lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La rinascita
del socialismo italiano
Pubblicato il 18-04-2016


Sono stato piacevolmente impressionato dal congresso Psi di Salerno. Sono un giornalista che ha sempre seguito il partito socialista da molti anni. Ho partecipato, per lavoro e per passione politica, a molti dei congressi del “vecchio” Psi, prima e dopo l’avvento di Bettino Craxi al vertice del partito (Milano, Roma, Venezia, Bari, ecc.). Ora, per la prima volta dopo molti anni, il quarto congresso del “nuovo” Psi mi ha fatto rivivere l’atmosfera di entusiasmo, di calore umano, di speranza per una possibile rinascita del socialismo italiano. Dopo la sofferenza, la quasi clandestinità, la “penalizzazione” dell’essere socialista vissuta negli ultimi due decenni, finalmente sembra  essere scoccata l’ora della riscossa, comunque della visibilità, del poter gridare ad alta voce la propria identità, senza rischiare di essere emarginato o peggio insultato. L’unica ombra del congresso è stata la non partecipazione di un settore (molto esiguo , per la verità) dei socialisti che si rifanno a un nome che ha avuto molta parte nella storia del partito socialista negli ultimi decenni. Penso che lo stesso Bettino, sepolto ad Hammamet (altra vergogna del nostro paese), si sia rivoltato nella tomba sapendo che suo figlio si sia rifiutato di partecipare a un’assise per la paura di perdere. Lui, Bettino, era un coraggioso, affrontava sempre tutte le situazioni difficili e rischiose, non aveva paura di nessuno, neppure di potenti amici che lo ostacolavano per difendere i loro interessi di potenza mondiale, come gli Stati Uniti (vedi il caso di Sigonella). Ma non è di questo che vogliamo parlare, ma piuttosto delle impressioni sul congresso di Salerno.

Intanto, l’apertura, assolutamente originale, che ha dato il segno delle novità assolute (i primi segnali di innovazione, per la verità, si erano visti alla conferenza programmatica di Roma). Nessuna presidenza di anziani compagni, reduci di tante battaglie, che hanno collezionato innumerevoli medaglie nelle conquiste civili e sociali del nostro paese, né vecchi parlamentari e ministri dei passati governi, ma semplicemente una ragazza (meno di trent’anni ), timida ma fortemente motivata, chiamata a rivestire, per la prima giornatail ruolo di “presidente del congresso”. Poi un giovane (anche lui meno di trent’anni), dirigente del Psi di Salerno, che, con poche e commosse parole, ha dichiarato aperto il congresso. Tutto sembrava ormai pronto per la relazione introduttiva, ma Riccardo Nencini doveva ancora aspettare. Infatti, una violinista del Conservatorio “Martucci” di Salerno (Giusy Adiletta) sale decisa sul palco e comincia a suonare,senza essere annunciata, l’Internazionale . L’entusiasmo, anzi il tripudio dei delegati e degli ospiti (comprese le otto delegazioni estere), va al settimo cielo. Prende la parola per un rapido saluto il sindaco della citta’.  Sembra finalmente arrivato il momento della relazione. Ma l’attesa doveva continuare. Si dà infatti il “via” alla proiezione di un filmato, un montaggio di brani di film di successo, americani e inglesi: con frasi di grandi interpreti che richiamano i valori della solidarietà, della giustizia sociale, della parità uomo-donna, della lotta alla povertàdei diritti,della democrazia… Poi gli interventi di alcuni delegati stranieri, fra cui quello del cileno Luis Ayala (segretario dell’Internazionale socialista), che ha insistito molto sul “cambio”, cioè sul rinnovamento profondo della società perché “i socialisti non si accontentano di essere solo progressisti”.

E’ stata quindi la volta dell’attesa relazione di Riccardo Nencini. Non parliamo dei contenuti, ormai conosciuti. Vorremmo sottolineare lo stile nuovo, come la regia dell’apertura del congresso. Il segretario non ha superato i 50 minuti programmati. Niente a che vedere con le quattro-cinque ore delle relazioni dei congressi di altri tempi. In meno di un’ora Nencini ha ricordato la storia del passato (140 anni di storia). L’unico partito dell’800 sopravvissuto sino ad oggi “, nonostante i cataclismi storico-politici (dal fascismo, a Tangentopoli, passando per le innumerevoli scissioni) per affrontare i problemi della società di oggi in continua trasformazione: dall’emigrazione di massa , alla necessità della riforma dei trattati europei, alla disoccupazione, specie giovanile, alla proposta di una Conferenza europea del Mediterraneo,alla necessità delle riforme (previdenza, fiscale, del diritto di famiglia, ecc.), senza dimenticare il necessario rinnovamento dell’organizzazione del partito e della stampa (l’Avanti! e Mondoperaio). E’ stata ribadita anche l’urgenza di una modifica dell’Italicum per garantire la presenza di liste minori (a cominciare da quella socialista) in accordi di coalizione. Nencini ha poi sottolineato la necessità di convergenze di tutte le forze autenticamente laiche (socialisti, radicali, liberali, cattolici democratici), sottolineando che le liste civiche, che si stanno preparando (a cominciare da quella della capitale, “Una  rosa per Roma”) contribuiranno ad avviare questo percorso – come ha anche osservato Mauro Del Bue, nel suo lungo e stimolante intervento -, che dovrà andare avanti anche dopo le elezioni amministrative. L’Italia ha bisogno di maggiore cultura laica e di una forza riformista coerente ,aperta alle innovazioni sociali economiche e istituzionali e che tuteli più efficacemente i diritti umani e civili .

