mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Crescita e occupazione perdono slancio
Pubblicato il 19-04-2016


Padoan-crescita Italia

Il superministro dell’economia Pier Carlo Padoan in audizione alla Camera ha spiegato il def e suoi contenuti. “Nel 2015 dopo 3 anni consecutivi di contrazione” l’economia italiana “è tornata a crescere e nel 2016 la crescita continuerà e si consoliderà”. Ha sottolineato che che “l’occupazione migliora, i conti pubblici migliorano, la pressione fiscale scende” grazie a “una politica fiscale rigorosa e misure espansive e riforme strutturali” che continuano nonostante il peggioramento del quadro internazionale. Tutto positivo insomma. Poi facendo riferimento alla ripresa della produzione industriale: la crescita del Pil “ha decelerato nella seconda metà del 2015 ma nel primo trimestre 2016 la crescita sembra aver ripreso slancio”. “La riduzione dello stock di debito delle amministrazioni pubbliche resta obiettivo prioritario del governo e fondamentale per la fiducia dei mercati”. Padoan ha anche sottolineando che per la prima volta nel 2016 il debito calerà e che “il processo di riduzione del rapporto rispetto al Pil si accentuerà prossimi anni”. Padoan ha confermato anche l’intenzione del governo di “sterilizzare” per intero le clausole di salvaguardia per il 2017 per 0,9 punti di Pil.

Poi il nodo pensioni: “Ci sono margini per ragionare sugli strumenti e sugli incentivi, e sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro per migliorare le possibilità” sia di chi deve entrare sia di chi deve uscire. Padoan si è detto “sicuramente favorevole a un ragionamento complesso” sul tema delle pensioni e “aperto a fonti di finanziamento complementare” per eventuali misure, come quello, suggerito nelle domande dei parlamentari, di un ruolo del sistema creditizio. Il sistema è “è uno dei  pilastri della sostenibilità” ma “ci sono margini”. E dall’Inps risponde il presidente dell’Inps, Tito Boeri che chiede nuovamente l’introduzione della flessibilità in uscita nel sistema pensionistico in tempi stretti anche perché “c’é una penalizzazione molto forte dei giovani e dato il livello della disoccupazione giovanile c’é il rischio di avere intere generazioni perdute all’interno del nostro Paese”. Riguardo al tema delle pensioni per il segretario della Cgil Susannan Camusso “se il Governo, come dovrebbe, pensa che si debba intervenire su una legge ingiusta, avvii un confronto: noi abbiamo presentato una piattaforma ma sono tre anni che viviamo di annunci. Vorremmo degli atti concreti e non una ennesima dichiarazione generica”, ha aggiunto Camusso A chi le ha domandato se “si fidi” di quanto detto da Padoan, il segretario del Cgil ha risposto: “No. Anche perché ho colto nelle parole del ministro un riferimento alla previdenza complementare, che è uno strumento straordinariamente utile e che bisogna incentivare, ma che non è quello che determina un cambiamento della legge Fornero”.

Per Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, invece “sembra che non siano state portate le risorse necessarie e che l’affermazione di un apertura sia tutta virtuale”. “A meno che – ha continuato Barbagallo – non si torni sempre al solito problema: cosa hanno scritto sulle pensioni di reversibilità? Quando si parla di risorse complementari, non si azzardino a toccare quelle”.

Intanto dall’Istituto di statistica arrivano nuovi dati su Pil e occupazione. Il Pil italiano è previsto crescere dello 0,3% sia nel primo che nel secondo trimestre del 2016, “con un intervallo di confidenza compreso tra +0,1 e +0,5%”. “A fronte di tali previsioni per raggiungere una crescita dell’1,2% come previsto dal Def – ha spiegato il presidente Giorgio Alleva sarebbe tuttavia necessario un’ulteriore accelerazione dell’attività economica nella seconda parte dell’anno”. Sul fronte dell’occupazione l’Istat rileva che nel 2015 i contratti a tempo indeterminato sono aumentati di 911.000 unità rispetto alla fine del 2014. Nell’anno sono stati oltre 1,57 milioni i contratti attivati con l’esonero, un numero molto superiore all’iniziale previsione (un milione). In pratica il 61% delle assunzioni stabili ha goduto del beneficio contributivo. Nei primi due mesi del 2016 però sono stati venduti oltre 19,6 milioni di voucher del valore nominale di 10 euro con un aumento del 45,2% rispetto allo stesso periodo del 2015 (13,5 milioni). Nei primi due mesi del 2014 erano stati venduti meno di 8 milioni di buoni di lavoro accessorio.

Nei primi due mesi del 2016 sono stati stipulati 291.387 contratti a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni) mentre le cessazioni, sempre di contratti a tempo indeterminato sono state 254.274 con un saldo positivo di 37.113 unità. Con un dato è peggiore di quello dell’anno scorso (-74% rispetto ai +143.164 contratti dei primi due mesi 2015), risente della riduzione degli incentivi sui contratti stabili e della grossa accelerazione nelle assunzioni stabili a dicembre. Il dato è peggiore anche del 2014 (+87.180 posti stabili).

Redazione Avanti!

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