lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Facebook, i fake e il reato
di sostituzione di persona
Pubblicato il 29-04-2016


FakeCon l’insorgere di nuove abitudini telematiche si vanno a creare, inevitabilmente, nuovi reati che necessitano di regolamentazioni. È di questi giorni la notizia secondo cui il Garante della Privacy  avrebbe chiesto a Facebook di bloccare tutti i fake (i profili fasulli) per tutelare gli utenti. Inoltre, sarebbe stata inoltrata anche la richiesta di fornire informazioni più chiare sul trattamento dei dati personali.

È facilmente intuibile che, secondo il Garante della Privacy, il blocco dei fake potrebbe ridurre i furti d’identità. La presa di posizione è giunta a seguito di una disavventura avvenuta ad un cittadino italiano, il quale avrebbe ricevuto minacce di estorsione tramite un profilo Facebook, che inoltre era divenuto un clone del suo stesso profilo, con tanto di fotografie della vittima. La persona che si celava dietro a questa operazione avrebbe anche creato dei fotomontaggi offensivi.

Il Garante della Privacy, accogliendo la richiesta dell’utente danneggiato, ha chiesto di ottenere tutti i dati necessari inerenti al profilo fasullo. Tenuto a rispettare le regolamentazioni italiane, Facebook Italy potrebbe dunque trovarsi a dover rivedere le proprie policy, al fine di limitare la creazione dei profili fasulli.

Il sesso privilegiato dai fake è il femminile. Una ricerca della Northeasttern University

Il sesso privilegiato dai fake è il femminile. (Da una ricerca della Northeasttern University)

Il furto di identità non è una novità: con il crescere degli utenti sono aumentati anche i fake che, spesso, per sembrare realistici presentano fotografie rubate da profili reali. Al fine di difendere la propria identità, è importante tenere in considerazione che una sentenza del Tribunale di Roma ha stabilito che le fotografie pubblicate sul social network non comportano “la cessione integrale a Facebook dei diritti fotografici spettanti all’utente”, bensì concedono una “licenza non esclusiva, trasferibile, per l’utilizzo di qualsiasi contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook, valida finché il contenuto è presente sul social network” (Di Blasio, 2015 – Foto pubblicate su facebook: di chi sono i diritti di sfruttamento economico?).

Ciò nonostante, la creazione di un fake di per sé non è un reato, a meno che questo non venga utilizzato per molestare altre persone e questo è stato decretato da una sentenza del 2015 della Cassazione, la quale ha condannato una donna che aveva utilizzato un profilo fasullo per compiere molestie. Secondo i recenti sviluppi, la forte posizione del Garante della Privacy sull’utilizzo delle foto e dei dati altrui, andrebbe a confermare quanto disponeva quella sentenza della Cassazione del 2015, la quale decretava, inoltre che la sostituzione di persona su Facebook è reato.

Secondo le stime indicate da Facebook nel marzo del 2015, i profili fasulli sarebbero oltre 170 milioni (Parsons, 2015 – Facebook’s War Continues Against Fake Profiles and Bots – Huffington Post). Molti di questi profili fasulli vengono utilizzati per prendere parte ai programmi di “scambio likes” sulle pagine fan, ed è per questo motivo che Facebook ha cominciato a rimuovere i like degli utenti non attivi, declassando nella ricerca le pagine coinvolte. Per evitare i furti d’identità ed i reati compiuti con profili fasulli però, Facebook sembra non avere un piano d’azione, anche se potrebbero essere d’aiuto gli algoritmi in grado di identificare i doppioni delle fotografie, simili a quello presente su Google dedicato alla ricerca delle immagini uguali o similari.

Alessia Malachiti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento