martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Regeni. Al Sisi promette la verità sull’omicidio
Pubblicato il 16-03-2016


al sisiUn caso che ha più ombre che luci. Oggi sull’omicidio del giovane ricercatore italiano interviene il Presidente egiziano, il generale Abd Al-Fattah Al Sisi, che ha assicurato assoluta collaborazione nelle indagini sulla morte di Regeni, avanzando ancora una volta l’ipotesi che a ucciderlo siano stati non meglio identificati “nemici del governo”. Il presidente in un’intervista de La Repubblica afferma: «Per prima cosa voglio dire agli italiani che questa morte è uno shock per l’Egitto come per l’Italia. Ciò che è accaduto è terribile e inaccettabile, non ci appartiene e sconvolge non solo il governo ma tutto il popolo egiziano. Questo è un fatto drammatico ma unico, migliaia di italiani hanno visitato, lavorato e vissuto in Egitto e a nessuno di loro è mai accaduto nulla, sono stati in sicurezza».
Tuttavia dalla lunga intervista del direttore Calabresi non si evince nulla di nuovo eccetto della scomparsa lo scorso ottobre dell’egiziano 49enne Adel Meawwad Heikal, di cui accenna il Generale facendo un malizioso riferimento al caso dell’egiziano scomparso. Come a dire: neanche l’Italia è senza macchia nei suoi rapporti con l’Egitto, quindi andiamo avanti nonostante tutto quello che è successo. Sulla scomparsa dell’egiziano, titolare di un autolavaggio sull’Aurelia, sta indagando la Procura di Roma. Dagli accertamenti finora eseguiti, secondo indiscrezioni, non sono emersi elementi per collegare la scomparsa dell’uomo a fatti criminali. Sempre a Roma ci sarà l’incontro tra la polizia italiana e quella egiziana al lavoro sul caso della morte di Giulio Regeni. È questo uno dei risultati a cui si è giunti ieri nell’incontro al Cairo tra il procuratore generale egiziano, Nabil Ahmed Sadek e il capo della procura di Roma Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco.
Dal presidente egiziano Al Sisi sono arrivate “parole molto importanti che confermano quello che lui chiama il rapporto speciale tra Italia ed Egitto. È importante il coinvolgimento del procuratore Pignatone e che ci sia condivisione nelle indagini. Questa intervista in cui tra l’altro il presidente si rivolge direttamente alla famiglia Regeni mostra che ci sono evidenti e significativi passi in avanti. Ora tutti insieme troviamo i colpevoli”. Afferma Matteo Renzi lasciando la Camera.
Tuttavia continuano i colpi di scena sul caso e le smentite. L’ultima è l’inattendibilità della testimonianza dell’ingegnere che aveva parlato di un litigio tra Giulio Regeni e “uno straniero” il giorno prima della scomparsa del ricercatore italiano al Cairo. La prova è “destituita di fondamento”. Lo riferiscono fonti del ministero dell’interno egiziano. A quanto si apprende, i tabulati telefonici avrebbero rilevato che il testimone Mohammed Fawzi il 24 gennaio è rimasto nei pressi di casa sua e non dove sarebbe avvenuta la lite.

Liberato Ricciardi

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