venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Sì del Senato: l’omicidio stradale è legge
Pubblicato il 02-03-2016


Omicidio stradale-NenciniOmicidio stradale ultimo atto. Il testo, arrivato alla quinta lettura, è stato approvato dall’Aula di Palazzo Madama ed è quindi legge dopo l’approvazione avvenuta con il voto di fiducia. I sì sono stati 149, 3 i contrari e 15 gli astenuti. Il governo ha posto la questione di fiducia per assicurare la fine certa dell’iter parlamentare di questo provvedimento che più di una volta era stato sottoposto a cambiamenti tra un passaggio e l’altro tra Camera e Senato. Una approvazione accolta con particolare soddisfazione dal segretario del Psi e viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini: “L’omicidio stradale è legge. Chi provoca morte sulla strada guidando drogato o ubriaco  – ha scritto Nencini sulla sua pagina Facebook – conoscerà finalmente una giusta punizione. Grazie di cuore alle famiglie delle vittime della strada che in questi mesi ci sono state vicino con suggerimenti e coraggio. Ora le strade saranno più sicure”.

Ad annunciare la decisione di porre la fiducia sul ddl è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. “Credo che il governo non solo non si debba vergognare – ha sostenuto di fronte alle proteste in particolare di Carlo Giovanardi – ma debba essere orgoglioso di mettere la prosecuzione della propria attività e carriera e politica a tutela delle vittime della strada, per riconoscere diritti a loro e alle loro famiglie. Quindi sicuramente il governo non si vergogna per mettere la fiducia su un provvedimento così sentito dai cittadini”.
Il testo è stato oggetto di un “ampio approfondimento”, ha sottolineato Boschi, ricordando i quattro passaggi in Parlamento. “Oggi arriviamo alla fine di un percorso che per la prima volta riconosce delle misure molto più stringenti che tuteleranno i soggetti più deboli e che cercheranno di evitare che si possano ripetere episodi come quelli che anche la cronaca purtroppo recentemente ci ha ricordato, di soggetti che restano impuniti a fronte di vittime che purtroppo invece non avranno più possibilità di avere un futuro”.

“La nuova legge che regolamenta l’omicidio stradale è una buona norma, seppur giustamente severa e quanto mai necessaria, dati i molti gravi comportamenti adottati dai conducenti di autoveicoli, che provocano un altissimo numero di feriti e morti”. E’ il commento del senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione Giustizia.
“Spesso i giovani e non alla guida commettono gravi infrazioni, che portano a tragedie e morti, si pensi alle distrazioni causate da un uso improprio del cellulare (intrattenere conversazioni telefoniche senza usare gli auricolari è solo uno dei molteplici esempi), a coloro che guidano in stato di ebbrezza o dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Ecco – ha continuato Buemi – dobbiamo pensare che chi guida se non ci mette tutta la prudenza e l’attenzione necessaria rischia di commettere un omicidio e chi causa una morte, che ha per definizione carattere di irrimediabilità, deve essere punito con pene certe e severe. E’ necessaria, e questa legge la prevede, una forte politica di formazione culturale riguardo alle regole del codice della strada e di buon comportamento per evitare – ha concluso – quei rischi derivanti da atteggiamenti irresponsabili che causano un così alto numero di feriti e morti in strada”.

La nuova legge prevede una pena massima di ventisette anni ci carcere per chi guidando in stato di ebbrezza (con grado alcolemico superiore a 1,5) o sotto l’effetto di droghe uccide più di una persona e si dà anche alla fuga. Se invece la vittima è una, il colpevole rischia da 8 a 12 anni di carcere, che diventano 18 se fugge dalla scena dell’omicidio. Per quanto riguarda la patente, il ddl prevede la revoca da 15 a 30 anni dopo la condanna definitiva.

Prima della condanna la patente potrà essere sospesa fino a 5 anni (se ci sono vittime o feriti) in attesa degli esiti del processo. In caso di condanna non definitiva la sospensione può essere prorogata fino a un massimo di 10 anni. Tra le modifiche al codice penale l’inserimento dell’omicidio stradale tra i delitti per i quali è previsto l’arresto in flagranza; inoltre chi rifiuta di sottoporsi agli esami per accertare lo stato di ebbrezza alcolica o di sostanze stupefacenti viene coattivamente sottoposto ai prelievi biologici per gli accertamenti, nel rispetto degli accorgimenti già previsti dal codice penale.
Capitolo a parte quello delle lesioni personali stradali per le quali la reclusione va da 2 a 4 anni. Se il conducente che ha provocato feriti si dà alla fuga la pena potrà essere aumentata fino alla metà. Se invece non ci sono responsabilità dirette la pena potrà essere diminuita fino alla metà.

Edoardo Gianelli

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