domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Slovacchia. Raggiunto l’accordo per il Governo
Pubblicato il 21-03-2016


Robert Fico

Robert Fico

Dopo la nascita della Repubblica Slovacca, separatasi consensualmente dalla Repubblica Ceca (1-1-1993), i socialisti slovacchi, soprattutto per merito di Robert Fico, che la stampa moderata si ostina a definire “populista”, hanno saputo riunificarsi nel partito SMER-SD (Direzione-SocialDemocrazia), che da allora non ha mai subito scissioni né “fughe” singole, cogliendo anzi lusinghieri successi.
Dal lato opposto dello schieramento politico slovacco, invece, moderati e conservatori si sono sempre presentati divisi in varie formazioni concorrenti fra di loro.
Il socialdemocratico Robert Fico, che dopo le elezioni politiche dello scorso 5 marzo, è stato incaricato (9-3-2016), in qualità di leader del partito di maggioranza relativa (seggi 49/150) dal presidente Kiska della formazione del nuovo governo, ha saputo mettere a frutto i dieci giorni di tempo assegnatigli dal Presidente, spezzando l’accerchiamento degli altri 7 partiti presenti nel Consiglio Nazionale (Parlamento unicamerale) e riuscendo a coinvolgere nelle trattative 3 di essi, sufficienti a costituire una solida maggioranza.

Il primo ad aderire è stato lo SNS (Partito Nazionale Slovacco, seggi 15/150), il cui leader Andrej Danko si è dichiarato favorevole ad un’alleanza con SMER-SD, per garantire un governo stabile alla Slovacchia, ritenendo troppo litigiosa l’altra maggioranza numericamente possibile, quella cioè formata da tutti i partiti, con esclusione dello SMER-SD e degli estremisti di destra di LSNS (Partito Popolare per la Nostra Slovacchia, seggi 14/150). In caso di fallimento dell’ipotesi preferita, Danko avrebbe proposto un governo tecnico.
Questa posizione, che di fatto rendeva impossibile una maggioranza di centro-destra, ha poi indotto altri partiti ad aderire all’invito di Fico.

Si sono quindi resi disponibili: il partito moderato Most-Hid (Ponte, seggi 11/150), diretto da Bela Bugar, contrario a eventuali nuove elezioni che avrebbero favorito l’estrema destra di Kotleba (leader del LSNS e governatore della regione di Banka Bystrica) e Siet (Rete, seggi 10/150), guidato da Radoslav Prochazka.
Le delegazioni dei quattro partiti (tre per partito), guidate dai rispettivi leader, si sono incontrate nei giorni 14-15-16 marzo ed alla fine hanno siglato l’accordo sulle priorità programmatiche, che comprendono le principali istanze delle diverse componenti ed hanno poi iniziato le discussioni sulla composizione del Governo e sui vertici del nuovo Consiglio Nazionale.

Il 17 marzo Fico ha riferito al Capo dello Stato della volontà dei quattro partiti di formare una maggioranza parlamentare e quindi un governo, dell’accordo programmatico e dell’andamento dei colloqui sulla composizione del governo.
Intanto la prima seduta del nuovo Parlamento è stata fissata per mercoledí 23 marzo. Subito dopo potrebbe aversi la nomina del governo quadripartito SMER-SD / SNS /Most-Hid / Siet.

La maggioranza sulla carta avrebbe 85 seggi su 150, ma considerata l’annunciata defezione di un deputato di Most-Hid e di 3 di Siet, si ridurrebbe a 81 seggi, più che sufficienti però per governare.

Resterebbero così all’opposizione gli altri quattro partiti presenti in parlamento: i liberali di SAS (Libertà e Solidarietà, seggi 21/150), OL´ANO-NOVA (Gente comune e personalità indipendenti, seggi 19/150), Sme Rodina (Siamo la famiglia, seggi 11/150) e LSNS.

Intanto si è dimesso dalla carica Jan Figel, leader del Movimento Democratico Cristiano, per la prima volta non entrato in Parlamento.

Ferdinando Leonzio

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