martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Congresso Nazionale PSI Salerno – Contributo al dibattito congressuale. La giustizia oggi
Pubblicato il 16-04-2016


1) Separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante
La Costituzione a seguito degli art. 104-106 prevede per tutti i magistrati un unico ordine, un unico concorso, possibilità di passaggio da una funzione all’altra;
un unico organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104);La compatibilità di un regime di separazione delle carriere con la Costituzione (che in realtà non nomina mai le “carriere”) è stata affermata dalla Corte Costituzionale con sentenza n.37 del 2000. Sarebbe conforme alla Costituzione, dunque, prevedere un concorso unico ma seguito poi da percorsi rigidamente separati.Principio ribadito anche da Giovanni Falcone in un’intervista a “La Repubblica” del 3 ottobre 1991. Falcone parlò della necessità di una specifica formazione professionale del pubblico ministero, diversa per “esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica” da quella del giudice “figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti”;

2) Abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale
Il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, contenuto nell’art.112 della Costituzione, determina una serie di inevitabili e gravi conseguenze. Nei paesi anglosassoni il pubblico ministero dinanzi ad un evento delittuoso si assume la responsabilità di procedere o no, dopo che la polizia ha terminato le indagini. In Italia, appena c’è una “notitia criminis”, derivante da una denuncia anonima magari, il magistrato ha il “dovere” di fare giustizia. Risultato: dai cinque ai sei milioni di processi all’anno;

3) Responsabilità civile diretta dei magistrati
In tema di responsabilità dei magistrati si sono fatti dei passi in avanti. La nuova legge approvata nel 2015 riforma la legge Vassalli del 1988. La nuova legge migliora la situazione eliminando anche il cosiddetto “filtro di ammissibilità dei ricorsi”: non sono cioè più previsti controlli preliminari di ammissibilità della domanda di risarcimento dei cittadini contro lo Stato, ma in tema di risarcimento, non sarà il singolo magistrato che ha emesso il provvedimento in manifesta violazione di legge a risarcire la vittima, ma sempre lo stesso Stato che in un secondo momento potrà rivalersi sul magistrato. Occorre una responsabilità diretta del magistrato;

4) Riforma dell’elezione dei membri del CSM in senso uninominale maggioritario.
L’obiettivo è quello di abolire il voto di lista per la elezione dei membri togati del CSM, introducendo il voto maggioritario uninominale a turno unico, slegando di fatto l’elezione del candidato dall’appartenenza ad una corrente ed alla relativa lista.

5) Introduzione del reato di tortura come codificato dalla convenzione Onu
L’Italia è l’unico paese tra quelli europei ha non aver una legge che disciplina il reato di tortura;

6) Abolizione dell’ergastolo
L’ergastolo è palesemente contrario al principio riabilitativo sancito dalla nostra Costituzione, che all’articolo 27 recita come le pene devono essere tese alla rieducazione del condannato. Ma per chi è condannato a morire in carcere, il futuro si consuma nei pochi metri della sua cella e senza futuro non ci può essere ravvedimento;

7) Garante dei detenuti
Impegnare i consiglieri regionali e comunali a proporre in tutti i capoluoghi di provincia la figura del garante dei detenuti;

8) Definitiva abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari
Il 2015 ha visto la chiusura dei vecchi OPG. Dalla loro chiusura sono nate le REMS (residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza). Ma al momento sono pochissime le strutture funzionati, tenendo ancora in stato di abbandono e detenzione persone non sane di mente. Occorre monitorare la loro entrata in funzione ancora non a pieno regime;

9) Abolizione reato di clandestinità
Il reato di immigrazione clandestina è inutile e inefficace. Rendere una condizione individuale, quella di migrante, un motivo di incriminazione per il codice penale, assume un connotato discriminatorio come ci insegna la nostra costituzione. A tal proposito anche il Primo presidente della Cassazione, Giovanni Canzio ha ribadito di fatto,la necessità dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina, definendo più efficace il provvedimento di espulsione;

10) Modifica diritto di famiglia (accordi prematrimoniali)
Secondo i dati “Istat”ogni anno sono oltre 90mila le coppie che si separano e più di 50mila quelle che divorziano. Studi sulle intese di natura patrimoniale si sono incentrati specificamente sul tema dei patti inerenti al futuro divorzio tra coniugi separati. Diminuirebbero il livello di conflittualità nelle coppie, oltre ad alleggerire il carico del contenzioso civile;

Luigi Iorio
Direzione nazionale PSI

I delegati congressuali sottoscrittori del documento integrativo:

 Carlo Vizzini, Mauro Del Bue, Maria Cristina Pisani, Oreste Pastorelli, Federico Parea, Luigi Iorio, Vincenzo Iacovissi, Francesco Castria, Roberto Sajeva, Noemi Calogiuri, Francesco Meringolo, Pasqualino De Mattia , Daniele Saia, Raffaele Tantone,
Marcello Miniscalco, 
Sandro Miniscalco, Arjan Ajazi, Antonio Gitto, Scipione Roma, Giuseppe Tanzarella, Antonio Zurlo, Carmine Iuliano, Giovanni Girobuola, Cesare Carini, Angelo Comple, Michele la Macchia, Nicola Andrisani, Federico Novelli, Mike Di Ruscio, Rita Pezzotti, Alessio Caperna, Franco Simone, Francesco Bragagni, Enrico Pedrelli, Rosario Sarubbi, Riccardo Galetti, Christian Bosco, Vito Onesti, Carlo Li Puma, Leonardo La Placa, Edoardo Cacciatore, Sonia Gradilone, Walter Maccari, Francesco Madeo, Giovanni Nigro, Antonio Sposato, Andrea Frizzera, Silvestro Mezzina, Franco Pastore, Angela d’Oronzo, Silvio Minardi, Virginio Dall’aglio, Gian Luca Soliani, Silvio Prampolini, Gino Pigozzi, Michele Santarelli, Roberto Pierfederici, Cristian Bosco, Amendola Raffaele, Simone Campioni, Ursula Masciarri, Susy Campanelli, Giorgio Andreani, Maurizio Cionfrini, Marco Canonico, Carola Vincenti, Vincenzo Conte.

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