giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Federation Cup: Dopo 18 anni l’Italia in serie B
Pubblicato il 18-04-2016


spagna-italia-fed-cup-2016-programmaUna serie di infortuni mettono KO l’Italia del tennis femminile. Una serie di contingenze avverse, cambi dell’ultimo minuto forzati e un po’ di sfortuna, mandano le ragazze di Federation Cup in serie B. La Spagna di Garbine Muguruza e Carla Suarez Navarro straccia le azzurre in modo impietoso. Giocare contro, rispettivamente, la numero 4 e 12 del mondo non era facile a prescindere, ma prevedere a priori una sconfitta del genere era comunque impensabile. Molta amarezza lascia questa uscita di scena di giocatrici che hanno dato tanto al tennis in passato. Un ritorno in serie B dopo 18 anni che riempie di tristezza. Neppure giocare la carta Roberta Vinci è servito a capitan Barrazzutti. Ora non si può fare altro che tornare a lavorare e interrogarsi se e dove si sia sbagliato qualcosa.
Nella giornata di apertura sono scese in campo nel primo singolare Francesca Schiavone contro Garbine Muguruza. Un primo set decisamente equilibrato, in cui l’italiana ha fatto partita alla pari con la top ten in grande forma. Già di per sé questo è stato l’esito di un imprevisto non calcolato che si è dovuto fronteggiare nel team azzurro. Durante l’allenamento con la milanese, Sara Errani (che avrebbe dovuto giocare lei il match) si è infortunata (risentimento muscolare) e così Barrazzutti ha deciso di schierare Francesca, che ha dato il massimo. È stata a un passo da compiere un’impresa storica, avanti 4-2 a suo favore nel tie break. Poi doppia breve interruzione per un malore tra il pubblico e per una vespa che l’ha punta vicino al naso. La tennista nostrana si è distratta e così la spagnola è riuscita a portare a casa il set. Poi un tracollo fisico dell’azzurra e il primo punto è andato alla Spagna. La capitana del team iberico, Conchita Martinez, ha potuto festeggiare in allegria il suo 44esimo compleanno. “Un grandissimo match di Francesca, che ha espresso il suo miglior tennis, giocando alla pari con la Muguruza”, ha commentato Barazzutti. Mentre la Martinez della sua giocatrice ha detto: “Garbine è stata brava a mantenere la concentrazione giocando di fronte al pubblico di casa per la prima volta”.
Dopo il 7/6 6/1 subito da Francesca è stata la volta di Roberta Vinci contro la Suarez Navarro. Anche Flavia Pennetta e Karin Knapp erano tra gli spalti, con la famiglia Vinci, a tifare. Del suo match la milanese ha detto di essere rammaricata per i tre errori fatali nel tie break (una volée e due dritti sbagliati). “Tre palle break non sfruttate le ho pagate e poi sono scesa un po’ di ritmo e di rendimento per un po’ di stanchezza che ho iniziato ad accusare. In campo ho vissuto tante emozioni. In primis la felicità di poter tornare a vestire la maglia azzurra, che ho sentito come una gioia ma anche quale una responsabilità. Mi sono emozionata tantissimo sia durante l’inno che in campo”.
Una partita speculare quella di Roberta a quella giocata dalla Schiavone contro la Muguruza. La Vinci, infatti, ha puntato con il suo back sul rovescio della spagnola, che ha chiuso quasi sempre il punto con accelerate grazie allo sventaglio di rovescio, colpendo di dritto sul dritto lungolinea di Roberta e costringendola all’errore, buttandola fuori dal campo (proprio come accaduto spesso nel precedente incontro tra Francesca con la n. 4 del mondo).
La Suarez Navarro vola subito 3-0. Roberta prova a fare smorzate, ma subisce sempre l’iniziativa della spagnola. Si riesce tuttavia a portare sul 3-1 anche se ha rischiato il 4-0; poi ha persino cinque palle del contro-break che non sfrutta e che la Navarro annulla tutte, ottenendo il game con un errore di rovescio di Roberta. Ed è 4-1; da lì il passo per il 6-1 è breve. Anche in apertura di secondo set c’è l’immediato break della spagnola all’inizio, che si assicura subito il 2-0. Poi il passaggio al 4-0 4-1 e 6-1 è un attimo: la replica pressoché identica del primo set. Un doppio 6/1 pesante, ma un po’ motivato. Roberta è stata ferma per un infortunio al tendine del piede per circa 20 giorni ed è passata a giocare dal cemento americano alla terra in un batter d’occhio, che l’ha destabilizzata e le ha impedito di rendere al meglio. “Una Carla perfetta”, come l’ha definita la Martinez, del resto non l’ha aiutata affatto. “Dovevo essere più incisiva”, è stata la risposta, il mea culpa della salentina.
Si arriva, così, alla seconda giornata, con una Vinci che approccia ottimista e fiduciosa la partita (decisiva per l’Italia per rimanere nel World Group) contro la Muguruza. Inizia subito aggressiva e sembra davvero avere delle chance, potersela giocare bene. Una partita infatti in equilibrio sino al 3-2 per la Muguruza. Poi la ‘magia’ si rompe e la spagnola strappa il servizio a Roberta: 4-2 per lei, che riesce a chiudere facilmente 6/2 il primo set. Complici anche delle vesciche al piede che impediscono all’azzurra di muoversi al meglio in campo.
