venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Austria, vince l’estrema destra anti immigrati di Hofer
Pubblicato il 24-04-2016


Norbert Hofer. Nella sua propaganda elettorale il richiamo nazionalista alla bamndiera

Norbert Hofer. Nella sua propaganda elettorale il richiamo nazionalista alla bandiera

Si andrà al ballottaggio, forse Norbert Hofer non ce la farà, ma il messaggio che esce dal primo turno delle elezioni presidenziali austriache è inequivocabile: oltre un terzo dell’elettorato ha scelto un candidato di estrema destra, antieuropeo e con venature xenofobe. Norbert Hofer, il candidato del Partito della Libertà (Fpoe), con oltre il 35% ha letteralmente stracciato tutti gli altri candidati, il ‘verde’ Alexander van der Bellen che si piazza al secondo posto con il 19,7% e correrà quindi per il ballottaggio, e tutti e due i candidati dei due grandi partiti tradizionali, popolari e socialisti: Rudolf Hundstorfer, il candidato del SPÖ si è fermato all’11,2% come Andreas Khol, il candidato del Partito popolare (ÖVP). Al terzo posto la candidata indipendente Irmgard Griss col 18,8% mentre Richard Lugner, si è fermato al 2,4%. Se i risultati verranno confermati, al ballottaggio del 22 maggio andranno dunque Hofer e Van der Bellen e ora bisognerà vedere se la maggioranza dell’elettorato per fermare l’estrema destra, sceglierà di convergere sul candidato dei Verdi.

Pressoché immediati sono giunti i messaggi di felicitazioni degli altri partiti dell destra europea, dalla Lega di Matteo Salvini al Fronte Nationale di Marine Le Pen. ”Provo immensa gioia per il grande risultato che si sta delineando in Austria per il nostro storico alleato FPÖ”: lo ha detto all’ANSA Matteo Salvini commentando i dati delle presidenziali austriache. ”Quel che mi sconcerta e che mi fa incazzare – ha aggiunto – è il pressapochismo con cui vengono definiti destra xenofoba e razzista dai media. Chiunque chieda libertà, immigrazione controllata e una Europa diversa viene subito marchiato! Il ‘politicamente corretto’ uccide la verità e la realtà”.

La campagna elettorale di Hofer ha battuto essenzialmente su un unico tasto, giocando sul timore di un afflusso imponente di migranti, sulla paura degli austriaci di dover pagare un costo per la solidarietà ai profughi che fuggono dalla guerra. Il governo di coalizione con in Popolari, guidato dal socialdemocratico Werner Faymann, ha tentato di tamponare l’emorragia elettorale inseguendo la propaganda anti immigrati del Fpoe. Per questo ha iniziato a costruire la barriera del Brennero e ha dato all’operazione una grande esposizione mediatica ottenendo soltanto di irritare il Governo italiano e rafforzare la propaganda del FPÖ.

Un atteggiamento destinato rendere più complicata qualunque soluzione e potenzialmente in grado, partendo dalla fine degli accordi di Schenghen, di disgregare l’Unione europea. Il tutto senza tenere conto della crisi che si sta profilando tra Italia e Austria con la chiusura del valico attraverso cui passano non solo centinaia di migliaia di turisti ogni anno, ma anche milioni di tonnellate di merci. Non è difficile immaginare che i danni saranno ingenti per l’economia dei due Paesi, ma soprattutto per l’Italia che si vedrebbe penalizzare dalla crescita dei costi delle merci che entrano in Europa dai porti italiani.

Il voto austriaco conferma inoltre lo spostamento a destra dell’elettorato europeo secondo una tendenza che viene amplificata dal problema dei migranti e viene assecondata dalla gran parte della classe politica europea che non sembra in grado di coordinare una risposta efficace a un problema destinato a dominare la cronaca dei prossimi anni.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. continua l’eutanasia (neanche tanto dolce) dei partiti socialisti europei, dopo il Pasok, il Psf, il Psoe e la Spd ora tocca tocca al vecchio e glorioso partito austriaco. Noi possiamo consolarci, è impossibile praticare l’eutanasia a chi si è già suicidato da lunga pezza.

Lascia un commento