sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

RESPINTI
Pubblicato il 18-03-2016


Migranti Grecia

L’intesa è stata trovata. I capi di Stato e di governo dell’Unione europea riuniti a Bruxelles hanno approvato l’accordo con la Turchia sui migranti. L’annuncio è arrivato su Twitter dal premier finlandese Juha Sipila: “L’accordo con la Turchia è adottato”. Nell’accordo si prevede che dal 20 marzo torneranno in Turchia tutti i migranti irregolari in viaggio verso le isole greche.

Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, dopo nuove negoziazioni con il premier turco Ahmet Davutoglu, ha chiesto ai leader europei di sottoscrivere un nuovo testo, dato che ieri sera i 28 leader avevano sospeso i lavori del vertice poco dopo la mezzanotte senza arrivare a un accordo condiviso.

In sostanza con la sintesi trovata si prevede che Ankara debba accettare il principio che tutti i migranti (rifugiati e non senza distinzione) che vanno in Grecia torneranno in Turchia. Per ogni migrante tornato indietro, il governo turco invierà un migrante siriano nella Ue. È il meccanismo che viene ritenuto unanimemente in grado di scoraggiare i viaggi nell’Egeo. Nel testo si prevede anche un’accelerazione dei primi 3 miliardi di euro ad Ankara e l’apertura del capitolo negoziale 33 (quello che riguarda il budget) per l’adesione della Turchia all’Ue.

Secondo alcune fonti il punti principale dell’accordo sono:

1. Riportati in Turchia
Tutti i nuovi migranti irregolari in viaggio dalla Turchia verso le isole greche saranno riportati in Turchia: è una misura temporanea e straordinaria per mettere fine ai pericolosi viaggi nell’Egeo e rompere il modello di business creato dai mercanti di uomini. Qualsiasi domanda d’asilo sarà esaminata singolarmente sulle isole greche, il che richiederà un importante allestimento logistico. Per legittimare sul piano giuridico l’irricevibilità delle richieste d’asilo che saranno presentate in Grecia, gli europei si baseranno essenzialmente sul principio del “Paese terzo sicuro”. Quando la Grecia avrà riconosciuto questo status alla Turchia, l’Ue ritiene che i rinvii saranno legali, nella misura in cui i candidati potranno beneficiare della protezione internazionale che meritano. I costi delle operazioni di ritorno saranno prese in carico dall’Ue.

2. Uno per uno
Per ogni siriano tornato in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sarà reinsediato dalla Turchia verso l’Ue», afferma il progetto di accordo; sarà data priorità ai migranti che non abbiano tentato di entrare in modo irregolare nell’Ue.

4. 72mila posti
Si offrono 72mila posti, nel contesto degli impegni già assunti dai Paesi europei ma non ancora realizzati. Se il numero dei ritorni supererà queste cifre, il meccanismo dovrà essere rivisto. L’Ue si impegna a lungo termine in un piano europeo di reinsediamento, sulla base degli impegni volontari degli Stati membri.

5. Liberalizzazione dei visti
Una delle contropartite per la Turchia sarebbe l’accelerazione della tabella di marcia per consentire l’esenzione dei visti per i cittadini turchi in Europa, al più tardi entro la fine di giugno 2016. Ma Ankara deve soddisfare i 72 criteri specifici previsti (il che rende piuttosto improbabile tale prospettiva)

6. Assistenza finanziaria
L’Ue si è impegnata ad accelerare il versamento dell’aiuto di 3 miliardi di euro già promesso alla Turchia per migliorare le condizioni di vita dei 2,7 milioni di rifugiati che ospita. Quando queste risorse saranno sul punto di essere completamente esaurite, l’Ue darà un aiuto finanziario aggiuntivo nel limite di 3 miliardi di euro supplementari fino alla fine del 2018.

7. L’adesione all’Ue
Questa era una delle linee rosse poste da Cipro: la promessa di aprire rapidamente nuovi capitoli di negoziato nel processo di adesione della Turchia. Per aggirare la minaccia di veto di Nicosia, il progetto di accordo è sufficientemente vago da non suscitare malumori: L’Ue preparerà la decisione di aprire nuovi capitoli di negoziati di adesione il più presto possibile.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ad un paese terzo il lavoro sporco pagato 6 Mld.di €.
    Al paese terzo che arresta i giornalisti scomodi, massacra i kurdi e chi manifesta contro il potere centrale, il diritto di scegliere, nella sua lungimiranza, chi può andare in europa, sostituedosi agli scafisti. Ecco come “rompere il modello di business creato dai mercanti di uomini” basta sostituirlo con un’altro questa volta ufficialmente incaricato dall’europa a farlo.
    UNA VERGOGNOSA PARODIA D’IMPOTENZA.
    Non è possibile più chiamarsi europei, ma solo STUPE….FATTI EGOISTI.

  2. Aggiungo che questa sciagurata decisione di finanziare la dittatura turca affinchè “si occupi” ( e non oso immaginare con quali metodi… ) degli “irregolari”, viene presa nel solo interesse della Germania, che vuole solo i rifugiati belli, buoni e intelligenti, e dietro la pressione del gruppo di Visegrad, un coacervo sempre più inquietante di conservatorismo neofascista ( nazional-popolare scriverebbero le penne saputelle di via Solferino e dintorni, quelli dell’eterno “si, però…” illusi che esista ancora una coscienza in questa UE e che il male dell’Oriente europeo non sia che un virus passeggero diffuso dal furbone cattivone Putin… ) un fascismo danubiano che attinge da torbide cisterne della Storia stereotipi e rancori che credevamo sepolti da decenni. Ungheria e Polonia sempre più a braccetto e sempre più illiberali ( Budapest e Cracovia, guarda caso, presto gemellate ), in Ungheria lo stipendio minimo è di 220 euri ma secondo Orban è tutta colpa degli ebrei, dei rom e di qualche decina di migranti, slovacchi e cechi tutto sommato a ruota, e austriaci felici e illusi che credono di essere di nuovo al timone di questa pseudo rinascita asburgica. Di rinato, invece, ci sono solo antisemitismo di luegeriana memoria ( a proposito, piazza e monumento sono sempre lì, nel centro storico della “civilissima” Vienna… ), panslavismo, e antiche rabbie magiare ( Gengis Khan, Mohacs, Trianon…). Delle glorie dell’ Austria Felix, che pure vi furono, e molte, nessuna traccia nell’ Europa di oggi.
    In tutto questo, il silenzio di Italia e Francia. Noi, l’Occidente latino, osserviamo e approviamo la svendita dei nostri valori. Intanto, il sultano Erdo I conta i miliardi e se la ride. Verranno chiusi altri giornali, soffocate altre voci di opposizione, umiliate le donne, ridotte dalla propaganda di regime a niente altro che mamme e mogli velate, devote e da tenere chiuse in casa, arrestati i giornalisti, e i militari che non ci stanno a vedere tradita la costituzione di Kemal Atatürk. Il tutto con il nostro aiuto economico. Ma tutto questo, alla Merkel, interessa?
    Dieci mesi fa assistemmo alla vendita della Grecia, oggi stiamo vendendo, anzi regalando, l’Europa.
    Saluti a tutti, con amarezza. Mario Mosca.

Lascia un commento