domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Siria. I curdi annunciano
la federazione del Kurdistan
Pubblicato il 16-03-2016


CdqXuopW4AAx5OCSi rimescolano ancora una volta le carte sul tavolo siriano. Questa volta sono i curdi a prendere in mano la situazione e dopo essere stati esclusi dai colloqui di pace di Ginevra hanno annunciato la costituzione della “Federazione del Kurdistan” in Siria durante il congresso organizzato oggi dalla “Società Democratica” (TEV-DEM), movimento curdo-siriano legato al Partito dell’Unione Democratica (PYD), che è il braccio politico delle Unità di Difesa del Popolo (YPG). Il Congresso si terrà nella provincia siriana di Hasaka e ha riunito circa 200 rappresentanti del PYD e dei suoi alleati di diversi gruppi etnici e religiosi, ha riferito l’agenzia di stampa curda Hawar. La federazione dovrebbe sostituire i tre ‘cantoni’ in cui ora sono divisi: quelli di Jazira, Kobane e Afrin.

La notizia ha subito allertato non solo la Turchia che ha bombardato per mesi il popolo curdo e che vede ora il suo incubo peggiore avverarsi, ma anche la Siria. L’ambasciatore siriano Bashar Jàafari, alla guida della delegazione di Damasco ai colloqui di Ginevra sulla Siria, ha seccamente respinto l’idea di un sistema federale curdo nel nord del Paese: “Quello di cui stiamo parlando qui è come salvaguardare l’unità della Siria” e rispettare l’integrità della Siria, territoriale e del popolo. “Scommettere sulla creazione di divisioni sarebbe un fallimento totale”, ha aggiunto. “I curdi siriani sono una componente importante del popolo siriano”, ha concluso affermando di rifiutare di commentare dichiarazioni unilaterali.

Tuttavia il presidente del gruppo TEV-DEM al Dar al Khalil nell’annunciare la creazione di una federazione ha tenuto a precisare: “È vero che noi come curdi abbiamo sofferto storicamente, ma oggi non vogliamo che la conquista dei nostri diritti siano a spesa degli altri”, ha detto rispondendo alla domanda se non era il caso che i curdi proclamassero la propria indipendenza dalla Siria. La notizia è stata diramata dall’emittente Rudaw che ha sede a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno. La tv curda ha anche pubblicato una mappa della Siria delineando i confini amministrativi della prospettata Federazione curda.

siria. Kurdistan

Nello stesso tempo però mentre il TEV-DEM cerca una soluzione che non allarmi troppo Erdogan, dall’altro Duran Kalkan del comitato esecutivo del PKK ieri ha annunciato l’istituzione del movimento rivoluzionario dei popoli uniti per annunciare la loro alleanza con l’obiettivo di portare la rivoluzione in tutti i settori, tra cui la lotta armata contro “il governo fascista dell’ AKP e il sistema collaborazionista della Repubblica Turca”. Kalkan ha letto la dichiarazione elencando i nomi delle organizzazioni rivoluzionarie dalla Turchia e del Kurdistan che compongono l’alleanza: TKP / ML, PKK, THKP-C / MLSPB, MKP, TKEP-leninista, TİKB, DKP, Devrimci KARARGAH e MLKP.

Una dichiarazione che risponde bene ai timori del presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno Massud Barzani che ieri ha detto che la Turchia rischia “una guerra civile” tra la minoranza curda e la maggioranza turca nel caso venisse confermato il coinvolgimento del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) nell’attacco ad Ankara.
La situazione si complica ulteriormente per la Russia, la quale se da un lato è entrata nel conflitto siriano al fianco del Presidente Assad, dall’altro (anche per contrastare Erdogan) ha sempre appoggiato e promesso di difendere la lotta curda. Non solo il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha chiesto pochi giorni fa all’Onu di invitare i curdi ai colloqui di pace sulla Siria, ma secondo il portavoce della regione autonoma curda a Mosca, Aso Talabani, la delegazione del Kurdistan iracheno, che si recherà in visita ufficiale a Mosca il prossimo aprile, potrebbe chiedere l’assistenza militare della Russia per combattere l’Isis, anche se “al momento la Russia è pronta a lavorare solo con Baghdad”.

Maria Teresa Olivieri

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