martedì, 6 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Utøya. Lo stragista vince la causa contro lo Stato
Pubblicato il 20-04-2016


Anders Breivik

Anders Breivik

Anders Behring Breivik, il 37 enne norvegese di estrema destra, autore del massacro di Utøya, in carcere dal 2011, ha fatto causa allo Stato per le sue condizioni di vita nel carcere di Skien e i giudici gli hanno dato ragione.

Breivik, il 22 luglio del 2011, prima fece esplodere un’autobomba a Oslo uccidendo 8 persone e ferendone altre 209, probabilmente per ‘distrarre’ le forze di polizia e in rapida successione diede l’assalto all’isolotto di Utøya con armi da guerra contro un campeggio estivo di giovani del Partito socialista norvegese, uccidendo 77 tra ragazzi e ragazze – 34 delle quali di età compresa fra i 14 e i 17 anni – e ferendone altre 110 di cui 55 in modo grave.Utoya Utoya-Mariani
Per questa duplice strage, compiuta con inusitata efferatezza e solo per il suo odio fanatico contro gli stranieri e contro il partito socialista, sta scontando una condanna a 21 anni di prigione. A Skien, a 130 chilometri dalla capitale dove è stato trasferito nell’autunno 2013, Breivik dispone di tre camere, una per dormire, l’altra per studiare e l’ultima adibita a palestra. Può uscire una volta al giorno, dispone di un computer (ma senza connessione senza internet), tv e Playstation. Nel 2014, Breivik avanzò 12 richieste alle autorità, tra queste la sostituzione della Playstation 2 con il modello più aggiornato, poter scegliere i giochi da utilizzare e un adeguamento del salario che riceve in carcere. Ciò nonostante ha definito ‘disumane’ le sue condizion di carcerazione perché è stato condannato all’isolamento e le sue comunicazioni vengono controllate dalle guardie. E i giudici hanno riconosciuto la fondatezza delle sue accuse perché questi comportamenti violano la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e possono essere interpretati come trattamenti inumani e non rispettosi della privacy.

La causa era stata intentata dal suo legale Oystein Storrvik nel luglio scorso durante il processo. Storrvick aveva sollevato la questione della presunta violazione dei due articoli delle Convenzione europea dei diritti dell’Uomo ai danni del detenuto. Il regime di isolamento in cui si trova Breivik, stando all’avvocato, non rispetta gli standard minimi per quanto riguarda la durata dell’isolamento stesso, e anche per le dimensioni della cella. Questo trattamento ‘disumano’ starebbe causando un grave stress a Breivik, che è stato già definito come un soggetto ‘mentalmente fragile’.

Lo Stato si era difeso dall’accusa spiegando che quelle misure erano necessarie per motivi di sicurezza in quanto Breivik potrebbe continuare nella sua propaganda di odio razziale e politico attraverso il web, riprendendo i contatti con gli ambienti dell’estrema destra in cui militava e in cui è maturato il suo allucinante piano stragista. Il tribunale di Oslo alla fine però ha dato ragione a Breivik e al suo avvocato anche se la sua detenzione assomiglia più a una vacanza protetta che alla permanenza coatta in un luogo di pena, soprattutto se messo a confronto col sistema carcerario del resto di Europa per non parlare di quello fasticente dell’Italia.

Lorenzo Mattei

I precedenti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento