lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Dopo il congresso: unire i socialisti
Pubblicato il 20-04-2016


Cominciamo a riassumere gli obiettivi lanciati dal Psi nel suo recente congresso di Salerno. Al primo punto è fissato l’impegno di riunire i socialisti in un unico partito. Operazione difficile politicamente e anche per motivi caratteriali. Questi ultimi fanno parte della tradizione socialista generalmente propensa ad esaltare le diversità anche al prezzo di dolorose scissioni. Cosa intendiamo per socialisti? Ci sono tre risposte possibili. La prima è quella relativa all’adesione al socialismo europeo e allora non si può certo prescindere dal maggiore partito italiano che ne è parte. E cioè il Pd.

Il partito di Renzi è però un’anomalia anche in Europa. E’ l’unico partito con un passato prevalentemente comunista, tanto da pubblicare l’Unità e da svolgere le sue feste, da celebrare Berlinguer, e financo Togliatti, e nel contempo l’unico con una forte presenza di cattolici anche integralisti, tanto da dividersi su importanti questioni di laicità, come la legge sulle Unioni civili. Renzi e la sua generazione non hanno passato, ma si adeguano a quello prevalente. Possiamo noi oggi, se non cambiano queste caratteristiche, se non prevale la cultura di Pittella e Nannicini, se lo stesso Renzi non rivolge un esplicito invito ai socialisti di costituire un punto di identità fondamentale del Pd, aderire a questo partito? Non credo.

Allora possiamo rivolgerci, e questa è la seconda risposta possibile, a tutti quelli che oltre vent’anni fa erano nel vecchio Psi. E che sono stati innanzitutto separati dal sistema maggioritario, dopo l’esplosione di Tangentopoli. Chi si è collocato nel rifugio berlusconiano è oggi libero da vincoli di riconoscenza peraltro comprensibili. Tuttavia la fine del berlusconismo non ha favorito la conquista di nuovi compagni di strada, confluiti oggi o nel partito di Alfano o in aree contigue al Pd. Dubito che un socialista possa anche solo per un momento trovarsi a suo agio in un partito più o meno confessionale. Nello stesso tempo il nuovo Psi di Stefano Caldoro nonostante segnali di apertura al dialogo, mantiene la sua collocazione al fianco di Forza Italia. Che dire poi di coloro che si sono recentemente posizionati su Fassina e Vendola e dei pochi che sono divenuti separati in casa?

C’è una terza risposta ed é quella più convincente. E cioè tracciare un programma e un’azione che tenda a un’aggregazione politica rivolta a tutti. E che coniughi una concezione di socialismo riformista e liberale coi bisogni dell’Italia di oggi. Non è facile, siamo pochi. E per di più il sistema politico italiano è post identitario. Contano i leader e le contrapposizioni. Eppure questo sistema danneggia l’Italia. Questo pluriventennale fallimento è davanti ai nostri occhi, con vecchie povertà riemerse e una disoccupazione di massa. Come dice Ugo Intini, si è voluto rendere debole la politica. Noi possiamo essere una risposta, se siamo in grado di esercitare questo ruolo, noi possiamo, se vogliamo, tentare di cambiare il sistema, perché è giusto e utile non per noi, ma per tutti. La battaglia contro questo Italicum ci potrebbe portare lontano.

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Commenti all'articolo
  1. Nel mio intervento al Congresso di Salerno ho auspicato quello che tu proponi , cominciamo dalla battaglia contro questo Italicum ma iniziamo da subito a tracciare il percorso che ci deve portare ad essere trainanti di una ampia aggregazione laica socialista libertaria che esiste nel paese , non è omologata in nessun partito ma vota ( o si astiene ) di volta in volta senza trovare il suo approdo.

