lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna, governo Sanchez
appeso a un sì di Podemos
Pubblicato il 01-03-2016


Spagna-Podemos

Il leader di Podemos, Pablo Iglesias

Il candidato premier socialista Pedro Sanchez ha proposto dalla tribuna del Congresso questo pomeriggio la costituzione di un ‘governo del cambiamento’ attaccando il governo uscente del premier Pp Mariano Rajoy.
Sanchez nel corso dei suoi novantasei minuti di discorso ha detto che l’esecutivo uscente “ha chiesto grandi sacrifici ma ha dato molto poco in cambio” e ha escluso possibili accordi futuri con i popolari, accusando Rajoy di avere governato negli ultimi 4 anni con “superbia e imposizione”.
Più volte applaudito, ma solo dai deputati socialisti, Sanchez ha detto che “non c’è una maggioranza” per formare un governo di sinistra, come chiede Podemos ed ha proposto invece la formazione di un esecutivo “del cambiamento”. “Perchè non ci uniamo per formare un governo del cambiamento?” ha detto, rivolto principalmente a Podemos. “Perché non votiamo insieme per tutto ciò sul quale siamo d’accordo?”.
Il partito post-indignados ha rotto le trattative con Sanchez e annunciato voto contrario allainvestitura dopo che il Psoe ha siglato martedì scorso un accordo con il partito di centro-destra Ciudadanos.
Sanchez, incaricato il mese scorso dal re Felipe VI di tentare di formare il nuovo governo, da tempo afferma di volere l’appoggio simultaneo di Ciudadanos a destra e di Podemos a sinistra, nonostante i due partiti si siano reciprocamente definiti “incompatibili”. Al momento il leader socialista ha l’appoggio solo di 130 deputati su 350 (90 del Psoe e 40 di Ciudadanos), che significa posticipare a venerdì il secondo giro di votazioni per verificare o meno la presenza di una maggioranza per la formazione del nuovo governo.
La stampa spagnola da giorni sottolinea la strordinarietà di questo debate de investidura, Pedro Sanchez potrebbe essere il primo candidato premier bocciato dal Congresso dalla fine della dittatura franchista.
“Siamo noi la pietra angolare del sistema”, ha rivendicato l’aspirante capo del futuro esecutivo, riuscendo probabilmente a innervosire ancora di più i parlamentari fedeli a Pablo Iglesias, leader di Podemos, quando ha esortato gli interlocutori ad aprire al “meticciato ideologico”: cioè appunto quello che Podemos detesta maggiormente, anche se per il candidato socialista “arricchisce mentre l’uniformità impoverisce”, al pari del compromesso che “gratifica mentre l’arroganza rimpicciolisce”.
Il vero nodo per Sanchez sta nel fatto che non può permettersi di scontentare nessuno fino in fondo ma, rischia di irritare tutti a ogni passo.
Il voto di venerdì potrebbe mettere la parola fine anche sulle sue velleità, come già e’ stato per Rajoy. Non rimarrebbero allora che le elezioni anticipate, temutissime perché potenzialmente foriere di un’ulteriore paralisi politica in Spagna.
Sara Pasquot

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