sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Belgio. Il terrorismo aiuta
il radicalismo politico
Pubblicato il 20-04-2016


L’Europa va a destra? Viaggio tra le varie compagini politiche di destra ed estrema destra nei vari scenari politici nazionali. (7^ puntata)


I recenti attentati a Bruxelles hanno portato all’attenzione internazionale tutte le debolezze di una nazione profondamente divisa. Le divisioni fra la comunità francofona della Vallonia e la comunità fiamminga delle Fiandre, con l’aggiunta di Bruxelles, dove le due comunità convivono, e della piccola comunità germanofona, caratterizzano anche la scena politica belga.

Nelle Fiandre, i vari partiti della destra fiamminga, hanno sempre avuto un’ampia maggioranza di consensi, riuscendo a raccogliere sempre fra il 60% e il 75% dei voti alle varie elezioni regionali. Tuttavia, le divisioni fra i liberaldemocratici del VLD e i nazionalisti fiamminghi di centrodestra dell’NVA, e soprattutto l’esclusione dalle alleanze di governo dei nazionalisti fiamminghi di estrema destra del Vlaams Belang, hanno permesso al Partito Socialista di stare fra i banchi della maggioranza dal 1995 al 2014, e di guidare per lungo tempo importanti ministeri come quello dell’istruzione, del lavoro e delle pari opportunità.

Manifesto del Vlaams Belang sul tema dell'immigrazione

Manifesto del Vlaams Belang sul tema dell’immigrazione

Il Vlaams Belang, ha un importante ruolo non solo nella storia della destra fiamminga ma anche di quella europea. Il VB è stata infatti una delle prime forze politiche indipendentistiche di estrema destra a riuscire ad ottenere una propria rappresentanza politica sia nelle istituzioni politiche nazionali che europee. Dal 1989, i nazionalisti fiamminghi sono un fedele alleato del Front National francese, con il quale hanno collaborato e preso parte a tutte le varie alleanze internazionali di estrema destra portate avanti da Marine e Jean Marie Le Pen, fra le quali anche l’attuale Movimento per un’Europa delle Nazioni e della Libertà di cui fa parte anche l’italiana Lega Nord.
Il Vlaams Belang, nato alla fine degli anni 70 come Vlaams Blok, ha visto il proprio periodo migliore nei primi anni 2000, quando riuscì per due volte a superare il 10% alle elezioni federali belghe, nel 2003 e nel 2007, a sfiorare il milione di voti e il 25% dei consensi alle elezioni regionali delle Fiandre del 2004 e ad ottenere più del 14% dei consensi e ad eleggere per l’unica volta tre propri rappresentanti all’Europarlamento. Negli ultimi anni il partito ha subito un forte calo di consensi, soprattutto per i successi elettorali dei nazionalisti fiamminghi dell’NVA, che propongono una collaborazione anche con forze politiche francofone a livello nazionale. Nel 2014 il partito scende sotto il 6% alle elezioni regionali, registrando il peggior risultato di sempre per il partito nelle Fiandre. Gli ultimi sondaggi danno il partito in forte crescita, sopra il 10% dei consensi.

NVA Belgio

“Il futuro comincia adesso”, manifesto elettorale del 2013

Le tre principali forze politiche del centrodestra fiammingo, si dividono anche all’interno del Parlamento europeo. Attualmente governano uniti nelle Fiandre, e alleati con il francofono Movimento Riformatore, a livello nazionale.
I nazionalisti fiamminghi dell’NVA, che sono attualmente la più grande forza politica del Belgio, fanno parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti, con il Partito Conservatore inglese di David Cameron. Il fondatore, Geert Bourgeois, è l’attuale Presidente delle Fiandre, mentre il leader del partito, Bart de Wever, è sindaco della città di Anversa dal 2012. Nell’attuale governo federale l’NVA è alla guida di importanti ministeri, fra i quali il Ministero dell’Interno, della Difesa e delle Finanze. Alle ultime elezioni regionali ha raccolto il 32% dei consensi, ma gli ultimi sondaggi lo danno fra il 26% e il 28%.

I cristiandemocratici del CDV sono membri del Partito Popolare Europeo mentre i liberali del VLD fanno parte dell’ALDE. I due partiti sono la continuazione del Partito Cristiano e del Partito Liberale, storici partiti belgi nati nella metà dell’800 che hanno legato la loro storia recente a due importanti figure delle istituzioni europee, l’ex Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, e Guy Verhofstadt, leader dell’ALDE dal 2009. Entrambi sono stati per lungo tempo leader dei rispettivi partiti e alla guida del governo belga prima di approdare nelle istituzioni europee.

