venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Due facce della stessa medaglia
Pubblicato il 26-04-2016


25 aprile Milano manifestazione

Sembra essere divenuta una consuetudine, per una minoranza di supposti antifascisti, profittare della sfilata che il 25 aprile si svolge a Milano, una delle città simbolo della guerra di liberazione contro il nazifascismo, per inscenare e animare  con insulti e minacce una jacquerie che si manifesta  contro la  Brigata Ebraica, i cui componenti tra il 1943/45 parteciparono attivamente alla guerra partigiana.

E’ avvenuto anche ieri.

Che non si tratti di episodi isolati promossi da qualche solitario facinoroso sarebbe anche l’ora che tutti lo comprendessero, soprattutto in taluni settori sinistra che, per anni hanno tollerato se non favorito (e seguitano  a farlo) il permanere di un retaggio ideologico del 900 che lo storico britannico Robert Conquest definì “secolo delle idee assassine”.

Idee assassine, è opportuno ricordarlo, nazionalismo sciovinista, nazismo e comunismo che si nutrirono soprattutto di antisemitismo che affonda le sue radici  nel Vecchio continente e fu codificato e  costruito grazie al combinato disposto di falsi storici (I Protocolli dei savi di Sion), libelli e pamphlet di pseudo intellettuali reazionari con il concorso secolare della Chiesa cattolica che, solo per fare per esempio, abolì la preghiera del venerdì santo per i “perfidi ebrei” poco più di 50 anni fa, sotto il pontificato di Giovanni XXIII.

Non possono esservi dubbi: l’ antisemitismo fu uno degli supporti ideologici su cui poggiarono tanto nazismo quanto lo stalinismo che diedero seguito a tale aberrazione con l’Olocausto e con continui pogrom in Unione Sovietica.

Oggi, codesto osceno pseudopensiero si nasconde dietro la definizione di antisionismo, ma altro non è che l’altra faccia della stessa medaglia. Che purtroppo è ancora,  largamente utilizzata.

Le immagini del 25 aprile di Milano dimostrano che non è necessario inalberare bandiere che riportino ai simboli della barbarie per affermare il latente razzismo antisemita.

E’ sufficiente indossare una kefiah, sventolare una bandiera palestinese o di qualche paese arabo e urlare “fuori i sionisti dal corteo”.

Emanuele Pecheux

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