martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Russia. Top gun ucraina condannata a 22 anni
Pubblicato il 22-03-2016


nadja«Capisce la sentenza?», chiedono i giudici del tribunale cittadino di Donetsk a Nadia Savchenko che continua a intonare l’inno ucraino. L’ex elicotterista dell’esercito ucraino giudicata colpevole dell’omicidio nel 2014 di due giornalisti russi nel Donbass e condannata a 22 anni di carcere e al pagamento di una multa di 30.000 rubli (circa 400 euro).
L’accusa ha sostenuto che la pilota di elicotteri aveva fornito le coordinate al fuoco dell’artiglieria da campo contro le posizioni russe a nord di Luhansk nel giugno 2014 in cui rimasero uccisi Anton Voloshin e Igor Kornelyuk, due giornalisti della tv di Stato russa. “Ha agito, previo accordo, come parte di un gruppo criminale, consapevole delle conseguenze e con l’obiettivo di uccidere. Azioni mosse dall’odio politico”, sostiene ancora l’accusa che le imputa anche il tentato omicidio di civili e l’attraversamento illegale del confine.
L’ucraina rispedisce le accuse al mittente e anzi accusa a sua volta la Russia di aver condannato la donna “per motivi politici”, tuttavia la trentaquattrenne ucraina proprio due anni fa si è arruolata nel battaglione Aidar, noto come altre organizzazioni para-militari supportate dal nuovo Governo di kiev, per le reclute provenienti dall’estrema destra nazista ucraina. Dopo la cattura avvenuta in territorio russo, dopo aver varcato il confine spacciandosi per profuga, la Savchenko è diventata uno dei nuovi simboli del nazionalismo ucraino, tanto da essere ribattezzata la “Giovanna D’Arco” ucraina, per finire anche eletta (dietro le sbarre) come deputata del partito “Patria” di Yulia Timoshenko. Dopo essere stata designata dal Parlamento ucraino come uno dei delegati, come membro dell’Assemblea Permanente del Consiglio d’Europa, godrebbe anche dell’immunità diplomatica, status che la Russia non le riconosce.
Incarcerata da 21 mesi, la Savchenko ha respinto le accuse affermando di esser stata catturata dai ribelli filorussi e poi consegnata alla Russia prima che i due giornalisti fossero ammazzati, Nadia ha dunque già scontato un anno e otto mesi di prigione. Secondo il dispositivo della sentenza, Savchenko potrebbe beneficiare di un indulto, ma non prima che siano passati 12 anni.
La sentenza era scontata, ma per molti il vero punto della storia resta il probabile scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. La soldatessa potrebbe essere scambiata con due cittadini russi catturati dall’esercito ucraino con l’accusa di essere dei militari. Infatti il presidente ucraino Petro Poroshenko, dopo aver affermato di non riconoscere la validità della sentenza ha ricordato la promessa che Putin gli fece durante il colloquio per il settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia:”Nadia tornerà a casa”.

Maria Teresa Olivieri

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