giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Spagna. Una Catalogna “amara” per Rajoy
Pubblicato il 21-04-2016


Rajoy CatalognaSembrano non finire mai i problemi politici in Spagna… e per Rajoy.
“Purtroppo non è andata bene. Non c’è vocazione a raggiungere un accordo tra Rajoy e il governo catalano”. Le parole di Carles Puigdemont, presidente della Generalitat di Catalogna, sono chiarissime, nella conferenza stampa dopo il suo primo incontro ufficiale, oggi a Madrid, con il premier spagnolo.

A Rajoy il President Puigdemont ha chiesto di poter organizzare un “referendum vincolante” sull’indipendenza delle regione autonoma, e la risposta del premier non ha suscitato nessuna sorpresa: è arrivato l’ennesimo nettissimo no.
Nella seguitissima conferenza stampa, alternando spagnolo e catalano, Puigdemont ha definito “cordiale e amichevole” l’incontro, ma ha detto che le rispettive posizioni rimangono “agli antipodi” in quanto c’è “un profondo disaccordo di fondo sul progetto politico di uno stato indipendente di Catalogna all’interno dell’Unione Europea”.

Contrario all’indipendenza della Catalogna. Rajoy, ma lieto che sia iniziato un dialogo tra Madrid e Barcellona, ha ricordato che il suo governo ancora in carica “è sempre più convinto che la Catalogna faccia parte della Spagna e del fatto che l’immensa maggioranza degli spagnoli condivida questa visione, perché vogliamo continuare a rimanere insieme e difenderemo questa posizione politica e personale”.

Rajoy al termine dell’incontro ha confermato che Puigdemont ha inoltre anticipato alcuni temi del suo programma politico, come il referendum vincolante, “ho detto che non sono d’accordo. Ha mantenuto la sua posizione ed io ho mantenuto la mia” ha affermato nella conferenza stampa il presidente del governo.

Nulla di nuovo sotto il cielo piovoso di Madrid, tranne che alla Moncloa il palazzo del governo le bandiere erano tre, quella spagnola, europea e catalana.

Sara Pasquot

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