domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Riccardo Caboni:
D’Alema tra paradosso
ed effetto “farfalla”
Pubblicato il 14-03-2016


Ho letto e riflettuto sulle dichiarazioni di Massimo D’Alema e, nonostante la mia giovane età e inesperienza, ho pensato di scrivere qualche riga.
Il segnale, dato da D’Alema é chiaro, ma la forma?
Massimo “Spezzaferro” D’Alema non esita a inoltrarsi in un preciso paradosso con attacchi ai vertici PD tacciati di arroganza (un detto delle mie parti: “il corvo dice al merlo: come sei nero!”) e previsioni pessimistiche sulle prossime amministrative.


Sembra prenda spunto dal famoso e fantascientifico “Effetto farfalla” di Ray Bradbury, reinterpretato nel film “The Butterfly Effect” con la frase “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.
D’Alema utilizza la scusa di un battito d’ALA (elogiando l’intelligenza di Verdini) per lanciare la propria controffensiva e l’effetto é dirompente: “alzata di scudi dell’ex fedelissimo Orfini, dichiarazioni dei vertici DEM e i vari Bassolino, Balzani, Fassina, Bray che, con reazioni distinte, mettono in difficoltà i candidati, per la maggior parte i favoriti del Presidente Renzi, usciti vincenti dalle primarie.


Non voglio assolutamente insinuare che i sopraccitati siano “manovrati” da D’Alema, però con le sue dichiarazioni riesce a egemonizzare l’attenzione e a radunarli in un fantomatico calderone “dalemiano”.


Ecco servito un mix di paradosso e finto moralismo che caratterizza le parole di una persona che ha governato in coalizione con Cossiga e critica indirettamente l’alleanza con Verdini, lancia la sua controffensiva al proprio partito attaccando i propri compagni “aspiranti Sindaco” dopo aver vissuto la rigida dottrina PCI e, “dulcis in fundo” si permette di dare degli “arroganti” ai vertici PD (proprio lui).

Come socialista, ho imparato a conoscere il moralismo intelligente di D’Alema e, di conseguenza, il suo smisurato protagonismo. 
Finita la vendemmia nella cantina “La Madeleine”, in Via del Nazareno dovranno scegliere se continuare con un vino novello gradevole, popolare, ma con pochi contenuti e un Barolo più intenso, elegante, ma non alla portata di tutti.


A loro la scelta, per fortuna il mondo del vino è variegato e affascinante… come la politica.

Riccardo Caboni
Segretario Comprensorio Intemelio PSI

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