martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Wta di Doha: show del giovane talento Ostapenko
Pubblicato il 01-03-2016


jeleEntusiasmante il torneo femminile del Wta di Doha, nel Qatar. Protagonista, nonostante non sia riuscita a vincere, Roberta Vinci, che ha dovuto lottare contro un vento terribile, che ha rischiato di portarla all’eliminazione prematuramente. Dopo il facile esordio contro la Tsurenko (con cui ha vinto agevolmente per 6/2 6/1), infatti, è scesa in campo al secondo turno (tra l’altro fatale a Sara Errani contro la Babos) contro la russa Kasaktina (n. 46 del mondo); in circa mezzora ha perso il primo set per 6/2, assolutamente fuori palla e ritmo, in confusione e faticando a trovare la chiave di lettura, non per una mancanza tecnica quanto piuttosto di poca aggressività ed incisività. Molto innervosita anche il vento ha fatto la sua parte, spostando le traiettorie e falsando il rimbalzo alterato delle palle. Tuttavia palleggiava troppo con l’avversaria mettendola così in partita, soprattutto non prendeva l’iniziativa cercando di anticipare le accelerate dell’altra giocatrice o tentando di approfittarne per venire avanti a rete a chiudere. C’è voluto il valido coaching di Francesco Cinà per spronarla.

Nel match successivo di terzo turno a infastidirla, poi, c’è stato un gatto che è entrato in campo, con un’invasione plateale proprio sul set point per Roberta nel primo set, vinto poi per 7/5. Sembrava tutto facile e in discesa per l’azzurra, ma a fermarla ai quarti ci ha pensato Agnieszka Radwanska. Di sicuro è stato il match più bello del torneo, quello tra queste due tenniste straordinarie, che hanno eseguito solamente vincenti. L’azzurra è partita bene, portandosi subito sul 6/3 a suo favore. Poi la polacca ha iniziato ad attaccarla e a rischiare di più e l’italiana ha perso il secondo set per 6/2. Il contraccolpo è stato forte: la Vinci si è fatta prendere dallo sconforto, a causa della fortuna su qualche colpo per l’avversaria e in particolare dai recuperi strabilianti che l’altra ha compiuto, mettendola in difficoltà e costringendola a rischiare tantissimo per fare punti faticosissimi. Durissimi scambi hanno messo in risalto tutte le qualità tecniche delle due e hanno affascinato il pubblico. Roberta è andata in tilt e la sua lucidità tattica ha vacillato, complice un po’ di stanchezza. Allora è sceso in campo lo splendido coaching psicologico da manuale di Cinà, che le ha infuso un po’ di grinta e coraggio in più, anche di incoscienza e spensieratezza nel giocare istintivamente: ‘vinci o perdi -le ha gridato-, ma fai tu la partita e non farla fare all’avversaria’. Osare e rischiare, giocando in anticipo sui tempi e di precisione sono state le parole d’ordine e quello che gli ha chiesto il suo allenatore. Così si è andati al terzo set, che però la polacca ha portato a casa per 6/3. A questo punto la Radwanska è sembrata la favorita dopo la partita vinta con la Vinci. Stratosferica l’attuale n. 3 del mondo nei quarti, ma Roberta ha peccato di poca convinzione e cattiveria agonistica; peccato, perché avrebbe recuperato molte posizioni in classifica battendo un’altra top ten: questo l’esito di una partita in cui la polacca ha dato il meglio di sé. Eppure nella semifinale, la tennista di Cracovia si è fatta sorprendere dalla Suarez Navarro, che le ha impartito una dura lezione con un netto 6/0 6/2: Agnieszka è stata l’ombra di se stessa in questo incontro.

La finale che è seguita ha regalato un’altra sorpresa: la scoperta del giovane talento della lettone Jelena Ostapenko, in grado di battere Petra Kvitova al terzo turno, dopo tre set molto lottati, per 5/7 6/2 6/1. Nata a Riga, tiene bene fisicamente, dotata di rovescio bimane, con colpi da manuale in entrambi i fondamentali, grazie ai quali esegue accelerate improvvise perfette, che ama anche scendere a rete, sebbene sia ancora poco precisa. Sorprende anche con un servizio più che valido, con cui non ha paura a tirare anche la seconda. Non ancora diciottenne, è arrivata a un passo dal conquistare già il suo primo titolo, se non avesse peccato un po’ di distrazione e di scarsa esperienza.

Un po’ superba, ma anche molto simpatica, fa delle espressioni molto originali e divertenti, che fanno sorridere, sui suoi errori. Grintosa, determinata e tenace, si incita con piccole urla alla Maria Sharapova, con cui sfoga la sua potenza esplosiva. Gioca sulle righe e scarica tutto il peso sulla palla, cimentandosi anche nel back spin, su cui deve lavorare un pochino ancora. Sicuramente la vedremo e farà parlare ancora di sé questa giovane dalla grande personalità e di carattere, seguita dalla madre e un talento rubato alla danza, che ha studiato per sette anni. Immensa la gioia della Suarez Navarro, per la soddisfazione di vincere un incontro dato per perso, in cui, in poco meno di mezzora, si è trovata sotto nel punteggio per 6/1, umiliata dalla Ostapenko. Poi ha regolato i conti con un doppio 6/4, in cui però a fare la partita è stata sempre, nel bene e nel male, la lettone, che ha commesso troppi errori gratuiti, dopo una serie stratosferica di vincenti. Ha avuto poca pazienza e troppa fretta di chiudere, rischiando troppo e sbagliando colpi facili. Intanto la spagnola le ha preso le misure e preparato la contro-offensiva. Tra l’altro la Suarez Navarro ha giocato anche la finale di doppio, in coppia con Sara Errani. Le due l’hanno, però, persa con un doppio 6/3 dal duo cinese formato da Taipei Hao-Ching Chan e Yung-Jan Chan.

Nel frattempo la buona notizia è che la Vinci sarà testa di serie n. 1 al Wta di Kuala Lumpur, mentre la Errani a quello di Monterrey, dove Francesca Schiavone ha ottenuto anche una wild card. Avanti tutta con il tennis italiano e di giovani talenti emergenti, sempre ben accetti.

Barbara Conti

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