  2. E’ chiaro che la terza risposta è quella più convincente: tracciare un programma di aggregazione politica rivolta a tutti i socialisti. Ma caro Mauro, dopo il congresso di Salerno che ha visto l’aventino di molti compagni, pur iscritti al Partito, perché in forte dissenso con la politica e i metodi seguiti dalla segreteria, quale può essere oggi il convincente programma di aggregazione? Se il Partito continua con la politica seguita in questi ultimi anni di asservimento a quella del governo Renzi, politica velatamente o chiaramente criticata in molti interventi al congresso, penso che non si potrà ottenere nessun risultato utile. Il punto fondamentale oggi è la modifica della legge elettorale: non basta dire che abbiamo presentato un apposito disegno di legge se Renzi e il PD non sono d’accordo. E allora quale sarà la posizione del Partito? Su questo punto Nencini e la nuova segreteria dovranno essere chiari e forse soltanto in questo modo potrà rientrare il dissenso di tanti compagni evitando una dannosa scissione che segnerebbe certamente la fine definitiva del Partito Socialista in Italia. Con la tua consueta e riconosciuta chiarezza puoi illustrarci quale è la tua opinione sull’argomento?

  3. Caro Mauro, perdonami ma questo fondo suona solo come un’utopistica dichiarazione di intenti. Col Congresso di Salerno si è scelto di portare avanti una prova di forza e di legare con doppio filo il destino del PSI al PD. Abbiamo un Segretario che utilizza espressioni, che ho udito con le mie orecchie, del tipo “sputare nel piatto in cui si è mangiato”, riferendosi a persone che comunque, pur nella diversità di opinioni, sono dei compagni. Credo che qualsiasi progetto di riunificazione dei socialisti non possa ormai prescindere dalla dimissioni di Nencini.

  4. I maggiori dissensi verso la segreteria nazionale ė l’adesione all’Italicum. Questa legge elettorale sarà la nostra fine.
    Credo che nessuno, nemmeno il segretario nazionale e i nostri parlamentari hanno il diritto di votare, a nome dei socialisti, il suicidio del partito! Si tolga lo sbarramento e ci si lasci una speranza di sopravvivenza.
    Mauro, avvia la campagna con L’Avanti!
    Grazie

  5. Occorre innanzitutto riempire bene le borracce ed avere il coraggio di attraversare il deserto, ed anche la terra di nessuno. Mauro, io come te in questi ultimi vent’anni abbiamo condiviso battaglie comuni e poi abbiamo visto come é andata a finire, scissioni di destra di sinistra e anche di centro. I vecchi dirigenti del PSI dovrebbero avere la forza, il coraggio , l’abnegazione di far crescere una nuova classe dirigente nel partito, poiché ormai dovrebbe essere a tutti noto che loro non si metteranno mai d’accordo, e così insieme all’onore dei socialisti finirà anche il loro.
    Quindi se si avrà questo coraggio penso che quello che tu auspichi si possa realizzare, io ci credo ancora. La battaglia sull’italicum quindi, in questo caso rappresenta la madre di tutte le battaglie e se del caso dovrá anche essere feroce.

  6. Ottimo intento Direttore.
    Il problema è con quali strumenti si può realizzare un’operazione tanto ambita?
    Ho vissuto la tre giorni di Salerno con intensa partecipazione e attenzione, più da osservatore, anche se ero Delegato, e ho avuto l’impressione che il più manifestato consenso non sia stato nei confronti di una linea politica nuova moderna di Partito Riformista come tu e il Segretario avete, oltre che in sede Congressuale, più volte manifestato.
    Ho notato dentro e fuori la sala, più attenzione al passato che al futuro.
    Ergo che sarà difficile unire i Socialisti senza un forte Progetto per l’immediato.A quale Società e Europa vogliamo destinare le nostre forze e conoscenze?

  7. Sempre pronto a raccogliere l’invito Mauro (rinnovati auguri di buon compleanno)
    Ti mando un mio pensiero nella costruzione del gruppo FB. “UN PASSO AVANTI….NOI” di qualche anno fa ed ancora presente che, come vedi (per colpa di noi socialisti) passi avanti non ha fatto.
    Che fare allora? Ritengo: più che appelli autoanalisi ed autocritica. Ciascuno guardi dove ha sbagliato e dove continua a sbagliare, Poi commentiamo e tiriamo le somme.

    “UNIRE I SOCIALISTI – dialogare con le forze democratiche.

