domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Inps, Padoan: Favorevole a ragionare sulle pensioni
Pubblicato il 28-04-2016


Inps

CONGEDO PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE

E’ stata recentemente pubblicata dall’Inps la circolare n. 65/2016 sul Congedo indennizzato per le donne vittime di violenza di genere prefigurato dall’art. 24 del decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015. L’Inps – viene precisato nella nota interna – eroga l’indennità alle lavoratrici dipendenti vittime di violenza di genere del settore privato, escluse le lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari. Per fruire del congedo e dell’indennità occorre avere un rapporto di lavoro in corso di espletamento, ed essere inserite nei percorsi certificati dai servizi sociali del Comune di appartenenza, dai Centri antiviolenza o dalle Case Rifugio.

Il beneficio spetta per un periodo massimo di 3 mesi (90 giorni di astensione effettiva dall’attività lavorativa); tale periodo va fruito entro i 3 anni dalla data di inizio del percorso di protezione certificato. Il congedo può essere goduto in coincidenza di giornate nelle quali è previsto lo svolgimento della prestazione lavorativa (con esclusione quindi dei giorni festivi, dei periodi di sospensione dell’attività lavorativa o dei periodi di aspettativa e dei giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro). Può essere fruito in modalità giornaliera o oraria, secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni più rappresentative.

Per le giornate di congedo utilizzate per svolgere i percorsi di protezione è corrisposta un’indennità giornaliera pari al 100% dell’ultima retribuzione. In caso di fruizione oraria, l’indennità è corrisposta in misura pari alla metà dell’indennità giornaliera. L’indennità è anticipata dal datore di lavoro, salvo conguaglio, secondo le modalità prescritte per le indennità economiche di maternità. E’ invece erogata direttamente dall’Istituto alle lavoratrici per le quali è postulato il pagamento diretto dellaprestazione di maternità.

Le lavoratrici che hanno già beneficiato di periodi di congedo dall’entrata in vigore della riforma (25 giugno 2015) ad oggi, possono presentare una domanda anche per tali periodi, in modo da consentire la verifica dei conguagli eventualmente già effettuati.

Padoan

FAVOREVOLE A RAGIONARE SULLE PENSIONI

“Nel 2015 dopo 3 anni consecutivi di contrazione” l’economia italiana “è tornata a crescere e nel 2016 la crescita continuerà e si consoliderà”. Così ha affermato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in audizione sul Def, sottolineando che “l’occupazione migliora, i conti pubblici migliorano, la pressione fiscale scende” grazie a “una politica fiscale rigorosa e misure espansive e riforme strutturali” che continuano nonostante il peggioramento del quadro internazionale. Poi facendo riferimento alla ripresa della produzione industriale ha detto che: la crescita del Pil “ha decelerato nella seconda metà del 2015 ma nel primo trimestre 2016 la crescita sembra aver ripreso slancio”.

