sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ustica, la tragedia tra storia e ragion di Stato
nel film di Martinelli
Pubblicato il 31-03-2016


I resti della carlinga del DC) di ustica

I resti della carlinga del DC) di ustica

Da oggi (31 marzo) nelle sale italiane “Ustica”, il nuovo film scritto e diretto da Renzo Martinelli e interpretato da Marco Leonardi, Caterina Murino, Lubna Azabal, Tomas Arana, Federica Martinelli con Paco Reconti, Yassine Fadel, Joe Capalbo, Jonis Bascir, Shelag Gallivan e l’amichevole partecipazione di Enrico Lo Verso, musiche di Pivio e Aldo De Scalzi.
Una coproduzione Italia-Belgio a cui hanno partecipato il Ministero dei Beni Culturali e le Regioni Toscana, Basilicata, Sicilia e Lazio.
Dopo aver gettato una nuova luce sul caso Moro con “Piazza delle Cinque Lune” e aver raccontato la tragedia del “Vajont”, senza mai tralasciare nomi e cognomi dei responsabili, il regista Renzo Martinelli affronta il caso Ustica, uno dei più dolorosi misteri d’Italia. Tre le ipotesi che sono state di volta in volta avanzate sulle cause del disastro che provocò la morte di 81 persone: cedimento strutturale dell’aereo, una bomba a bordo, un missile. Nessuna di queste ipotesi è stata sino ad oggi provata.
Frutto di tre anni di lavoro a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sull’enorme mole di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi da quella tragica notte del 27 giugno 1980, il film suggerisce una nuova, agghiacciante verità, supportata da materiale documentale.
La tesi del film, basato sulle 5 mila pagine dell’inchiesta del giudice Rosario Priore, è chiara: c’è stata una collisione in volo, un caccia americano F5-E ha urtato con un colpo d’ala il DC-9 mentre tentava di abbattere un Mig libico che si era nascosto dietro l’aereo passeggeri per sfuggire ai radar. La strage di Ustica è quindi una delle tante che non ha trovato spiegazioni nel nostro Paese, dopo la quale c’è stata una scia di sangue molto lunga come il Cermis e Ramstein. E su quest’ultimo disastro, la collisione in volo di tre ‘Freccie tricolori’ poi piombate sulla folla durante una manifestazione in Germania, il regista conferma le inquietanti ipotesi di Priore (il top gun Nutarelli delle Frecce Tricolori era forse un uomo da punire per quello che sapeva su Ustica, il suo aereo era ingovernabile e una manovra sbagliata di 4 secondi non è concepibile per un pilota della sua esperienza).

logo filmA bordo del DC-9 di Ustica c’erano 13 bambini tra cui Benedetta, 7 anni, figlia della giornalista Roberta Bellodi (Caterina Murino). L’Italia ha sempre avuto la moglie americana e l’amante libica, come dimostrano gli accordi dei servizi segreti con Gheddafi, il Mig 23 libico tallonava da vicino il Dc9 per non farsi rilevare dai radar. L’onorevole Corrado di Acquaformosa (Marco Leonardi) è il marito della professoressa Valja Bagdani (Lubna Azabal), pilota di elicotteri, che ritrova il Mig abbattuto dai caccia americani, l’autopsia sul corpo del pilota libico è stata falsata, i medici vengono minacciati, e Valja muore misteriosamente in un incidente stradale. Bisogna accettare la “verità di Stato” perché “la verità non esiste, tacerla può essere un merito” dice il sottosegretario Fragalà (Tomas Arana). I caccia sono partiti dalla base americana di Sigonella (la stessa da cui iniziò la fine politica di Craxi sul caso Achille Lauro nel 1985), c’è una base italiana a Grosseto da dove un certo Dettori addetto alla base ha visto tutto sui radar, poi è stato licenziato e ucciso.
Non sono gli storici a scrivere la storia, ma la ragion di Stato. ‘Il 27 giugno 1980 un caccia F5-E americano ha urtato in volo il DC-9 Itavia’, anche i quotidiani dell’epoca avevano fatto questa ipotesi, ma poi è stata insabbiata; ecco la verità che il film di Martinelli vuole fare emergere a oltre 35 anni di distanza.

Non è facile fare un film su Ustica (un altro dopo “Il muro di gomma” di Marco Risi), Martinelli fa il cineasta e non lo storico, alcuni episodi e personaggi sono invenzioni drammaturgiche, ma molte frasi riportate sono vere come quella dell’inversione a ‘U’ in autostrada in un momento di grande traffico (On. Zamberletti).
Gli uomini assomigliano più al loro tempo che ai loro padri dice Martinelli, e ieri è già passato remoto per i ragazzi di oggi, preistoria, ma tentare di fare finalmente luce sulla tragedia di Ustica è sempre meritorio, se non si capisce il passato del nostro Paese non si può comprendere bene nemmeno il presente.

Alessandro Sgritta

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