sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Scrive Adalberto Andreani:
Non c’è reale divisione tra poteri
Pubblicato il 26-04-2016


Caro direttore,
le recenti dichiarazioni sui politici rese da uno dei protagonisti storici di “mani pulite” cioè il Magistrato Davigo e la risposta del premier Renzi, denotano che in Italia non sussiste reale divisione di poteri come in Francia, ma ancora una sostanziale interferenza, malgrado ormai dai famosi processi di Milano, siano trascorsi oltre 20 lunghi anni.

Alla base di tutto però c’è un senso di impotenza che secondo il sottoscritto, che opera nel settore Giustizia da oltre 30 anni, pervade sia Renzi che Davigo, per opposte motivazioni e ragioni. La pena in Italia in cosa consiste? Chi va in carcere oggi e per fare cosa?

A parte i grossi criminali che vanno in isolamento, come ho scritto più volte, ospitato da lei e di ciò la ringrazio, il carcere deve servire al recupero, e la persona deve redimersi col lavoro gratuito per la collettività ed per i deboli, dentro e fuori dal carcere.
Chi viene da una cultura umanistica – socialista vicina al vero Cristianesimo, questo fatto lo comprende, chi viene da una cultura fascista oppure non conosce bene anche per superficialità, il mondo della giustizia Italiana, fa fatica ad assimilare tali concetti. Mi auguro di trovare sostenitori di tale idea.

Adalberto Andreani
Rieti

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Adalberto
    Io sono un sostenitore dell’autonomia della Magistratura.
    Purtroppo però quando la Politica perde il suo Primato nella Società, tutte le altre forme di potere prendono o il sopravvento o non sottostanno ai loro ruoli.
    Quando inoltre la selezione della classe politica decade a funzione di interessi personali anziché di rappresentanza del bene comune generale, la politica, già privata del suo Primato, viene sottomessa o prevaricata anche nei confronti dei suoi rappresentanti nelle Istituzioni.
    Così ad esempio si verifica che la Magistratura, che è un Ordine dello Stato, e i cui rappresentanti dovrebbero esprimersi solo con la voce delle Leggi emesse dal Parlamento, trasforma le sue prerogative in forme di potere o di veti che entrano inevitabilmente in conflitto con i poteri istituzionali costituzionalmente eletti in rappresentanza del popolo. Una politica che perde il suo Primato trascina con se la caduta e la perdita di tanti altri valori e finalità come ad esempio il recupero di chi ha commesso dei crimini.
    Ci sarebbero tanti altri esempi da fare come il diritto al lavoro senza il quale l’uomo e la donna perdono o rinunciano alla loro dignità.
    Caro Adalberto quanto bisogno ci sarebbe di Socialismo e di grandi rappresentanti in grado di testimoniarlo e di concretizzarlo!!!
    Hai trovato un tuo sostenitore che fraternamente ti saluta.
    Je suis socialiste

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