martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giù i prezzi case, ma +0,8 potere d’acquisto famiglie
Pubblicato il 04-04-2016


potere-acquisto-ansa-672Nonostante la lieve ripresa riscontrata negli anni precedenti, anche quest’anno viene registrato un nuovo calo per il prezzo delle case italiane. A mettere i numeri in chiaro è ancora una volta l’Istat che registra un calo del 2,4% nel 2015 rispetto all’anno precedente, quando la flessione era stata del 4,4%. Tuttavia, sottolinea l’Istituto di statistica, rispetto al 2010, nel 2015 i prezzi delle abitazioni risultano diminuiti nel 13,9% (-1,2% per le case nuove, -18,9% le esistenti).
Il ribasso nella media annua è dovuto a una flessione del 2,8% dei prezzi delle abitazioni esistenti (dopo il -5,2% del 2014) e dell’1,3% dei prezzi di quelle nuove (era -2,2% nel 2014). L’Istat spiega come “il ridimensionamento del calo in media d’anno dei prezzi delle abitazioni” si sia “manifestato in presenza di segnali di ripresa dei volumi compravenduti”. Al riguardo, viene ricordato il rialzo del 6,5% registrato per il 2015 dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate (settore residenziale).
Il ribasso congiunturale è dovuto sia alla diminuzione dei prezzi delle abitazioni nuove (-0,5%) e, in misura più contenuta, al calo di quelli delle abitazioni esistenti (-0,1%).
Il calo dei prezzi è destinato a continuare, sono numeri destinati a crescere in negativo, secondo l’istituto di statistica, infatti “la progressiva riduzione dell’ampiezza della flessione tendenziale dei prezzi delle abitazioni si conferma anche nel quarto trimestre del 2015, grazie soprattutto alle abitazioni esistenti, i cui prezzi, dopo il -2,8% del terzo trimestre, hanno registrato un calo pari all’1% nel quarto. I prezzi della abitazioni nuove sono diminuiti su base annua dello 0,5% (era -0,9% nel terzo trimestre). Per l’anno in corso poi la maggior parte degli analisti non prevede un cambiamento di scenario, ma un proseguimento della tendenza che sta portando a una sostanziale stagnazione delle quotazioni. Diversamente Alessandro Ghisolfi, responsabile del centro Studi di Casa.it sostiene che i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, hanno registrato un rallentamento del calo evidenziato negli ultimi anni: nel 2015 i prezzi sono diminuiti del -2,4% rispetto all’anno precedente, un dato comunque inferiore rispetto al -4,4% registrato l’anno precedente. Questa tendenza è stata confermata anche dalla rilevazione effettuata da Casa.it (www.casa.it), che a fine 2015 ha registrato un calo più contenuto (-1,9%) dei prezzi degli immobili residenziali in offerta sul mercato. Se il 2015 ha visto dunque una piccola inversione di tendenza, cosa accade nei primi tre mesi del 2016 sul fronte dei prezzi?
“I primi tre mesi dell’anno confermano questo trend – afferma Alessandro Ghisolfi, responsabile del centro Studi di Casa.it -. La variazione tendenziale rispetto ai primi 3 mesi del 2015 denota un rallentamento della discesa dei valori pari a -0,3%. Si registrano le prime inversioni di tendenza sui valori a Firenze (+0,8%) e Roma (+0,6%). Mentre, le città che soffrono ancora sono Napoli (-3,6%) e Genova (-1,9%). Calo, ma più contenuto, per Torino (-1,3%), Milano (-1,1%) e Palermo (-0,8%). Prezzi stabili a Bologna (-0,1%). Tra le città più care si evidenziano Milano (3.900 €/mq), Roma (3.600 €/mq) e Firenze (3.340 €/mq)”. Conclude Ghisolfi.
Tuttavia mentre scendono i prezzi delle case, aumenta di un bel +0,8% il potere d’acquisto delle famiglie italiane per la prima volta dal 2007, mentre rimane invariata la propensione al risparmio tra le mura domestiche. L’anno di riferimento è ancora una volta il 2015 e l’Istat che mettendo in chiaro le analisi rileva come il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato nel 2015 dello 0,9%. Nell’ultimo scorcio del 2015, annota l’Istat, ha registrato una riduzione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e un aumento dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici è aumentato nel 2015 dello 0,8%.
Ma se da un lato è un fattore positivo per il reddito degli italiani, dall’altro resta comunque l’ombra della deflazione. A superare il +0,8% del potere d’acquisto è l’8,3% di propensione al risparmio delle famiglie italiane, invariata rispetto al 2014. Per quanto riguarda il tasso di investimento, ovvero il rapporto tra investimenti fissi lordi – acquisti di abitazioni – e reddito disponibile lordo, quest’ultimo è rimasto stabile, rispetto al 2014, al 6,2%. La spesa per consumi invece è salita ancora, registrando un aumento dell’1% nel 2015 (era +0,8% nel 2014).
“Il ritorno alla crescita del potere d’acquisto delle famiglie, dopo anni di calo, è un fatto senz’altro positivo, anche se da addebitare soprattutto alla bassa inflazione. Rispetto allo scorso anno, la discesa dei prezzi permetterebbe, a parità di beni e servizi acquistati, un risparmio di circa 2 miliardi di euro per gli italiani, pari a quasi 90 euro l’anno a famiglia. Un aumento ancora potenziale, però, che fatica a trasformarsi in consumi reali”. Così Confesercenti commenta i dati sul reddito disponibile degli italiani, diffusi oggi dall’ISTAT. Lo stallo, per l’Associazione, è confermato dal proseguire del calo dei prezzi nel primo trimestre dell’anno. Un dato che conferma in termini numerici anche la flessione della fiducia da parte delle famiglie, che ha portato ad una contrazione della domanda di beni, con inevitabili ricadute sul comportamento delle imprese, improntato alla cautela.

Redazione Avanti!

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