ricordi. La Costituente l’abbiamo fatta coi socialisti dello Sdi, del Nuovo Psi, con la componente socialista dei Diesse che faceva riferimento ad Angius e Spini, coi socialisti di Craxi e Zavettieri, con Rino Formica. Con tutti quelli che ci stavano. Potevamo farla solo con un pezzettino di vecchio Psi? A Luciano dico che nessuno ha mai impedito a Bobo e a gli altri di consultare l’elenco degli iscritti. Pastorelli mi ha detto che era disponibile e loro non si sono mai presentati per consultarlo.

  17. A Giova (Cacciolli) dal tuo eloquio
    “credo sinceramente che quella fase politica fu organizzata malissimo, e se non arrivarono i voti non fu certo colpa della base ma di una dirigenza che non era in grado di gestire un passaggio delicato e importante come quello in quel momento”
    La colpa è sempre di qualcun’altro, sa dirmi perché?
    Giova il risultato è quello che riporta il buon Mauro 0,9%, e gli eloqui stanno a zero, come dicono anche a Roma:

    • Internet è il luogo privilegiato delle semplificazioni e come diceva Eco, una volta c’erano le chiacchiere al bar. Ridurre la sconfitta del Psi nel 2008 alla responsabilità del gruppo di dirigente di allora, mi sembra non solo riduttivo, ma anche un po’ ingeneroso. Quanto allo 0,9%, bisognerebbe ricordare che era la prima volta che ci si confrontava col porcellum e che Veltroni utilizzò massicciamente l’arma del ‘voto utile’. Il Psi veniva quotato attorno al 2%, quanto bastava per portare qualche parlamentare alle Camere e scelse di rischiare l’osso del collo piuttosto che essere intruppato nel Pd. Una scelta autonoma, largamente condivisa nel partito e soprattutto dalla base. Senza inginocchiarsi davanti a nessuno.
      Ecco, bisognerebbe sempre cercare di essere un po’ oggettivi, equanimi, quando si decide di analizzare gli sbagli passati per tentare di pensare al futuro.

  18. Il ritratto che il Direttore fa dell’attuale “arcipelago” socialista può anche essere impeccabile, ma io non lo seguirei comunque nella tesi che vede il PSI quale “partito che dovrebbe essere di tutti i socialisti”, e che soltanto col militarvi si dimostra di essere tali, cioè socialisti.

    Ma forse ho semplicemente frainteso le sue parole, perché il Direttore conosce bene tutto il travaglio autentico di questi vent’anni, e mi riferisco in particolare alla “base” del vecchio PSI, e sa altrettanto bene che nel dopo Tangentopoli altre formazioni hanno cercato di non far spegnere la fiaccola socialista, e c’è pure chi lo fatto senza aderire ad alcun partito, ed è probabilmente merito un po’ di tutti se oggi si parla ancora dei socialisti.

    Poi il Direttore non ha probabilmente torto nel far intendere, se non ho travisato il suo pensiero, che la vita organizzativa di un partito richiede che vi sia un buon nucleo di iscritti, ma oggi il consenso elettorale, guardando soprattutto alle elezioni politiche, sembra dipendere in larga parte, se non del tutto, dal carisma e dalle doti mediatiche del LEADER, o da alcune IDEE FORTI che un partito esprime, e che il suo leader riesce a trasmettere, e anche gli organi d’informazione “di area” non sono affatto ininfluenti. .

    Quanto ai “comodi rifugi berlusconiani” , non andrebbe a mio avviso dimenticato che allora il Cavaliere parve essere, per non pochi socialisti, l’unico che potesse in qualche modo reggere l’urto dell’ondata che si era abbattuta sulla Prima Repubblica, e a riempire il vuoto politico che ne era scaturito, offrendo un’alternativa a chi non intendeva votare quelle forze che reputava essere “ostili” ai socialisti.

