sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna bloccata. Il Governo che non c’è.
Pubblicato il 31-03-2016


Sanchez e RajoyDa più di 100 giorni la situazione politica in Spagna è bloccata, PSOE e Ciudadanos che avevano trovato un accordo a fine febbraio non hanno però trovato i numeri in Parlamento, quindi da ieri, archiviate le festività pasquali e le processioni religiose, sono ricominciate quelle tra i corridoi del Parlamento. Consultazioni e nuove riunioni tra leader di partito, ma al momento non pare ci siano novità. Le nuove elezioni che potrebbero celebrarsi il 26 giugno prossimo sembrano l’unica opzione percorribile.

Solo oggi Albert Rivera, il giovane segretario di Ciudadanos, il nuovo partito centrista, ha dichiarato “solo una cosa è peggiore delle nuove elezioni anticipate, Podemos al governo”. Ma una astensione del partito di Pablo Iglesias per spianare la strada a un governo PSOE – Ciudadanos non sarebbe sufficiente per assicurare la governabilità della Spagna. Se il PP non prende parte al progetto PSOE e Ciudadanos, ha dichiarato Rivera, a giugno gli spagnoli torneranno a votare.
L’unica alternativa sembrerebbe essere quella riproposta ieri, anche dal presidente del Governo in funzione Mariano Rjoy, una grande coalizione all’italiana che unisca il suo partito a socialisti e Ciudadanos: “L’aritmetica è aritmetica. Il Partito Popolare non può formare un governo se non riesce a raggiungere un accordo con il Partito socialista”.

Lo stallo politico che i partiti stanno facendo vivere alla Spagna, simile alla situazione vissuta in Belgio lo scorso anno, non sembra però bloccare le dinamiche interne dei maggiori partiti. Il PSOE a maggio attraverso le primarie dovrebbe esprimere il nuovo segretario, ma un probabile nuovo fallimento di Pedro Sanchez alla carica di presidente del governo sta portando Susana Diaz, padrona indiscussa dei socialisti in Andalusia, a scaldare i motori e schierare l’artiglieria pesante per diventare la nuova segretaria dei socialisti. La Diaz, e parte del PSOE che si oppone a qualsiasi tipo di collaborazione con Podemos e a ogni tipo di compromesso con i nazionalisti soprattutto catalani potrebbe avere le carte in regole per realizzare una doppietta niente male, diventare la prima donna segretaria dei socialisti, e candidata alla presidenza del governo, il tutto in poco più di un mese. Nel PP invece del dopo Rajoy non si parla, ma il partito ogni settimana deve fare i conti con nuove indagini e arresti per corruzione in tutto il Paese.

La prospettiva che la Spagna possa diventare il nuovo Belgio e rimanere per quasi un anno senza governo, potrebbe diventare una realtà, in caso di nuove elezioni che il calendario imposto dalla costituzione imporrebbe per fine giugno porta gli analisti politici a prevedere uno stallo fino a settembre inoltrato, quando tutti i partiti avranno giocato tutte le carte disponibili, in parlamento e nei congressi interni.

Sara Pasquot

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