domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Attentati di Parigi: preso il super ricercato Abrini
Pubblicato il 08-04-2016


Mohamed Abrini

Mohamed Abrini

Colpo grosso della polizia che ha finalmente arrestato il super ricercato della strage di Parigi e complice di Salah Abdeslam. Mohamed Abrini, 31 anni, belga d’origine marocchina, complice di Abdeslam negli attenti di Parigi, sarebbe anche “l’uomo con il cappello” dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles.

Abrini, arrestato nella zona di Anderlecht, quartiere periferico di Bruxelles adiacente a Molenbeek, è la figura più misteriosa, apparsa ovunque – dalla Siria, a Parigi, a Bruxelles – e subito dopo svanita nel nulla. Quando l’hanno preso era alla guida della Clio usata per gli attacchi e l’ultima volta è stato visto con Salah Abdeslam – l’altro super-ricercato arrestato il 18 marzo scorso in un covo a Bruxelles – due giorni dopo i massacri, in una stazione di benzina a Ressons, sulla strada per Parigi.

Sembra, secondo quanto riferisce la tv Rtbf, che sia stato ugualmente lui ad acquistare nel centralissimo centro commerciale City2 di Bruxelles anche le valigie usate per gli attentati di Bruxelles. La sera del 13 novembre Abrini era con Abdeslam alla guida della Renault Clio poi usata per gli attacchi nella capitale francese.

Nel novembre scorso si sarebbe dovuto sposare e a Molenbeek, dove vive da ragazzino, è per tutti “Brioche”, il garzone della boulangerie adesso fallita. Altri lo ricordano ladruncolo e scippatore che ha fatto il salto di qualità dopo un colpo da 200.000 euro. Nel mandato d’arresto, dopo i furti, i danneggiamenti, la detenzione di stupefacenti, figura ora l’accusa di complicità in preparazione degli attentati del 13 novembre. E c’è la segnalazione di un viaggio in Siria nel giugno scorso, durante il quale non si sa bene cosa abbia fatto, forse un percorso sulle tracce del fratello Souleymane, morto da jihadista. Le segnalazioni assomigliano a un rompicapo, un puzzle finora irrisolto: il 10 novembre viene localizzato insieme con Brahim, fratello di Salah, che tre giorni dopo si farà esplodere al bistrot Voltaire, nella Clio che dopo gli attentati sarà ritrovata nel 18/o arrondissement di Parigi, dove era in programma un’azione mai portata a termine. Il 10, i due erano in missione per reperire due covi, uno a Bobigny dove avrebbe dovuto alloggiare il commando dei kamikaze dello Stade de France. Ma, arrivati sul posto, i due non hanno né documenti né carta di credito, e rinunciano. Abrini ci riprova il giorno dopo, arrivando da Bruxelles stavolta al fianco di Salah, direzione Alfortville, banlieue di Parigi dove affittano gli “studio” dove andranno ad alloggiare gli uomini del Bataclan. Sul percorso, vengono immortalati dalla telecamera di una stazione di servizio. Il giorno dopo, vigilia degli attentati, è in una delle tre auto del convoglio che porta i terroristi a Parigi. La famiglia, però, ha testimoniato che il 13, giorno delle stragi, Mohamed Abrini si trovava a Bruxelles, dove aveva appuntamento per firmare il contratto dell’appartamento dove sarebbe dovuto andare ad abitare con la futura moglie. Un matrimonio che non c’è mai stato.

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