sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Augias e Craxi
Pubblicato il 02-04-2016


Il livore anti craxiano di Corrado Augias era noto. Lui, comunista berlingueriano, ha avuto la soddisfazione di festeggiare con Tangentopoli la vittoria degli sconfitti dopo la caduta del muro e la fine del Pci. Secondo Augias Craxi ha fatto aumentare il debito pubblico. E’ vero che i suoi due governi, dal 1983 al 1987, hanno assistito all’aumento del debito, che arrivò all’87 per cento. Ma è altresi vero che quel governo riuscì a sconfiggere l’inflazione portandola dal 12 al 4 per cento. Invece il suo Berlinguer sguainò la scimitarra contro il decreto di San Valentino promuovendo il referendum. E che dire del comportamento del suo Pci sulla riforma delle pensioni e sul contenimento, anche attraverso i ticket istituiti poi da Amato, sui medicinali? Che bella preoccupazione per il contenimento del debito. Ad ogni modo oggi il debito è al 133 per cento e continua ad aumentare. Craxi ha fatto male all’Italia, sostiene ancora Augias con la Gruber e Padellaro muti e consenzienti? Come mai allora l’Italia viaggiava a un ritmo di sviluppo superiore a quello europeo e oggi è solo alla sua metà? Come mai occupazione e produttività erano ben più alte? Come mai l’Italia era diventata parte del G7 e aveva una politica da protagonista in Europa, nel mondo e soprattutto nel mediterraneo? Ce ne vuole di tasso di settarismo per sostenere una tesi del genere. Se Craxi ha fatto male all’Italia quelli che a lui sono succeduti hanno fatto ben peggio. Anche Augias con Craxi aveva più spazio in televisione. Forse su questo Craxi ha fatto male. A noi.

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Commenti all'articolo
  1. Aggiungerei che l’incremento di debito pubblico di quegli anni fu utilizzato per fare investimenti, per creare lavoro, reddito e ricchezza che portarono l’Italia ad essere la quinta potenza economica del mondo. Ed inoltre, cosa non trascurabile, il debito pubblico era quasi interamente nella mani dei cittadini Italiani e non in quelle delle banche di altri paesi.

  2. GRAZIE direttore per aver reagito adeguatamente nei confronti di chi sputa sentenze senza il minimo di rispetto e riflessione.
    Mi sento più sollevato. Seguendo la trasmissione della Gruber mi chiedevo che sarebbe stato opportuno una presa di posizione,cosa che tu hai fatto magistralmente e puntualmente.
    Negli anni in cui Bettino Craxi è stato al Governo del Paese, sarà aumentato il debito pubblico, ma l’Italia oltre avere acquisito un enorme prestigio internazionale, era riuscita ha sconfiggere l’inflazione e creare un benessere diffuso a vantaggio di quella classe operaia tanto cara a Corrado Augias.

    Un caro saluto.

  3. Ma se gli “altri” erano così bravi, perché non sono stati presi i provvedimenti per ridurre la spesa pubblica? Augias è persona colta ma su questo argomento farebbe bene a tacere!
    Purtroppo la presa di posizione sull’Avanti! è poca cosa. Servirebbe una presa di posizione dalla stessa Gruber. Il che sarà impossibile perché se ne guarda bene di invitare un socialista! Forse servirebbe una rottamazione fra i giornalisti.
    Comunque grazie per l’articolo.

  4. “Secondo Augias Craxi ha fatto aumentare il debito pubblico” e “come mai allora l’Italia viaggiava a un ritmo di sviluppo superiore a quello europeo e oggi è solo alla sua metà? Come mai occupazione e produttività erano ben più alte? Come mai l’Italia era diventata parte del G7 e aveva una politica da protagonista in Europa, nel mondo e soprattutto nel mediterraneo?”. Si tratta di due frasi che sostengono tesi esattamente opposto eppure entrambe (mi si perdoni) infantili. Perché? Perché comunque negli anni ’80 la politica era ancora una attività fondamentalmente collettiva. Se colpe e meriti ci sono (io vedo soprattutto meriti, la storiella dell’aumento del debito pubblico è solo moralismo applicato all’economia, e abbiamo visto l’ottusità moralistica della UE a trazione tedesca dove ci sta portando), se colpe e meriti ci sono, dicevo, ebbene è infantile attribuirli ad una sola persona. Certo il grandissimo talento politico di Craxi poteva ingigantire gli errori e ampliare i meriti. Ma fondamentalmente il grandissimo sviluppo sociale economico civile e politico che l’Italia è da attribuirsi ad un insieme molto ampio di leader politici e a tutti (tutti!!) i partiti che hannno contato nella prima Repubblica. Che poi i comunisti pur di disconoscere tutto ciò sia arrivati a rinnegare o negare i grandi meriti che ha avuto il loro partito, fa parte dei misteri (o meglio, delle patologie) della mente umana. Le affermazioni di Augias dovrebbero solo far ridere.

  5. Chiedo scusa per gli errori, le ultime frasi vanno lette come sotto:
    “Ma fondamentalmente il grandioso sviluppo sociale economico civile e politico che l’Italia ha conosciuto tra il 1945 e il 1992 è da attribuirsi ad un insieme molto ampio di leader politici e a tutti (tutti!!) i partiti che hannno contato nella prima Repubblica. Che poi i comunisti pur di disconoscere tutto ciò sia arrivati a rinnegare o negare i grandi meriti che ha avuto il loro partito, fa parte dei misteri (o meglio, delle patologie) della mente umana. Le affermazioni di Augias dovrebbero solo far ridere.”

  6. Carissimo Mauro
    Il compagno Paolo G. ha ragione. Occorre trovare la strada o gli interventi opportuni affinché anche un socialista possa essere invitato in TV e potere così esprimere i nostri punti di vista.
    Alla 7 abbiamo Mentana che mi sembra abbia militato nella FGS e senz’altro entrò in RAI con Craxi in “quota” socialista. C’è anche Floris che ha mosso i primi passi da giornalista all’Avanti.
    Prova a contattarli entrambi e, ricordando loro i trascorsi socialisti, fornisci loro una rosa di nomi Socialisti, fra cui il tuo nome, per essere invitati dalla Gruber, da Mentana, da Floris e dagli altri giornalisti che si alternano nei Talk della 7.
    A proposito di Augias e del debito pubblico, oltre alle tante cose che tu e gli altri commentatori hanno ricordato, potrebbe essere sufficiente ricordargli questo semplice collegamento matematico: gli interessi che lo Stato pagava ai Titoli di Stato (Bot, etc) erano legati all’indice dell’inflazione che Craxi ereditò a due cifre.
    Cosa sarebbe successo al debito pubblico se Craxi con il provvedimento e relativo Referendum di San Valentino, non avesse portato l’inflazione sotto il 5% tenendo così a freno anche il tasso d’interesse dei Titoli di Stato?
    Occorre inoltre ricordare che l’aumento del debito pubblico coincise anche con la variazione statutaria dei rapporti tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro.
    Auguri a te e a tutti noi per l’approdo alla 7. Spero che ci farai avere notizie sui risultati di questo approccio.
    Fraternamente
    Je suis socialiste

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