giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il triplice errore di Vendola
Pubblicato il 01-03-2016


Io credo che in una sola volta Nichi Vendola sia risucito ad assestare un duro colpo alla battaglia contro le discriminazioni sessuali, alla legge sulle unioni civili e alla stepchild adoption. E pure contro la ‘sinistra’, intesa come progetto di vita teso a combattere le ingiustizie sociali e a difendere la libertà.
L’aver voluto e acquistato un figlio per sé e il suo compagno, e soprattutto l’aver pubblicizzato questa scelta, è una somma di errori concettuali e politici e una violazione di quegli ideali a cui Vendola, come i socialisti, fanno riferimento.
Lo scandalo attorno alla sua ‘genitorialità’ ha ben poco a che vedere con la questione della omosessualità e delle discriminazioni di genere, ma piuttosto con la pretesa di avere comunque una discendenza anche se per ragioni naturali, e questo può valere anche per alcune sfortunate coppie eterossessuali, non è possibile.
Purtroppo, in questo caso, ha ragione la destra perché siamo di fronte a un malinteso senso della libertà individuale mentre nulla c’entra il bambino che, per ovvie ragioni, non esisterebbe neppure se non lo si avesse voluto ‘a prescindere’. Difatti non si parla di adozione di un bambino abbandonato che vive certamente meglio con due papà o con due mamme, e meglio ancora con un papà e una mamma, piuttosto che in un orfanotrofio, ma di un bambino che non sarebbe mai nato se qualcuno non avesse ritenuto di esercitare un suo supposto diritto di libertà accompagnato da una buona quantità di denaro. In questo atto di ‘acquisto’ difatti non si tiene conto della libertà della donna che si presta a concepire in cambio di denaro. È lei che subisce l’estrema mercificazione. È lei che vende per soldi anche i suoi sentimenti rinunciando per sempre a nutrire, crescere, conoscere, ‘suo’ figlio.
Quella applicata da Vendola è un’ottica disumanizzante: ‘Ho i soldi. Voglio un figlio. Posso comprarlo e farmelo fabbricare su ordinazione’. Su questa china, domani, qualcuno come lui ne vorrà uno biondo e con gli occhi azzurri e quello eventualmente ‘difettoso’ verrà restituito come merce avariata. Su questa china è lecito ritenere che chi la pensa come Vendola, non si farà scrupoli nell’acquistare un rene o un fegato e, chissà, perfino un cuore da chi non ha altro più da vendere in un mondo totalmente disumanizzato dal denaro. Allora, così, la prostituzione può apparire come una colpa veniale di chi, in fondo, acquista ‘solo’ un atto sessuale.
Ci dobbiamo preoccupare della libertà di chi viene comprato, di chi vende il proprio corpo, non di chi ritiene di poter acquistare ciò che vuole solo perché può farlo. Di avere un ‘diritto’ prevalente alla paternità.
È strano come il leader di una forza politica che si batte sinceramente e con passione per la difesa dei deboli non abbia colto l’ingiustizia che c’è nella pratica dell’‘utero in affitto’, non abbia valutato appieno l’effetto ripulsa che questo gesto può avere sull’elettorato di sinistra, non si sia interrogato se il suo gesto, e la sua publicizzazione, non sia in fin dei conti l’ammissione di un narcisismo iperbolico, di una ‘narrazione’ ultra edonista della realtà.
Proprio chi proviene dalla tradizione comunista dovrebbe anche chiedersi se tutto questo può appartenere, alla ‘classe operaia’.
Carlo Correr

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Commenti all'articolo
  1. La “narrazione” della paternità è giustificata dal fatto compiuto.
    Il bambino che non sarebbe mai nato è il fatto compiuto. L’aberrazione è l’averlo pensato. Il resto lo fanno i soldi con i quali la “narrazione” giustifica anche lo smembramento dei corpi di bambini, per farne parti di ricambio, per chi ha soldi, con buona pace del mercimonio degli uteri/corpi/semi/ovuli, il resto ha la dimensione politico intellettuale di TRUMP.
    Complimenti a Carlo.

  2. Complimenti Carlo Correr, questo tuo intervento ti fa onore e deve far riflettere tanti compagni che non si sforzano di ragionare su questioni così delicate.
    La Legge futura sulle adozioni, dovrà tenere di conto di queste e altre considerazioni.
    “Tutto questo” come dici tu, non deve appartenere alla classe operaia, come non deve appartenere umanamente a nessuna classe, perché è una aberrazione.

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