“La riduzione dello stock di debito delle amministrazioni pubbliche resta obiettivo prioritario del governo e fondamentale per la fiducia dei mercati”. Ha sempre riferito il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in audizione sul Def, rimarcando che per la prima volta nel 2016 il debito calerà e che “il processo di riduzione del rapporto rispetto al Pil si accentuerà prossimi anni”. Padoan ha confermato anche l’intenzione del governo di “sterilizzare” per intero le clausole di salvaguardia per il 2017 per 0,9 punti di Pil.”L’intonazione della politica di bilancio nell’area euro appare restrittiva e sono altresì insoddisfacenti i progressi di molti Paesi nelle riforme strutturali” dove l’Italia sta invece facendo grandi sforzi, ha evidenziato Padoan. “Ci sono margini per ragionare sugli strumenti e sugli incentivi, e sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro per migliorare le possibilità” sia di chi deve entrare sia di chi deve uscire. Padoan si è dichiarato “sicuramente favorevole a un ragionamento complesso” sul tema delle pensioni e “aperto a fonti di finanziamento complementare” per eventuali misure, come quello, suggerito nelle domande dei parlamentari, di un ruolo del sistema creditizio. Il sistema è “è uno dei pilastri della sostenibilità” ma “ci sono margini”.
La digitaltax “è nell’interesse del governo”. Il governo, ha precisato Padoan, sta considerando i risultati delle analisi internazionali, a partire da quella dell’Ocse. “E’ una tassa complicata – ha spiegato – ma sicuramente stiamo considerando questo aspetto”.Sul tavolo dell’Ecofin informale di venerdì e sabato ad Amsterdam c’è “in particolare un tema che preoccupa molto, i vincoli all’esposizione ai debiti sovrani delle banche”, sui quali “il governo è fortemente contrario”. Così ha proseguito il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in audizione sul Def. Se fossero posti si tratterebbe “di un vincolo molto forte”. In più si tratta “di un problema globale” quindi “è sbagliato affrontarlo a livello Ue. Va affrontato dal comitato di Basilea, non dall’Ecofin”.

Camusso, su pensioni Governo avvii confronto  – Riguardo al tema delle pensioni, “se il Governo, come dovrebbe, pensa che si debba intervenire su una legge ingiusta, avvii un confronto: noi abbiamo presentato una piattaforma ma sono tre anni che viviamo di annunci”. Così il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha commentato quanto detto dal ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, su crescita e pensioni nell’audizione alla Camera sul Def. “Vorremmo degli atti concreti e non una ennesima dichiarazione generica”, ha aggiunto Camusso, interpellata dai cronisti a margine di un convegno a Palazzo Pirelli a Milano. A chi le ha domandato se “si fidi” di quanto annunciato da Padoan, il segretario del Cgil ha risposto: “No. Anche perché ho colto nelle parole del ministro un riferimento alla previdenza complementare, che è uno strumento straordinariamente utile e che bisogna incentivare, ma che non è quello che determina un cambiamento della legge Fornero”.

Barbagallo, per flessibilità mancano risorse  – Sulla flessibilità in uscita verso la pensione “sembra che non siano state portate le risorse necessarie e che l’affermazione di un apertura sia tutta virtuale”. A dirlo è stato anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, valutando a caldo a margine di un incontro della Uil Pa, il ragionamento fatto dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan durante l’audizione alle Camere. “A meno che – ha continuato Barbagallo – non si torni sempre al solito problema: cosa hanno scritto sulle pensioni di reversibilità? Quando si parla di risorse complementari, non si azzardino a toccare quelle”.

Istat, Pil primi 2 trimestri +0,3%, serve accelerare – Il Pil italiano è previsto crescere dello 0,3% sia nel primo che nel secondo trimestre del 2016, “con un intervallo di confidenza compreso tra +0,1 e +0,5%”. Lo ha affermato il presidente dell’Istat Giorgio Alleva nel corso dell’audizione sul Def, ponendo in rilievo che “a fronte di tali previsioni per raggiungere una crescita dell’1,2% come previsto dal Def, sarebbe tuttavia necessario un’ulteriore accelerazione dell’attività economica nella seconda parte dell’anno”.Nel 2015 la condizione economica delle famiglie è migliorata, ma a tale miglioramento “non corrisponde una riduzione dell’indicatore di grave deprivazione materiale, che rileva la quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio”. Lo ha detto sempre il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, in audizione sul Def, puntualizzando che la quota nel 2015 si attesta all’11,5%, stabile rispetto al 2014. Nel 2015 sono risultati in condizione di grave deprivazione 1 milione 340 mila minori, il 13% degli under 18.

