martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Congresso Nazionale PSI Salerno- Intervento Claudio Mella – Trieste
Pubblicato il 18-04-2016


Nota della Federazione di Trieste al Congresso del Partito Socialista Italiano a Salerno

Care compagne e cari compagni,

sono qui perché sono inviato dalla Federazione di Trieste con un preciso mandato: render esplicita la critica all’attuale segreteria, nei contenuti e nei metodi. Malgrado la dedizione del segretario Nencini, infatti, la gestione del Partito è insufficiente: vi sono più compagni fuori del Partito che dentro, una componente importante del Partito ha disertato il Congresso, l’emorragia di iscritti non si arresta; ma, soprattutto, continuiamo ad appoggiare un governo che, con uno stile sciattone e insolente, mette in atto una politica liberista e opposta agli ideali che – credo e spero – come socialisti ci impegniamo a portare avanti. Una svolta è dunque necessaria per riavvicinare il nostro Partito al suo mandato storico.

Vi è domanda di socialismo: sempre più persone si ritrovano mortificate dall’attuale economia, né la politica sta facendo qualcosa per risollevare le sorti della nuova classe che sta sorgendo dalle ceneri delle vecchie classi sociali: il ‘borghetariato’, frutto della fusione tra ceto medio impoverito e vecchio proletariato, la cui avanguardia sono i precarî, gli esodati, i giovani laureati e diplomati senza lavoro. È lì che noi socialisti dobbiamo colpire! Esso è bersaglio della politica populistica di destra (Lega in primis) e sinistra (Movimento 5 stelle, Landini, ecc.), con esiti purtroppo fortunati. Gettare il bambino con l’acqua sporca condannando genericamente il populismo e chi lo appoggia è dilettantesco né ci rende giustizia. Come socialisti non possiamo restare a guardare: abbiamo una storia, un’ideologia (in senso buono! Riabituiamoci a usare codesta parola, basta termini vacui come ‘narrazione’) e un grosso appeal in questo senso. Eravamo un partito di massa: torni a essere la nostra aspirazione. Non si può lasciare infatti che l’attuale gestione del Partito cassi tutto ciò in nome di un’effimera rappresentanza al governo, che del resto ha portati ben pochi frutti. Il PSI può essere molto di più di un marginale partitino d’opinione. È una velleità, siamo troppo pochi, diranno alcuni. Eppure, quando centoventiquattro anni fa Andrea Costa, Filippo Turati e Anna Kuliscioff fondarono il Partito, erano in tre!Ciò presuppone una decisa svolta nella politica della segreteria. Occorre che il segretario Nencini esiga dal governo un’attenzione, che finora non c’è stata, ai ceti perdenti della globalizzazione, ai precarî, ai disoccupati, agli operaî, ai lavoratori dei voucher, ai professionisti non inquadrati negli ordini, i cosiddetti freelance, sempre più soli. Esiga Nencini dal governo, senza temere di alzare la voce, una fiscalità progressiva e alleggerita, una scuola degna del suo ruolo, un serio piano infrastrutturale (le infrastrutture sono l’ossatura della nazione) e ferroviario, un progetto di reindustrializzazione che permetta l’apertura agevole di nuove imprese, leggi contro il consumo di suolo, una compiuta politica portuale che non induca i porti italiani a competere tra loro bensì pianifichi un sistema-paese dei nostri porti.

La Federazione triestina del Partito Socialista, d’accordo con la direzione regionale rappresentata dal segretario Castiglione, si è anche espressa a favore di una riforma delle istituzioni territoriali dello stato. L’Europa del futuro – se ancora ve ne sarà una – sarà infatti l’Europa delle regioni e dei territorî; Dio solo sa quanto Trieste abbia beneficiato della riunione con la Venezia Giulia slovena e croata. Il pensiero giuridico italiano ha partorito il principio di sussidiarietà, che nelle altre lingue non è traducibile se non con un calco dall’italiano: è un principio che noi socialisti riformisti non possiamo non rivendicare come nostro e dobbiamo applicare compiutamente. Riavvicinare il governo del territorio a chi abiti il territorio è un’applicazione naturale del pensiero socialista e democratico.

Prima di me è intervenuto l’imam di Firenze Elzir, che ci ha pregati di concepire un’integrazione che preservi insieme il pluralismo e le identità. A questo proposito, vorrei portare qui al Congresso una piccola parte di storia della nostra città, Trieste, che considero esempio della migliore integrazione. A Trieste sorse il primo cimitero musulmano italiano della storia moderna, nel 1856, su iniziativa della comunità islamica allora presente in quello che era il primo porto asburgico. In quel cimitero riposa anche un turco, Abdullah Mehmet, insieme alla compagna cristiana. Ecco, questo è l’esempio di pluralismo che Trieste ci tramanda. Riflettiamoci, compagni.

Infine – e qui abbandono la delega triestina per assumerne una generazionale – chiedo al Partito un tesseramento più economico per noi giovani, specialmente per gli studenti liceali e universitari.

Come si diceva un tempo, avanti compagni!

Claudio Mella
per il PSI Trieste

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