sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Brasile: Dilma pericolosamente vicina all’impeachment
Pubblicato il 12-04-2016


Dilma RousseffCon 38 voti a favore, 27 contrari e nessun astenuto, la commissione parlamentare speciale incaricata di valutare il possibile impeachment di Dilma Rousseff ha approvato il documento del relatore, Jovair Arantes (PTB, Partido Trabalhista Brasileiro) , che consigliava  l’apertura del processo di  destituzione della Presidente.
Affinché il procedimento sia formalmente instaurato, la relazione del deputato dell’opposizione dovrà ora essere approvata da almeno due terzi dei componenti dalla Camera, riuniti in sessione plenaria. Secondo il regolamento della Camara dos Deputados le discussioni dovrebbero iniziare entro le prossime 48 ore e concludersi entro domenica 15 Aprile. Se almeno 342 dei 513 deputati voteranno a favore della relazione, Dilma sarà sospesa dall’incarico per un periodo di 180 giorni, durante i quali sarà il Senato a giudicare la posizione della vincitrice delle elezioni del 2010 e 2014.

La vittoria delle opposizioni favorevoli all’impeachment in commissione era ampiamente prevista (anche se ci si aspettava un risultato più equilibrato) e la vera battaglia si combatterà nella sessione plenaria, dove i numeri lasciano pensare ad un risultato tutto da  scrivere.
Ad oggi, secondo le proiezioni del quotidiano paulista Estadão, la camera sarebbe divisa tra 299 favorevoli all’impeachment, 123 contrari e 91 indecisi. La lettura dei numeri è resa particolarmente difficile dalla scarsa disciplina partitica, caratteristica storica della politica brasiliana, dall’ambiguità ideologica di tante formazioni politiche e dal fatto che diversi partiti abbiano lasciato libertà di voto ai propri eletti.
Alcuni mezzi di informazione raccontano inoltre di una febbrile attività intorno all’Hotel Golden Tulip, a Brasilia, dove l’Ex Presidente Lula, tornato al centro dell’azione politica nelle ultime settimane, starebbe coordinando gli sforzi del PT per convincere almeno altri 49 deputati a sostenere il governo Rousseff.

Lula starebbe offrendo ai deputati indecisi posti di governo e appoggio per la rielezione in occasione delle elezioni del 2018, quando l’ex-Presidente potrebbe essere di nuovo candidato. Secondo un sondaggio diffuso domenica, infatti, lo storico leader del PT risulta ancora il candidato preferito dai brasiliani, almeno al primo turno, tallonato da vicino dalla ex-Ministra di Lula ed ex petista Marina Silva.
Lo stesso sondaggio ha fornito dati sconfortanti per Michel Temer (PMDB), vero manovratore degli attacchi a Rousseff e primo in linea di successione in caso di caduta della Presidente, che è dato, nel più ottimista dei casi, al 2%.

La richiesta di impeachment, dalle traballanti basi legali secondo diversi giuristi, riguarderebbe l’utilizzo delle “pedaladas fiscais” (letteralmente “pedalate fiscali”) nella redazione del bilancio dello stato durante il primo mandato dell’erede di Lula. L’esecutivo, secondo i presentatori della denuncia, avrebbe utilizzato strumenti fiscali irregolari (sostanzialmente ritardando dei pagamenti destinati ad istituti bancari) per ottenere un saldo primario maggiore e trovare quindi finanziamenti per diversi programmi sociali, tra i quali il famoso e colossale piano per l’edilizia popolare “Minha Casa, Minha Vida”. Secondo il governo quella delle pedaladas è una pratica comune, utilizzata in diverse occasioni da Presidenti e Governatori statali (tra i quali, sempre secondo il PT, anche Aécio Neves quando era Governatore dello stato di Minas Gerais). Al di la delle basi giuridiche della richiesta di impeachment, appare comunque chiaro che la vicenda rientra nel logorante clima politico generale, in linea con i continui assalti al governo di Brasilia.

Riccardo Galetti

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