domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Celso Vassalini:
L’Europa delle culture,
non delle Nazioni
Pubblicato il 23-03-2016


Cortese Direttore,
noi siamo l’Europa, siamo la pace, siamo la libertà.
Si dirà tutto e il contrario di tutto, si passerà dalla cronaca all’analisi alla polemica alle chiacchiere all’indifferenza e poi alla diffidenza. Io so solo che siamo fortunati ad essere cittadini europei, con tutti i limiti di questo strumento ancora imperfetto e sicuramente migliorabile.
So che sono felice di poter volare in tutto un continente per andare a trovare amici, parenti, ai loro matrimoni, alle lauree, per festeggiare i loro compleanni, visitare mostre, musei, poter studiare e lavorare liberamente, come a casa mia.
Casa mia è l’Europa, e oggi ci sentiamo violati. Ma non vincerà la paura, non vinceranno i violenti, non sarà la chiusura a salvarci dal pericolo. Serve avere certezza di chi entra e passa sul territorio europeo. Servono delle leggi sul terrorismo adeguate ed omogenee, protocolli di sicurezza e intervento uniformi. Non servono più armi, serve più testa.

L’Europa, è messa in pericolo dall’idea per cui con una protezione dei confini e un ritorno alle sovranità nazionali si possa pensare di essere ancora competitivi nel Mondo e “sicuri” in casa nostra: «Mitterrand nell’ultimo discorso al Parlamento europeo disse che quel che conta è l’Europa delle culture, non delle nazioni chiuse in se stesse. Guai se si ritorna al passato. “E il nazionalismo è la guerra!”, gridò. Noi oggi siamo di fronte proprio a rigurgiti nazionalistici. L’illusione folle di poter conservare, tenendo in vita e rilanciando le sovranità nazionali, tutto quello che si è acquisito in benessere e perfino opulenza. Non è così. Si tratta di gestire in comune più sovranità condivisa, come ci indica anche l’articolo 11 della nostra Costituzione».

Vinceremo tutti se saremo in grado di creare vera integrazione con chi vede nel nostro continente un sogno di pace e realizzazione personale, vinceremo se saremo in grado di isolare, controllare e condannare efficacemente e severamente solo chi è pericoloso per il nostro modo di vivere, solo chi non rispetta la nostra civiltà. Noi siamo l’Europa, siamo la pace, siamo la libertà e dobbiamo continuare ad esserlo.
Ho nel mio cuore la profondità umana e spirituale missionario del Beato Paolo VI che ha rinnovato il dialogo della Chiesa con il mondo: Fratelli, Figli, Amici, Uomini di tutta la terra, Buona Pasqua!

Celso Vassalini

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