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Opinioni e commenti
 

Grecia, torna lo spettro del default
Pubblicato il 22-04-2016


Grecia-bancarottaIl cappio del debito sta tornando a stringersi attorno al collo dei greci. Atene ha problemi di liquidità e l’Eurogruppo non vuole pagare la tranche di aiuti finché non avrà ottenuto dal Governo ellenico un piano che garantisca automaticamente la restituzione del denaro. Il nuovo programma triennale di aiuti è soggetto, come i precedenti, a revisioni periodiche da parte dei creditori e in questi giorni i negoziati sono alla fase finale per l’erogazione di una nuova tranche. Bisogna però ricordare che l’anno scorso dopo il referendum del 5 luglio indetto dal premier Tsipras che aveva bocciato l’accordo con i creditori, la Grecia è stata a lungo sull’orlo del default e dell’uscita dall’euro, una soluzione traumatica che avrebbe danneggiato tutti, l’Europa come la Grecia. Così dopo un estenuante braccio di ferro venne raggiunta un’intesa che prevedeva un terzo pacchetto di salvataggio da 86 miliardi in cambio di misure su pensioni e Iva.

La pratica adesso è in mano al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che fino a oggi ha ribadito una posizione piuttosto rigida. “Nessun elemento del pacchetto sarà chiuso fino a quando tutto il pacchetto sarà chiuso” ha detto spiegando che l’Euuropa vuole che il governo di Tsipras si impegni a varfare una serie di misure ch scattino automaticamente nel caso in cui non venissero mantenuti i patti e ha esclyuso ancora una volta la possibilità di un ‘haircut’, ovvero di un taglio del valore nominale del debito greco. Su questo esistono da tempo pareri discordi e sono in molti a sostenere che è matematicamente impossibile per la Grecia rimborsare un debito che ha superato largamente i duecento miliardi di dollari. Una montagna che si è quasi triplicata da quando la Troika (Ue, Bce e Fmi), ha imposto la linea dura escludendo il taglio. Sul tema è tornata anche Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale che sostiene da tempo la necessità di una riduzione del debito pubblico greco, definito insostenibile e su questo punto si è scontrato più volte con i governi europei, in particolare con la Germania.

Per ora invece si gira attorno all’ennesima soluzione tampone, un ‘reprofiling’, cioè un allungamento delle scadenze o dei periodi di grazia, già ottenuti in passato da Atene. C’è da dire che negli anni passati le banche e fondi di investimento europei – in testa tedeschi e francesi – sono riusciti a trasferire i loro crediti ormai inesigibili nel portafoglio della Bce e dei governi europei.

Per bocca di Dijsselbloem l’Eurogruppo chiede che la Grecia approvi un “pacchetto di contingenza”, con nuove misure di austerità, che scatteranno se Atene non rispetterà i target di bilancio fissati per il 2015 e 2016. Il Governo greco deve ora approvare questo pacchetto, e se ci sarà anche un accordo con i creditori su tutte le altre misure, giovedì prossimo ci sarà la riunione per sbloccare la nuova tranche di aiuti da 3,2 miliardi.

Il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos, dopo un incontro con l’Eurogruppo ad Amsterdam, ha spiegato che il suo Paese sta lavorando con i creditori internazionali per colmare un buco nei conti pubblici intorno al 2% perché non può legiferare “misure di riserva” – come chiedono gli europei – da realizzare solo in caso di necessità, in quanto non sono previste dal suo ordinamento. “Secondo la legge greca, non si possono fare leggi di riserva… non si può fare una legge che stabilisce ‘x’ se nel 2018 o nel 2019 succede ‘z’”, ha detto.

Intanto il responsabile del Fondo salva-Stati europeo, Esm, Klaus Regling, ha spiegato che “la situazione della liquidità sta diventando stretta”. “Ci sono i pagamenti del servizio del debito, la maggior parte sta arrivando a scadenza. C’è il rischio che il governo accumuli ancora arretrati nel mercato interno”.

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Commenti all'articolo
  1. L’Europa non sembra in grado di risolvere il problema Greco. Vedo che da anni cerca di trascinarlo come fosse un cadavere a cui organizzare il funerale. Se è vero che è matematicamente impossibile che la Grecia ripaghi la montagna del debito accumulato, perchè l’Europa non decide una volta per tutte di tagliarlo questo debito? O preferirebbe che la Grecia fallisse ed uscisse forzatamente dall’area Euro con risvolti ancora più nefasti? Il gioco del FMI nel tempo è cambiato, ma solo a parole. La Grecia non ha bisogno di riforme ma solo di “rottamare una buona percentuale del debito” per poter tornare a respirare e a riprendersi economicamente.

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