domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Congresso Nazionale Psi Salerno – Contributo di Alessandro Bertinazzo
Pubblicato il 18-04-2016


NOI è uno, il primo dei capitoli contenuti nella relazione/mozione del Segretario Riccardo Nencini.

Il NOI è riferito anche a noi socialisti, ma il NOI lo voglio applicare anche io ad altre realtà.

Da altoatesino non posso che citare NOI altoatesino autonomi ed autonomisti rispetto allo Stato italiano, NOI socialisti altoatesini autonomi a nostra volta dal partito nazionale.

Un NOI che anche il vicino Stato austriaco ha ritenuto di utilizzare decidendo di porre in essere una barriera al confine del Brennero.

Un NOI che sa di coraggio ma un NOI che sa di diversi, con prerogative diverse, con culture diverse. Ma sa anche di diversi all’interno di una cornice che ancora non riconosciamo corrispondente al nostro volere, alla nostra  cultura particolare.

Diversa è la storia degli altoatesini rispetto al resto d’Italia, ecco perché autonomi ed autonomisti sempre però parte di uno Stato che è l’Italia.

Diversi si sentono gli austriaci, che per tutelare e difendere loro stessi, non si sa da cosa è da chi, dissentono ovvero fanno da soli, rispetto a quanto dovrebbe fare l’Unione Europea, che è assente, che non interviene.

È anche un segnale, un avvertimento quello dell’Austria, che non condivido, ma che posso capire in assenza di una Unione Europea che non è ancora tale se non per la moneta unica.

Stesso discorso nella politica dei socialisti. Una parte non condivide le scelte della dirigenza, diserta il congresso ed i dibattiti, ma continua a volersi considerare parte integrante, ancorché critica del PSI.

Lo stesso PSI, io in testa, vorrebbe essere messo nelle condizioni di governare da solo, di imporre le proprie idee e i propri credo politici, ma non ha la forza e nemmeno i numeri, che però nemmeno il PD ha da solo.

Questo per dire che sia gli Stati, vedi l’Austria, sia i partiti o le correnti, da soli non fanno grandi operazioni.

È necessario lavorare per un obiettivo comune che, con l’insieme delle proposte e delle idee di più voci, garantisca sicurezza e futuro alla politica ed alle istituzioni.

L’unione Europea faccia la sua parte nel governare quelle competenze che non devono e non possono essere lasciate ai singoli Stati ed i partiti facciano gruppo per essere credibili e convincenti. Le coalizioni, ancorché variegate sono la soluzione migliore, che non toglie dignità a nessuno.

Le coalizioni di Stati nell’UE e le coalizioni dei partiti politici all’interno degli Stati e dello Stato italiano.

E per noi socialisti è indispensabile richiamarsi all’unità del PSI, senza correnti e senza primi della classe.

Non si può disertare un congresso e pretendere di cambiare contestando sempre e comunque.

Il futuro degli Stati è l’UE ma il futuro della politica, lasciatemelo dire, del centrosinistra, passa all’unità dei Riformisti, che deve vedere sotto il simbolo diverso dal PD, tutte le forze progressiste presenti in Italia. Il mio pallino rimane quello di vederci Uniti nell’Ulivo, anche se non ci si può chiamare socialisti fuori dal PSI.

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