lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Iran. Appello a Renzi per
il rispetto dei diritti umani
Pubblicato il 12-04-2016


iranUn folto gruppo di intellettuali italiani (Roberto Saviano, Susanna Tamaro, Dacia Maraini, Marco Bellocchio, Liliana Cavani, Raffaele La Capria, Goffredo Fofi, Moni Ovadia, Giuliano Montaldo e molti altri) hanno presentato un Appello a Matteo Renzi, alla vigilia della sua visita di Stato in Iran.
Il documento è stato presentato in una conferenza stampa, svolta nella sede del partito radicale, dall’ex ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, da Sergio d’Elia ed Elisabetta Zamparutti, dirigenti dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, e dal sottoscritto, come firmatario dell’appello (insieme al direttore di Avantionline! Mauro Del Bue).

Nel corso della conferenza stampa sono state illustrati i contenuti del documento inviato a Matteo Renzi, che qui sintetizziamo:
Innanzitutto è stato denunciato il crescente uso della pena di morte, applicata anche per i minorenni. Infatti, con l’elezione del presidente Hassan Rouhani a presidente della Repubblica italiana (14 giugno 2013), i boia sono stati in azione quasi ogni giorno: si contano 2.214 impiccati tra il 1° luglio 2013 e il 31 dicembre 2015. Solo l’anno scorso sono state registrate 970 esecuzioni. A questa cifra è pervenuta l’associazione radicale, ma le esecuzioni potrebbero anche essere un numero maggiore.

Infatti, secondo la “Abdorrahman Boroumand Foundation”, nel 2015, l’Iran ha mandato a morte 1.084 persone: una cifra record. Non si erano mai contate tante esecuzioni in oltre 25 anni. La maggior parte appartengono ai piccoli trafficanti di droga e alle minoranze religiose, come i convertiti al cristianesimo, gli appartenenti ai gruppi baha’i, sunniti e curdi.

È proprio la persecuzione delle minoranze religiose che è stata messa in evidenza nell’Appello a Renzi, insieme all’odiosa persecuzione degli omosessuali, puniti anche con la pena capitale.

Un altro punto del documento è rappresentato dalla propaganda, mai cessata, contro Israele, perseguita in modo ossessivo dalla Guida suprema Ali Khamenei. Proprio nei giorni scorsi sono stati sperimentati missili a lunga gittata (possono colpire obiettivi ad oltre 3000 chilometri di distanza), su cui era incisa la scritta in ebraico e in arabo: “Israele sarà cancellato dalle mappe”,in aperta violazione della Risoluzione Onu 2231.
Infine, nel documento si invita Renzi a chiedere alle autorità di Teheran la liberazione degli attivisti per i diritti umani e degli oppositori politici e iniziative per eliminare, anche gradualmente le discriminazioni nei confronti delle donne (attualmente la testimonianza di una donna in un processo e la stessa vita in caso di assassinio ,vale la metà di quella dell’uomo!).

L’ex ministro degli Esteri Terzi ha sottolineato un elemento importante,di cui Renzi dovrebbe tenere nel debito conto: quello come paese ad alto rischio. Infatti l’Iran è tutt’altro che un paese avviato verso l’apertura con l’Occidente. Vi è un rischio terrorismo, un elevato rischio per gli imprenditori che si accingono ad investire in Iran (rapimenti, arresti da parte del regime); un rischio di violazione dell’accordo nucleare, un rischio di riciclaggio di denaro (secondo l’Onu, l’Iran si trova oggi al primo posto nel riciclaggio di denaro sporco), un rischio per la corruzione dilagante, un rischio per la sicurezza informatica, ecc.

Sono questioni importanti sollevate dall’organizzazione internazionale di tutela dei diritti umani Umani (United Against Nuclear Iran ),di cui il nostro premier dovrebbe tener conto.
C’è solo da sperare che Matteo Renzi non si muova come i presidenti e i ministri degli Esteri precedenti (anche donne che si prostravano davanti agli ayatollah), con l’unico obiettivo di firmare accordi economici e commerciali, dimenticandosi dei diritti umani.
Il business è importante, ma non deve mai essere l’obiettivo esclusivo di un capo di Stato o di governo.

Aldo Forbice

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