lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna, per i sondaggi stallo
destinato a continuare
Pubblicato il 14-03-2016


Podemos-SPAGNAL’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (5^ puntata)

Anche la Spagna, come il Portogallo, ha visto per diversi decenni una dittatura di stampo fascista, conclusasi anch’essa negli anni settanta. Il franchismo, terminò solo dopo la morte del dittatore Francisco Franco, nel novembre del 1975. Durante il franchismo l’unico movimento politico legale fu il Fet y de la Jons, che con le più alte cariche dello stato e il sindacato verticale, formava il Movimento Unificado, divenuto successivamente Movimento Nacional, del quale facevano parte la maggior parte dei rappresentanti dei movimenti nazionalisti che vinsero la guerra civile spagnola che diede vita alla dittatura, in particolare i falangisti e i membri del CEDA.

Molti ex gerarchi franchisti, dopo la fine della dittatura, diedero vita ad Alianza Popular, forza conservatrice nata inizialmente come alleanza di neonati partiti e movimenti conservatori ma divenuta in breve tempo il partito della destra nazionalista spagnola. Nel 1989 il partito, con le forze politiche alleate durante gli anni ottanta (il Partito liberale e il Partito Cristiandemocratico) dà vita al Partido Popular, partito membro del Partito Popolare Europeo. Lo storico leader di Alianza Popular e delle coalizioni di cui AP ha fatto parte, Manuel Fraga, nel 1990 lascia la leadership del Partido Popular, dopo esser stato eletto Presidente della Galizia, a Jose Maria Aznar. Il Partido Popular ha vinto le elezioni parlamentari nel 1996, nel 2000 e nel 2011, dando vita a due governi Aznar e al primo governo Rajoy. Anche nelle elezioni dello scorso dicembre il partito è stato il più votato, grazie ad oltre 7 milioni di voti e il 28,7% dei consensi, ciò nonostante, il partito non ha ottenuto la maggioranza al Congresso e il nuovo scenario politico scaturito dalle elezioni non ha permesso al partito di Mariano Rajoy di dare vita ad un nuovo governo di centrodestra. Dal 1994 è il partito più votato alle elezioni europee, eccezion fatta per il 2004 quando venne superato dal Partito Socialista Operaio di Zapatero che ottenne 350.000 voti in più.

Le tre principali forze politiche dell’estrema destra spagnola sono il FE de la Jons, Democracia Nacional e Alternativa Espanola.
FE de la Jons nasce nel 1976, dopo la morte del dittatore Francisco Franco, riprendendo il nome dell’organizzazione politica che ha dato vita al Movimento Nacional. Nel corso degli anni il partito ha visto più volte membri della propria dirigenza allontanarsi per dare vita ad altri soggetti politici. Nel 1979 prende parte alla coalizione di estrema destra (Union Nacional) che riuscirà ad eleggere un proprio candidato (Blas Piñar) al Parlamento spagnolo grazie a quasi 400.000 voti e più del 2% dei consensi nazionali. Nel 1982 la coalizione si dissolve ed il partito non riuscirà più ad entrare in Parlamento ed ad ottenere più di 25.000 voti. Alle ultime elezioni del dicembre 2015 il partito è riuscito ad ottenere circa 7.500 voti, meno dello 0,1% dei consensi nazionali.
Democracia Nacional nasce invece nel 1995. A differenza del FE de la Jons, Democracia Nacional viene accostata a movimenti di estrema destra di altre nazioni europee più che al franchismo e al falangismo. Fra il 2000 e il 2014 il partito ha sempre ottenuto alle elezioni europee e nazionali fra i 10.000 e i 15.000 voti, non riuscendo mai a raggiungere lo 0,1% dei consensi. Alle ultime elezioni nazionali il partito ha ottenuto meno di 1.700 voti. Il partito ha fatto parte dell’Euronat, l’alleanza dell’estrema destra capitanata dal Front National, di cui è stato il riferimento politico spagnolo fino all’elezione a leader del partito di Marine Le Pen .

Alternativa Espanola nasce nel 2003 attorno alle figure che hanno animato più di 20 anni prima la coalizione di estrema destra Union Nacional, in particolare a Rafael López-Diéguez, ex membro di Fuerza Nueva e leader del partito sin dalla sua nascita, e l’ex parlamentare dell’Union Nacional,  Blas Piñar, che ne fu presidente onorario fino alla sua morte, nel 2014. Alle varie elezioni nazionali ed europee il partito ha sempre ottenuto meno di 25.000 voti, non presentandosi però alle ultime elezioni parlamentari del dicembre 2015, dopo esser riuscito ad eleggere 5 propri rappresentanti alle elezioni amministrative locali di inizio anno.

I risultati elettorali delle elezioni parlamentari del 2015, hanno portato la politica spagnola in una situazione di stallo. L’asse di centrodestra (Partido Popular e Ciudadanos) e l’asse di sinistra (PSOE e Podemos) non hanno la maggioranza assoluta al Congresso spagnolo e non sono ancora riusciti a dar vita al primo governo della legislatura in corso. Le probabilità che i cittadini spagnoli tornino alle urne prima della fine dell’estate sono molto alte. Gli ultimi sondaggi elettorali danno il PSOE e Podemos in linea con i risultati delle ultime elezioni parlamentari, mostrano una perdita di consensi per il Partido Popular e una leggera crescita per Ciudadanos e la coalizione di estrema sinistra. Se i sondaggi fossero confermati gli equilibri all’interno del Congresso sarebbero pressoché identici e difficilmente l’odierna situazione di stallo verrà superata.

Gianluca Baranelli

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1 – La destra in Europa. Anche in Islanda la crisi ha un costo

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