Corte dei Conti, contesto positivo ma rischi aumentano – “Il contesto macroeconomico in cui si situa il Def presenta elementi positivi”, cui si associano però “un allargamento dell’area dei rischi” e “accresciuti elementi di incertezza”. Lo ha dichiarato la Corte dei Conti nel corso dell’audizione in Commissione Bilancio di Camera e Senato. La Corte ha rilevato che “la crescita ha registrato ritmi via via decrescenti” nel 2015, con un effetto trascinamento per il 2016 “assai contenuto”. In confronto agli altri Paesi, l’Italia ha continuato “a caratterizzarsi per un andamento meno dinamico”.Per ridurre la pressione fiscale, come indicato nel Def, è necessario rivedere in modo “strutturale” l’intero sistema tributario. Lo ha chiesto la Corte dei Conti. Secondo il presidente Pasquale Squitieri, serve un deciso impegno in tre direzioni: “ampliamento della base imponibile, rivisitazione degli obiettivi redistributivi assegnati al sistema di prelievo e ricerca di un effettivo coordinamento della leva fiscale tra livelli di governo”.Con il Def “il governo riconferma la strategia seguita in questi anni, volta a conciliare la stabilizzazione del ciclo con l’esigenza di rientro dal debito, un percorso in cui è determinante il contributo che può venire dal rafforzamento delle aspettative degli operatori. Di qui la conferma della necessità di portare avanti le riforme dirette ad aggredire i punti di debolezza strutturale dell’economia italiana”, ha sottolineato Squitieri.

Eurostat

POVERTA’ L’ITALIA E’ IL PAESE UE CON PIU’ POVERI

L’Italia è il Paese europeo con il numero più elevato di persone che vivono in “gravi privazioni materiali”, ovvero la definizione istituzionale di ‘poveri’. E’ quanto emerge dai dati Eurostat relativi al 2015, che segnalano una discesa sensibile del numero di poveri in Europa, ma solo marginale in Italia. Nel 2015 in Europa il tasso di povertà è sceso a 8,2% sul totale dei cittadini europei, dal 9% del 2014. In totale, sono 41,092 milioni i poveri in Europa. L’Italia, invece, è passata dall’11,6% all’11,5%, ovvero un totale di 6,982 milioni di persone che vivono in conclamate condizioni di povertà. Per Eurostat, si tratta di persone che non possono affrontare una spesa inaspettata, permettersi un pasto a base di carne ogni due giorni, mantenere una casa. Il numero è molto più basso in Germania (3,974 milioni), dove il tasso è appena del 5%, e anche in Francia (2,824 milioni), con un tasso del 4,5%, entrambi Paesi più popolosi dell’Italia. In generale sono poveri soprattutto i genitori ‘single’ (17,3% del totale Ue) e gli adulti senza compagno (11%).

Canone Rai

SLITTA AL 16 MAGGIO TERMINE PER ESENZIONE

I contribuenti hanno più tempo per presentare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla tv. Con un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, infatti, viene spostato al 16 maggio 2016 il termine unico entro cui presentare la dichiarazione, sia in forma cartacea che online.

Leggere tutte le informazioni sul canone Rai

E’ quanto precisa una nota congiunta di Rai e Agenzia delle Entrate. In questo modo – si precisa -, i contribuenti possono presentare la dichiarazione in tempo utile per evitare l’addebito del canone da parte delle imprese elettriche, a partire dal mese di luglio 2016, qualora abbiano i requisiti previsti dalla legge.

Come compilare il modulo da riempire per la dichiarazione di non possesso

Il provvedimento pubblicato aggiorna anche le istruzioni relative alla compilazione del modello di dichiarazione sostitutiva, per tenere conto dei chiarimenti sulla definizione di apparecchio televisivo contenuti nella nota n. 9668 del 20 aprile 2016 del ministero dello Sviluppo Economico ai fini del canone di abbonamento alla televisione. Il modello di dichiarazione sostitutiva e le istruzioni per la compilazione del modello, approvati con il provvedimento del 24 marzo 2016, vengono quindi sostituiti da quelli approvati con il nuovo provvedimento. Restano ovviamente valide le dichiarazioni di non detenzione già presentate.

Carlo Pareto

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