lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna. Niente governo, Sanchez passa la mano
Pubblicato il 04-03-2016


Felipe e Sanchez PSOE

Il re Filippo IV con il leader del Psoe Pedro Sanchez

Tutto come previsto. Sanchez fallisce anche il secondo tentativo di ottenere la fiducia. 131 i voti a favore (Psoe, Ciudadanos e Coalición Canaria). Troppo pochi e ben lungi dai 176 richiesti per una maggioranza.

Per la prima volta nella storia costituzionale della Spagna, un candidato capo del governo non ottiene la fiducia, ma è anche la prima volta che la frammentazione del Parlamento impedisce di individuare una maggioranza netta e incrollabile, che debba essere frutto dell’accordo di almeno due partiti.

Ora la palla passa al Re, che dovrà proporre un nuovo candidato. Nulla vieta a Filippo VI di riaffidare l’incarico a Sanchez, né di proporre nuovamente l’attuale premier Mariano Rajoy, che però già rifiutò la investidura a gennaio.

Tuttavia, quest’ultima opzione non appare perseguibile. Se nell’immediato post-elezioni i popolari potevano contare sul gruppo più numeroso con i loro 123 seggi, oggi l’alleanza Psoe-Ciudadanos appare talmente salda da essere percepita da stampa e opinione pubblica come un unico grande gruppo composto da 130 deputati. È probabile che il prossimo candidato premier provenga da uno di questi due partiti, ma ovviamente bisogna vedere se l’alleanza rosso-arancio terrà alla luce dei prossimi sviluppi.

Il Re, in ogni caso, attende che il dibattito parlamentare possa far emergere una figura chiave. Dopo il voto, Filippo ha avuto un colloquio con il Presidente della Camera Patxi López, che lunedì sarà ricevuto alla Zarzuela per valutare la situazione insieme al Sovrano, che potrà decidere di avviare nuove consultazioni.

L’obiettivo dei socialisti è di fare a meno di Rajoy, nei confronti del quale Sanchez non è stato certo avaro in quanto a critiche, ma allo stesso tempo il segretario del Psoe è interessato ad evitare la ripetizione delle elezioni. Infatti, se i negoziati e le ipotesi di governo dei prossimi giorni falliranno, impedendo al prossimo candidato di raggiungere La Moncloa per i primi di maggio, le Cortes saranno sciolte e si andrà al voto il prossimo 26 giugno.

Giuseppe Guarino

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