giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Secondo tempo
Pubblicato il 03-04-2016


Se fosse una partita di calcio, saremmo alla fine del primo tempo di gioco. Due anni spesi nella coraggiosa accelerazione di un processo di riforme in parte realizzato con maggioranze fluide e in un quadro internazionale che presenta due fattori di straordinario cambiamento, entrambi durevoli: una tagliente crisi economica che la globalizzazione ha acuito, il nodo migranti che tende a ripresentarsi con cadenza perfetta.

Superato il referendum del 17 aprile, nell’azione di governo va aperto un secondo tempo. Intanto, parto da un doppio assioma: la minoranza interna al Pd non farà sconti; l’Italia si è svegliata dal letargo ma è stanca. Il secondo tempo ha bisogno di quattro ingredienti: la ridefinizione delle forze che sostengono l’esecutivo, una missione strategica che coinvolga i gruppi sociali più rappresentativi, cospicui investimenti per eliminare sacche di povertà e irrobustire un ceto medio in emergenza, azioni non isolate per rovesciare le troppe ‘distrazioni’ dell’Unione Europea. E siccome il Pd è il perno, è dal Pd che bisogna cominciare. Citerò solo un caso. Dei 140 comuni sopra i 15.000 abitanti chiamati al voto in giugno, 40 (si, proprio il 30% del totale!) sono in amministrazione straordinaria. Roma e molti altri erano guidati da sindaci del Pd. Sono state le inchieste della magistratura e le liti interne (Sulmona docet…) a rovesciare quei governi locali. Quando i numeri salgono a queste dimensioni, segnalano un problema grosso come un macigno. Più o meno lo stesso che si trascina sui banchi parlamentari.

Il presidente del consiglio conosce la mia opinione e sa che non vi rinuncio facilmente. So bene – e anche lui lo sa – che qualsiasi ambizione necessita di organizzazione, responsabilità, lungimiranza. Non c’è un’altra strada.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. caro Nencini, da vecchio riformista ex PCI tacevo sperato in te (nel 2008 avevo votato PSI-1% ahimè) ma ormai anche tu ti sei allineato al royal baby. Siamo in tanti e potremmo dare ancora molto al rinnovamento dell’Italia ma ora abbiamo tre scadenze davanti:
    SI al referendum del 17 aprile contro le trivelle (per rispettare le concessioni come chiede anche l’UE e per una riconversione ecosostenibile),
    alle elezioni amministrative di giugno sosterremo liste di sinistra per condizionare ovunque il PD ( e ai ballottaggi vedremo caso per caso)
    e soprattutto lavoriamo già per rottamare le de-forme istituzionali di Renzi & Verdini al referendum di ottobre.

  2. Caro Nencini, visto che sei così interessato al successo delle riforme controriforme del pd perché non lasci il partito come hanno fatto Di Lello e Di Gioia e lasci a noi, che ancora crediamo in una Democrazia liberale con idee e ideali, la patata bollente di far crescere il PSI lontano da tutte le ingerenze ordoliberali in economia e prendere in economia le teorie del club dei 100 e di J.M.Keynes.

  3. LP, siamo arrivati a u punto in cui occorre essere realisti e smettere di sognare che il PSI possa crescere con le prprie gambe. La strada giusta allo stato attuale secondo me è quella tracciata da Nencini che ci piaccia o no è l’unica . Fare da sponda come liberal socialisti sul fianco a sinistra forti di quanto abbiamo discusso a Rimini nel 1992 se non sbaglio un socialismo moderno – un socialismo liberale, e come partner di Renzi forse riusciremo a concretizzare qualcosa , ma. da solo assolutamente no.

  4. Caro Segretario, accolgo con molto piacere la presa di posizione assunta nei confronti di Renzi.
    Direi che è finito il tempo di rodaggio dell’esecutivo, la comprensione rivolta al giovane fiorentino non ha più senso.
    L’inesperienza e la poca collegialità ha vanificato in parte la credibilità dell’intraprendente Presidente e dei suoi ministri.
    Questo non significa cancellare i meriti acquisiti sul Campo, però non basta essere giovani, intelligenti e belli, occorrono collaboratori competenti al servizio dell’esecutivo , se fedeli meglio, ma che sappiano studiare i problemi, proporre soluzioni adeguate ad essi e dare anche dei buoni consigli, cosa che non si è riscontrata in varie occasioni in questi due anni di Governo.

    Buon Lavoro Segretario!

    Salerno val bene una Riscossa!

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