    Voi fate parte della schiera di amici in FB, di sicura fede socialista.
    Mi scuserete quindi se approfitto della vostra pazienza, ma mi pareva opportuno sviluppare una testata che ci ha dato molte soddisfazioni.
    Come ho rilevato altre volte, scopro che moltissime sono le iniziative che si rivolgono al mondo socialista, ognuna con delle proprie peculiarità, delle quale non vuole privarsi.
    Moltissime poi, forse dimentiche della nostra storia, si rivolgono a SEL, o al PD, come vedo dalle varie foto o riferimenti ideologici, ma poco idealistici,
    Ovvio che, in questo modo, un ruolo socialista nell’agone politico italiano non riuscirà mai ad accreditarsi. Forse anche, pieni di saccenteria come mi capita di vedere in giro, sono più propensi ad essere “mosche cocchiere” piuttosto che organizzati in proprio e pronti a guidare le forze della libertà e del progresso civile.
    Noi dobbiamo battere questa sudditanza ideologica, questo complesso d’inferiorità, questa sindrome di Stoccolma.
    Come si fa? Semplice con una propria identità politica che riprende il ruolo dei Padri, che non nasce con Costa e Turati, ma molto prima come ricordava, con un pregiato intervento sull’Avanti e sull’Espresso nel 1978, l’indimenticato Bettino Craxi, un gigante da inserire nel “pantheon” dei grandi della storia mondiale del socialismo. “Tout se tien” ricorda un motto francese, separando il grano dal loglio, perché le generazioni future non abbiano a fare gli errori fin qui commessi.
    Proprio per questo questo piccolo gruppo PUO’ ESSERE IN GRADO DI RIAGGREGARE SOTTO UN UNICO SIMBOLO, CHE NON PUO’ ESSERE CHE IL “GAROFANO ROSSO” DELLA TRADIZIONE INTERNAZIONALE (rosso un fior nel petto c’è fiorito), ripreso in Italia da Bettino Craxi.
    Lì verificheremo se vi è la volontà dei GRUPPONI che vanno dai 2000 MEMBRI in su, ma che hanno interventi solo dei soliti noti, ad accogliere questa proposta.
    Se non funziona, noi continueremo a fare il nostro PASSO AVANTI, perché questa è la storia dell’uomo.
    Credo che riusciremo a ricreare quell’ambiente caro ai socialisti, di dibattito, di confronto, a volte di scontro sui temi della politica nazionale ed internazionale. Sulla Pace e sulle guerre; sull’amore e sull’odio; sul lavoro e sulla societa in genere con i suoi quotidiani conflitti.
    Spero che a vostra volta contribuirete alla crescita ed al successo di questa iniziativa, che non si pone assolutamente come alternativa e che non vuole contrastare altre iniziative che mirano allo scopo di far conoscere la grandezza dell’idea socialista e degli uomini che l’hanno rappresentata e di quelli che in un momento difficille come l’attuale, vogliono testimoniare la lora appartenenza e la loro fiducia nell’ideale SOCIALISTA. Nulla più.
    MAI MOLLARE!
    Giampaolo Mercanzin.” (2010)

  8. Se il progetto di “unificazione” prendesse forza e si arrivasse ad avere un unico PSI, unendo anche gli estremi polarizzati a sinistra e a destra, l’Italia potrebbe contare su una forza politica in grado di rimettere assieme i cocci e programmare la risalita a galla dopo un’apnea durata più di un ventennio.

  9. Quando il Direttore, riferendosi ai socialisti collocati nel “rifugio berlusconiano” e alla “fine del berlusconismo” , parla di improbabili compagni di strada perché sarebbero confluiti oggi “o nel partito di Alfano o in aree contigue al Pd”, immagino intenda la dirigenza.

    Da quanto posso intuire – pur con ogni inevitabile margine di errore – la “base”, o comunque una sua parte, non mi sembra orientata a prendere l’una o l’altra di tali due strade, almeno per il momento, indipendentemente dalle scelte che può aver fatto la dirigenza.

    Paolo B. 24.04.2016

  10. In merito al PD aderente al socialismo europeo, credo sia utile precisare che la denominazione europea declama: SOCIALISTI E DEMOCRATICI EUROPEI.
    Per l’europa era stato aggiunto nel simbolo PD quello della rosa, che mi risulta sia stato tolto dal sumbolo PD il giorno dopo le elezioni europee.
    Che dire: OPPORTUNISTI CONE SEMPRE?

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