giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Rino Capezzuoli:
Dalla parte del socialismo
dei padri fondatori
Pubblicato il 14-03-2016


Ormai sembra chiaro, come avevamo previsto, anche questo congresso servirà ad indebolire il partito socialista.
Lo scontro tra Nencini e Bobo Craxi si va configurando come una resa dei conti, con una rissa continua ed accuse di brogli. Lo avevamo già scritto “dalla padella nella brace” Ma ai veri socialisti di questa rissa interessa poco essi stanno con i padri fondatori del socialismo, con la loro coerenza, con il loro esempio di uomini retti ed onesti verso l’ideale socialista, verso i territori e le popolazioni. Quindi socialisti di base, socialisti delusi non vi arrendete come non si arresero al fascismo di un tempo i nostri padri fondatori perché dopo la tempesta sia pure dura, tornerà il sereno e non saranno stati vani i nostri sacrifici e la nostra resistenza al moderno conservatorismo e trasformismo.

Sarebbe utile che Nencini lasciasse la segreteria del partito e che Bobo Craxi non uscisse dal partito ritrovando un minimo di convivenza ma purtroppo non sarà così. Noi socialisti di base, socialisti di campagna, continueremo a lavorare per il socialismo per un vero riformismo, sapendo che c’è una sinistra da ricostruire da zero, perché il nostro campo politico è il centrosinistra non la nuova dc o il partito della nazione di Matteo Renzi.

Gli italiani voteranno ancora per Renzi nel referendum e forse in qualche altra elezione quindi avremo tutto il tempo per costruire una piattaforma politica progressista basata su quei principi che a parole Renzi aveva promesso e che poi per motivi di potere ha lasciato per strada.. cominciando dalla riforma istituzionale che restringe la partecipazione dei cittadini anziché ampliarla. Del resto quello che sta succedendo ai socialisti succede anche nel partito di Matteo Renzi e quindi quando verrà il momento, cioè avranno capito che la mutazione genetica del partito democratico è cosa compiuta e che esso non è più un partito della sinistra ma del centro-(destra) come dimostra il cambio di iscritti, con gente che se ne va a sinistra e gente che soccorre da destra.. ricominceremo a ricostruire la sinistra di cui ha bisogno il l’Italia e l’Europa.

Se il PSI avesse una vera classe dirigente andrebbe a sinistra da “solo” con le idee socialiste democratiche, così tornerebbe ad occupare il ruolo che gli compete. I nostri dirigenti tutti, invece, alla ricerca del “posto” si accodano a quello che pensano gli possa offrire il posto migliore: Nencini da Renzi, Di Bartolomei da Fassina e come nel 1992 si sono tutti dileguati, oggi si adeguano per un “posto”anziché per un progetto politico coerente.

Rino Capezzuoli

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Commenti all'articolo
  1. Amare considerazioni le tue molte delle quali fondate.
    Carissimo Rino: siamo in tanti a soffrire per questa perenne situazione di antagonismo e di protagonismo fine a sè stesso dei nostri dirigenti.
    Io come te e tanti altri abbiamo scelto in prima istanza l’ideale socialista e poi il PSI. i suoi rappresentanti potranno deluderci ma non ci deluderà mai l’ideale socialista perchè solo esso è vero. Malgrado il pessimismo possa prevalere, non disperiamo. Se non saranno questi dirigenti a risollevare le sorti del Socialismo italiano, io sono sicuro che questo ritornerà ad essere riscoperto dalle nuove generazioni perchè è la nuova e futura società che ha la necessità di convivere con un nuovo Modello di sviluppo:
    Sarà perciò il Socialismo ad ispirarne gli strumenti e le proposte come già è successo nell’avvio dell’era del Modello industriale.
    Fraternamente da Nicola Olanda

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