    E tra quei non pochi socialisti, vi è stato chi lo ha semplicemente votato, senza cioè aderire al suo partito, non avendo alcuna aspirazione o velleità a ricostruirsi ivi un qualche “avvenire politico”, e per costoro non parlerei di “comodi rifugi” (mentre per qualcuno può essere stato effettivamente così, il che è peraltro del tutto legittimo), e non mi sembra neppure che vogliano interferire nell’attività del PSI, attraverso “consigli-critiche- lezioni”, ma sono semmai attenti alla proposta politica ed esprimono se del caso la loro opinione (che naturalmente può essere tenuta o meno in considerazione).

    Paolo B. 14.03.2016

  19. Rispondo al Direttore, a Claudio 47 e a Carlo Correr: Riguardo alla costituente della quale cercate in tutti i modi di salvare la dirigenza dagli sbagli che fece in quel momento, e ora vi elenco una serie di notizie interessanti articoli di quei mesi dove si notano gli errori e l’insufficienza di quella fase delicata.
    Vi propongo di rileggere: Dopo Bertinoro una nuova sfida, del 6/3/07, si va al 12/3, sul Corriere della Sera troviamo: Boselli. Costituente socialista: si di Craxi, De Michelis apre. Ospiti tutto il gruppo di Bertinoro, da Lanfranco Turci, Beppino Caldarola, Emanuele Macaluso Valdo Spini, in aggiunta Psdi, Radicali, Repubblicani, laici e il nuovo Psi di Gianni De Michelis, leggere per favore l’articolo, interessantissimo. Il 22/3/07 sulla Repubblica: Convention dei mille socialisti, sarà bene dagli un occhiata, il giorno dopo sul quotidiano La Nazione: Nencini: “ il nostro passato per le sfide del futuro”. Giovedì 12/4/07 è il Sole 24 ore che esce con: Boselli: ora costituente socialista. Domenica 15 Luglio il quotidiano Repubblica pubblica: Costituente per i socialisti e rispunta il nome Psi. lo stesso giorno, risponde Libero: l’annuncio di Boselli, operazione nostalgia: a dicembre ritorna il Psi. Si arriva al 6/10/07 con il titolo: al via la conferenza programmatica. Boselli: da oggi c’è un nuovo partito: il partito socialista. Mi sembra che basti questo materiale se si vuol capire, potrei mettere altrettanto ma mi sembra superfluo, chi legge gli articoli con le varie argomentazioni e deduce, poi porta a casa non le chiacchiere da bar, ma quel minestrone che portò lo 0,9% come voi avete sottolineato, e con questo secondo voi la dirigenza è da assolvere, bene a sapersi, vuol dire che eri d’accordo sul pezzo che scriveva Gianna Fregonnara il 7ottobre del 2007 sul Corriere Della Sera: Rinascono i Socialisti: Pantheon senza Craxi De Michelis protesta. Basta leggerlo per trovare le difficoltà su come nasce la costituente. Dopo e dopo ancora spiegatemi perché i
    Socialisti non votarono, e l’asticella si fermò allo 0,9%.
    E se vi accorgete che ci furono degli sbagli, non tentate di pensare, ma pensateci bene, ma molto bene al futuro, perché questa volta non basta né la passione nè il coraggio ma ci vuole altro, quell’altro che ci porta a un altro ancora, e quando scorri la mano giochi su più tavoli, come giocava un gran leader quella era politica che certamente non si fermava allo 0,9%, trovate un dna con quelle caratteristiche, poi si discute dei suoi errori, della costituente, e se volete anche di tangentopoli, e si fa anche i conti con chi se la dette a gambe dopo il 1993, o chi tradì facendo nascere all’interno del Psi componentucce alla canna da gas come le definiva Bettino, e qui mi fermo.
    Per la questione che riguarda Bettino, come riporta il Direttore lascio le mie argomentazioni alla prossima puntata. Lo sa Direttore perché sono critico così e non faccio passare niente sulla storia, perché io al partito gli ho voluto bene, e ho tanti ricordi che mi legano anche oggi a quel Psi etichettato Bettino Craxi . Cordiali saluti Caciolli Giovanni.

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