giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Corte Ue bacchetta l’Italia: “Aborto troppo difficile”
Pubblicato il 11-04-2016


abortoIl Consiglio d’Europa ha accolto un ricorso della Cgil sostenendo che i medici e il personale medico che non hanno optato per l’obiezione di coscienza in materia di aborto sono vittime di “diversi tipi di svantaggi lavorativi diretti e indiretti”. “Gli svantaggi subiti dal personale che non ha fatto obiezione”, secondo l’organizzazione di Strasburgo, “emergono semplicemente dal fatto che certi medici forniscono servizi di aborto nel rispetto della legge”, e “quindi non c’è alcun motivo ragionevole od obiettivo per questa disparità di trattamento”.
Non solo, ma è l’occasione per il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa di puntare ancora una volta il dito contro l’Italia che rende sempre più difficile quello che in sostanza è un diritto delle donne, dunque nonostante la legge 194/78, l’accesso ai servizi di interruzione volontaria è complicato. “Le donne che cercano accesso ai servizi di aborto – si legge nelle conclusioni – continuano ad avere di fronte una sostanziale difficoltà nell’ottenere l’accesso a tali servizi nella pratica, nonostante quanto è previsto dalla legge”. Un vero tormento per le donne che in Italia scelgono di interrompere la gravidanza, tanto che “in alcuni casi, considerata l’urgenza delle procedure richieste, le donne che vogliono un aborto possono essere forzate ad andare in altre strutture (rispetto a quelle pubbliche), in Italia o all’estero, o a mettere fine alla loro gravidanza senza il sostegno o il controllo delle competenti autorità sanitarie, oppure possono essere dissuase dall’accedere ai servizi di aborto a cui hanno invece diritto in base alla legge 194/78”.
Non è però la prima volta che l’Europa bacchetta il nostro Paese su questo tema, già nel marzo 2014 il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa accolse il ricorso presentato nel 2012 dalla ong International planned parenthood federation european network (Ippf) e aveva così decretato che “l’Italia viola i diritti delle donne”, a causa di un “elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza”.
Tuttavia il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, NCD, minimizza il rimprovero europeo: “Non ho approfondito ma sono molto stupita. Dalle prime cose che ho letto mi sembra si rifacciano a dati del 2013. Dati vecchi, rispetto ai quali oggi abbiamo installato una nuova metodologia di conteggio e di misurazione analisi del contesto regionale”. Ma i dati restano allarmanti con Regioni come la baslicata e il Molise dove gli obiettori superano il 90% del personale sanitario.
“Il Consiglio d’Europa, accogliendo il ricorso presentato dalla CGIL sulla mancata applicazione della 194, conferma quanto abbiamo denunciato da tempo: l’obiezione di coscienza ha raggiunto una media del 70% con punte dell’80% e perfino del 100% in città come Ascoli Piceno. Questo rende di fatto il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza un vero e proprio calvario per le donne”. Lo afferma Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera.
“I dati del ministero, che parlano di non criticità- spiega la Locatelli – in realtà sono falsati: nell’elenco dei non obiettori, infatti, vengono calcolati anche coloro che lavorano nei consultori o in ospedali dove non si pratica l’interruzione volontaria di gravidanza e questo fa sì che risulti a livello nazionale che ogni non obiettore effettui solo 1.6 aborto a settimana. Il che non corrisponde alla realtà”
La deputata socialista poi aggiunge: “Non sono gli obiettori a essere demonizzati, ma i non obiettori a essere penalizzati, costretti a fare da pendolari da un ospedale all’altro e ai quali viene preclusa la possibilità di carriere. Così come penalizzate sono le donne che al trauma dell’aborto aggiungono quello delle enormi difficoltà a cui vanno incontro e il mancato rispetto del loro dolore. Il diritto all’obiezione di coscienza – specifica Pia Locatelli – che non è in discussione, non può trasformarsi in un mancato servizio. I dati del ministero dicono che tutto va bene, in realtà i fatti purtroppo dimostrano il contrario”.

Redazione Avanti!

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