sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Caos bollette Tv, rinviata scadenza al 15 maggio
Pubblicato il 21-04-2016


Movimento-5-Stelle-TvLa conferma della confusione che ancora regna attorno al canone che si pagherà con la bolletta dell’energia elettrica, è arrivata dal Governo stesso che per bocca del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, ha annunciato che il termine per chiedere l’esenzione del canone slitta di 15 giorni, cioè al 15 maggio.

C’è insomma più tempo per chi vuole presentare la domanda di esenzione dal canone Rai per la semplice ragione che ancora il Governo non sa bene cosa rispondere in alcuni casi in cui a pagare potrebbero essere in due o più. “In merito ai termini per la presentazione della dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo – ha detto Giacomelli – confermo l’intenzione del governo di posticiparli alla metà del mese di maggio per tutte le modalità, sia cartacea che online”. “Il modello di dichiarazione potrà essere utilizzato anche nei casi in cui il canone non è dovuto perché già pagato da un altro componente del nucleo familiare. In queste ore stanno partendo tutte le comunicazioni necessarie su questi aspetti”.

Quanto alle contestazioni sollevate dal Consiglio di Stato sul decreto ministeriale ha spiegato che “la definizione di apparecchio tv è già contenuta nella legge e la nuova normativa ha modificato solo le modalità di pagamento”. La sezione consultiva di Palazzo Spada aveva evidenziato al primo punto la mancanza di una definizione chiara di apparecchio tv.

“Non è possibile inserire nel decreto ministeriale una definizione – ha detto Giacomelli – perché nella legge non è rintracciabile alcun mandato che consenta di intervenire sul presupposto oggettivo dell’imposta, ma il ministero provvederà a confermare la circolare già diramata nel 2010 e confermata negli anni precedenti, per chiarire che si deve pagare il canone se si ha un apparecchio in grado di ricevere il segnale digitale terreste o satellitare e che non sono quindi considerati apparecchi i tablet, gli smartphone e i pc”. Il sottosegretario ha poi aggiunto che “il governo invierà al Consiglio il decreto con le modifiche effettuate, indicando le ragioni che hanno suggerito in altri casi di lasciare invariato il testo”.

Giacomelli ha anche sottolineato gli sforzi che sta facendo per spiegare esattamente chi deve pagare il canone anche se forse il Governo poteva chiarire prima i termini della questione e non dopo aver emanato il decreto aggiungendo altri grattacapi burocratici a quelli che già devono affrontare i cittadini. Bontà sua “il governo mantiene l’impegno ad informare su tutti i fronti i cittadini di quella che è solo una nuova modalità di pagamento, per eliminare l’evasione e consentire al 70% degli italiani che hanno adempiuto i loro obblighi in passato di pagare con più semplicità”. Quanto al numero di apparecchi per cui si deve pagare il canone, “il decreto non precisa questo aspetto perché è già chiarito dalla legge. Sul tema della privacy il ministero, anche a seguito dell’interlocuzione con il Garante, nella versione finale del decreto ha previsto specifiche disposizioni sulla tutela dei dati, con la previsione che le aziende li utilizzeranno solo ai fini della riscossione”.

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