Le manifestazioni dell’estrema destra belga a Bruxelles, dopo gli attentati dello scorso 22 marzo, hanno portato all’attenzione internazionale non solo la presenza di gruppi ultras legati all’estrema destra ma anche la presenza di movimenti politici estremisti, come il Voorpost, storica formazione che si batte per l’annessione delle Fiandre ai Paesi Bassi, e la sezione belga del movimento antislamico Pegida, divenuto famoso per le numerose manifestazioni antimmigrati organizzate negli ultimi mesi in Germania.

In Vallonia, il peso della sinistra, e in particolare quello del Partito Socialista, è molto più rilevante rispetto alle Fiandre. I socialisti sono sempre stati la prima forza politica della Vallonia e ne sono alla guida dal 1988, ma hanno sempre dovuto allearsi con forze di centrodestra per poter governare la regione belga.

Per lungo tempo i principali alleati dei socialisti sono stati i cristiandemocratici del CDH. Nonostante sia la sezione vallone del CDV, il partito non fa parte dell’attuale maggioranza di governo. Il partito fa parte del PPE e negli ultimi anni ha mostrato una costante perdita di consensi che lo sta portando ad avere un ruolo marginale all’interno dell’odierna scena politica della Vallonia, con un peso politico inferiore agli ecologisti e al partito di estrema sinistra PTB.
La seconda forza politica della comunità francofona è il Movimento Riformatore. La parte vallone dell’ex Partito Liberale è attualmente alla guida del governo nazionale, il suo ex leader, Charles Michel, è l’attuale primo ministro belga. È l’unica forza politica della Vallonia a far parte della maggioranza e questo è un elemento di novità per la politica belga, ciò ha reso scettici molti, anche all’interno dello stesso Movimento Riformatore, sulla possibile tenuta del governo Michel.

L’estrema destra in Vallonia è sempre stata caratterizzata dalla presenza del Front National belga, partito nazionalista nato a metà degli anni 80. Seppure si ispiri nel nome e nel simbolo al FN francese, il partito non ha mai avuto rapporti con la forza politica nazionalista francese, che agli unionisti della Vallonia ha sempre preferito gli indipendentisti fiamminghi. Il partito è riuscito a sfiorare il 10% dei consensi fra la comunità francofona nei primi anni del 2000. Negli ultimi anni il partito ha visto una profonda crisi che lo ha portato anche a cambiare nome in Democratie Nationale. Dal 2009 fa parte dell’AEMN, alleanza internazionale di cui fanno parte fra gli altri gli ungheresi dello Jobbik e gli italiani di Fiamma Tricolore.
La crisi del Front National ha permesso all’ala più a destra del Movimento Riformatore di dare vita a un proprio movimento conservatore e unionista, il Partito Popolare belga, alleato in Europa dello UKIP di Nigel Farage. Il partito ha un proprio rappresentante sia al Parlamento federale che a quello regionale, ma entrambi siedono fra i banchi dell’opposizione.

Anche in Vallonia vi è uno storico partito regionalista di destra. Il Démocrate Fédéraliste Indépendant, che non punta all’indipendentismo della Vallonia ma all’aumento del potere della comunità francofona all’interno dello stato belga. Il ruolo all’interno della Vallonia del DFI è sempre  stato marginale, tuttavia a Bruxelles, dove le due comunità convivono, ha un peso importante. Al momento sostiene l’attuale governatore socialista della regione di Bruxelles, Rudi Vervoort.

Nella comunità germanofona, la principale forza politica sono i cristiandemocratici del CSP, seguiti dai regionalisti di centro del ProDG, dai socialisti e dai liberali. Il ProDG, i socialisti e i liberali sono al governo dal 2004.

Nei giorni successivi agli attentati si era parlato della possibilità di caduta del governo e di possibili elezioni anticipate. Il ministro dell’interno, Jam Jambon, e il ministro della giustizia, Koen Geens, hanno presentato le proprie dimissioni, che sono state immediatamente respinte dal primo ministro Charles Michel.

Charles Michel

Charles Michel

La coalizione di governo, che già vacilla per la presenza di una sola forza politica francofona e per la partecipazione per la prima volta dei nazionalisti fiamminghi, non può permettersi di perdere il sostegno di quest’ultimi, anche perché gli ultimi sondaggi danno l’estrema destra nelle Fiandre e l’estrema sinistra in Vallonia, in forte crescita. Il governo belga ha ricevuto le critiche da parte di molti esponenti della politica internazionale per le falle nella sicurezza venute alla luce dopo gli attacchi terroristici e durante le operazioni delle forze dell’ordine nel quartiere Molenbeek, fra i più critici il Presidente turco Erdogan, che ha accusato le istituzioni belghe di aver ricevuto dei dossier che mettevano in luce la pericolosità di Ibrahim El Bakraoui, uno dei due kamikaze che si sono fatti esplodere all’interno dell’aeroporto di Zaventen.
Gianluca Baranelli

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