Garbine gioca molte smorzate vincenti, che forse sarebbero state utili anche a Roberta, che ha cercato di fare quelle modifiche che tanto gli aveva chiesto Barazzutti. Su un rovescio lungolinea, uscito di poco, in corsa c’è il primo set point che è quello buono: altra risposta sbagliata di Roberta ed è 6-2 per la spagnola, in circa mezzora di gioco. La Muguruza fa la differenza soprattutto con la battuta e con un buon rendimento al servizio: 70% di prime piazzate contro il 52% dell’azzurra; Garbine mette a segno anche 4 punti a rete, conquistati giocando con più profondità. La spagnola conquista subito il break in apertura di secondo set e strappa il servizio a Roberta; sull’1-0 e la battuta a disposizione piazza addirittura 3 aces e tiene il servizio a 0. Tira tutto e le riesce tutto. Tuttavia, nonostante ciò, le fan italiane non demordono e incitano la Vinci sventolando bandiere dell’Italia. Sugli spalti la tristezza della mamma di Roberta, lo sconforto di Barazzutti che sospira e il nervosismo, l’amarezza e il disappunto, in campo, di Roberta anche un po’ sfortunata. Queste le sensazioni che si respirano e vivono. Con un altro 6/2 la Spagna vince il ballottaggio, spareggio che le permette di restare nel World Group. Si tratta della quarta vittoria della Spagna sull’Italia in Fed Cup su sette incontri disputati. “Ingiocabile, semplicemente perfetta la Muguruza, che ha chiuso con l’ennesimo ace.
Ha vinto la giocatrice migliore”, questo il commento di Barrazzutti che ha riconosciuto il valore superiore dell’avversaria. “Abbiamo perso contro una squadra fortissima –ha aggiunto-. Con questa Garbine Muguruza, la Spagna può aspirare anche al titolo mondiale”. “L’Italia è stata una squadra molto valida”, ha voluto concedere con sportività alle azzurre Conchita Martinez. “Lei ha spinto molto, ha servito bene e con il servizio ha fatto la differenza; è stata anche molto aggressiva. Non ero al 100% e l’infortunio al piede non mi ha consentito di allenarmi bene. In più il passaggio dal cemento americano alla terra mi ha ostacolata”: questo il sunto del match fatto dalla Vinci. Tanta l’emozione e la soddisfazione per la Muguruza. “L’Italia va in B dopo 18 anni, ma queste ragazze hanno dato tantissimo al tennis. Queste ragazze hanno vinto tantissimo. Ci sono delle giovani emergenti che crescono. Resteranno delle atlete eccezionali di cui si avrà sempre bisogno”, questo quello che resterà di questa pesante sconfitta. Di certo dispiace perché è stata un’occasione mancata per rivedere, chissà, insieme la Vinci e l’Errani in doppio.
Sicuramente siamo convinti che siano state troppe le contingenze negative avverse imponderabili, che hanno remato contro l’Italia. Innanzitutto il ritiro di Flavia Pennetta. Poi la separazione in doppio della Errani e della Vinci, che aveva allontanato quest’ultima dalla Fed Cup. Poi gli infortuni di Sara, Karin e Roberta stessa, che quindi non erano al top delle condizioni fisiche, proprio prima dello scontro di spareggio. La superficie della terra rossa, con tornei appena giocati sul cemento, senza nemmeno avere il tempo di allenarsi sul “rosso”. Poi scelte che sono andate in direzione opposta, in contrasto, non ambigue o prive di coerenza o motivazione, ma comunque asimmetriche. Ciò non ha dato equilibrio, compattezza, ordine, chiarezza alla squadra a nostro avviso; anzi, al contrario ha contribuito a portare confusione e spaesamento. Nel precedente incontro di Fed Cup prima dello spareggio Barazzutti aveva puntato tutto su Sara Errani, che stavolta non h potuto giocare, senza far scendere in campo la Schiavone (su cui stavolta ha riposto le sue aspettative). Prima non aveva neppure schierato Roberta, che ora ha richiamato, senza neppur poter preparare gli incontri per il problema al piede. Camila Giorgi, che aveva fatto la sua partita la precedente volta, stavolta era assente. Insomma schieramenti opposti che non hanno permesso, a nostro avviso, di preparare al meglio questo match di Federation Cup, che ha sempre bisogno di una squadra strutturata sicura, definitiva e continua. Continuità che l’Italia non ha avuto e che le è mancata. Come nel calcio dove ci sono le riserve in panchina che si alternano in campo, ma c’è sempre la squadra titolare su cui si ripongono tutte le aspettative, che dà certezze e punti di riferimento a tutto il team. Scelte non sempre volute, ma forzate per capitan Barrarzzutti, che però forse dovevano e si potevano cercare di contrastare e riequilibrare. Quando l’Italia ha vinto, lo ha fatto sempre con il trio solito vincente: Errani-Pennetta-Vinci. Questo forse un po’ quello che si è perso e che si dovrà ricostruire, a partire dal doppio classico vincente Errani-Vinci. Forse queste ultime due devono ricominciare ad interrogarsi, dopo tale sconfitta dura, se sia il caso di lasciare da parte egoismi, orgoglio o qualsiasi altra ragione che le abbia portate a separarsi, per tornare a giocare insieme e ricostruire quella squadra di Federation Cup che tanto ha dato al tennis femminile. Senza lasciare indietro giovani leve come Martina Caregaro (già schierata contro la Francia), ma puntando comunque su veterane più solide. Quello che del resto avviene in Coppa Davis con Seppi-Bolelli e Fognini.

Barbara Conti

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento