domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Tar condanna Lombardia
a risarcire Beppino Englaro
Pubblicato il 08-04-2016


EluanaEnglaroLa regione Lombardia è stata condannata dal Tar a versare 142mila euro di risarcimento a Beppino Englaro, padre di Eluana, per l’ostruzionismo perpetrato nei confronti della volontà della giovane in stato vegetativo per 18 anni, fino alla morte, avvenuta nel febbraio 2009. Eluana Englaro, secondo la sentenza, aveva diritto a morire in Lombardia, dove poteva esserle praticato il distacco del sondino naso-gastrico che la alimentava e idratava artificialmente, ma il padre è invece riuscito a far rispettare le sue volontà in una clinica a Udine.
Tutto parte dal 2008 quando la regione Lombardia, con Roberto Formigoni presidente, aveva vietato con un provvedimento ad hoc a tutto il personale sanitario locale di interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiali alla donna. L’anno successivo, il Tar si era espresso a favore degli Englaro che volevano si applicasse la sospensione decisa in Corte di Appello nell’estate 2008: il ricorso contro questa decisione era stato respinto in Cassazione. Dunque Beppino si era visto riconosciuto dalla Suprema Corte la possibilità di interrompere la nutrizione artificiale con la quale Eluana veniva tenuta in vita. Eluana si spense quindi a Udine, dopo il trasferimento nella clinica La Quiete mentre infuriava la battaglia politica e il clamore mediatico.
“Oggi questa sentenza – afferma Beppino Englaro – aggiunge qualcosa in più rispetto ad eventuali percorsi di altri cittadini, ma alla nostra famiglia non aggiunge niente”. Poi prosegue: “All’apice della nostra storia fu sollevato persino un conflitto di attribuzione con la Corte suprema di Cassazione. La risposta di Vincenzo Carbone – primo presidente – fu esemplare perché sottolineava come il massimo organo non aveva alcun modo travalicato il proprio specifico compito di rispondere alla domanda di giustizia del cittadino”.
“Eluana aveva il diritto di morire. A dirlo è una sentenza del Tar che ha condannato la Regione Lombardia a un risarcimento, nei confronti di Beppino, papà di Eluana. Mi chiedo per quanto tempo ancora dovrà essere una sentenza a sopperire alle mancanze di una politica ottusa e bigotta prostrata sempre più ai dettami religiosi?”, afferma la Portavoce del Psi, Maria Cristina Pisani. “Sono mesi – prosegue – che nei consigli regionali abbiamo portato avanti la una proposta di legge per istituire il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento, uno strumento irrinunciabile di libertà e autodeterminazione”. “È una battaglia umana e politica, quella di Beppino Englaro, che, ancor più dopo questa sentenza, non può cadere nel vuoto”, conclude Pisani.
Sulla sentenza invece l’attuale presidente della Regione, Roberto Maroni, ha affermato: “Entro oggi saprò qual è la proposta dei nostri uffici legali, ma l’orientamento è quello di non ricorrere” al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. “Io rispetto le sentenze. Ho solo chiesto ai miei uffici, per scrupolo – afferma Maroni – siccome c’è teoricamente la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato, se ci siano le condizioni per farlo, valutando tutta la vicenda anche dal punto di vista umano. Entro oggi saprò qual è la proposta dei nostri uffici, ma credo che sia quella di non ricorrere. E lunedì decideremo in Giunta”.

Redazione Avanti!

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