Da Salerno ho ricavato un messaggio semplice  e diretto: il futuro è già cominciato. Le nuove generazioni di socialisti hanno ricevuto il testimone dagli anziani ed ora,con passione ed entusiasmo, si sono assunti la responsabilità di proseguire il lungo cammino dei “padri fondatori” del socialismo italiano. Senza però eccessive nostalgie , come ha fatto notare una giovane donna di Agrigento, che in quella città – come donna, come vigile urbano e come appassionata socialista – sta conducendo una solitaria e coraggiosa lotta per la giustizia e per la democrazia. 

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Grazie di cuore mio amico e compagno Aldo.Questa tua pregiata cronaca congressuale mi ha dato modo di considerarmi presente con te e tanti socialisti e socialiste a Salerno.Non mi è stato possibile partecipare di persona.Vi ero vicino col cuore.Ti abbraccio.Manfredi Villani.

  2. Con grandissimo piacere ho appreso dalla tribuna del Congresso che Lei guiderà la rappresentanza socialista alle elezioni per il Comune di Roma.
    Oltre che per i colori socialisti, mi auguro e Le auguro di potersi sedere sui banchi della Giunta capitolina.
    La sua sarà sempre, come quando l’ho ascoltata alla radio, una voce di verità, di equilibrio e di forte accento democratico come nella tradizione e nella cultura del Socialismo.
    Spero che riuscirà a conciliare l’impegno amministrativo con le sforbiciate sull’Avanti. Si attrezzi nel frattempo per non farle mancare nell’Amministrazione comunale.
    Mi unisco a Lei nel sentimento e la speranza che sta avvertendo per la rinascita del Socialismo italiano.
    Mi sono avviato sulla via del tramonto, ma quando mi capita di assistervi nella valle in cui abito, non mi rattrista. Semmai mi esprime un senso di nostalgia per il tempo andato ma sempre un senso di speranza per il futuro che deve manifestarsi, perché il sole che tramonta ai nostri occhi sta per sorgere in un’altra latitudine.
    Noi Socialisti nelle nostre antiche bandiere lo raffiguravamo come il sole dell’avvenire.
    Sono anch’io convinto che la sua luce tornerà a levarsi sull’orizzonte della Politica italiana.
    A un socialista di vaglio giunga l’abbraccio di un compagno di viaggio.
    Je suis socialiste

  3. Gentilissimo dottor Forbice
    Con grandissimo piacere ho appreso dalla tribuna del Congresso che Lei guiderà la rappresentanza socialista alle elezioni per il Comune di Roma.
    Oltre che per i colori socialisti, mi auguro e Le auguro di potersi sedere sui banchi della Giunta capitolina.
    La sua sarà sempre, come quando l’ho ascoltata alla radio, una voce di verità, di equilibrio e di forte accento democratico come nella tradizione e nella cultura del Socialismo.
    Spero che riuscirà a conciliare l’impegno amministrativo con le sforbiciate sull’Avanti. Si attrezzi nel frattempo per non farle mancare nell’Amministrazione comunale.
    Mi unisco a Lei nel sentimento e la speranza che sta avvertendo per la rinascita del Socialismo italiano.
    Mi sono avviato sulla via del tramonto, ma quando mi capita di assistervi nella valle in cui abito, non mi rattrista. Semmai mi esprime un senso di nostalgia per il tempo andato ma sempre un senso di speranza per il futuro che deve manifestarsi, perché il sole che tramonta ai nostri occhi sta per sorgere in un’altra latitudine.
    Noi Socialisti nelle nostre antiche bandiere lo raffiguravamo come il sole dell’avvenire.
    Sono anch’io convinto che la sua luce tornerà a levarsi sull’orizzonte della Politica italiana.
    A un socialista di vaglio giunga l’abbraccio di un compagno di viaggio.
    Je suis socialiste

  4. Gentilissimo dottor Forbice
    Con grandissimo piacere ho appreso dalla tribuna del Congresso che Lei guiderà la rappresentanza socialista alle elezioni per il Comune di Roma.
    Oltre che per i colori socialisti, mi auguro e Le auguro di potersi sedere sui banchi della Giunta capitolina.
    La sua sarà sempre, come quando l’ho ascoltata alla radio, una voce di verità, di equilibrio e di forte accento democratico come nella tradizione e nella cultura del Socialismo.
    Spero che riuscirà a conciliare l’impegno amministrativo con le sforbiciate sull’Avanti. Si attrezzi nel frattempo per non farle mancare nell’Amministrazione comunale.
    Mi unisco a Lei nel sentimento e la speranza che sta avvertendo per la rinascita del Socialismo italiano.
    Mi sono avviato sulla via del tramonto, ma quando mi capita di assistervi nella valle in cui abito, non mi rattrista. Semmai mi esprime un senso di nostalgia per il tempo andato ma sempre un senso di speranza per il futuro che deve manifestarsi, perché il sole che tramonta ai nostri occhi sta per sorgere in un’altra latitudine.
    Noi Socialisti nelle nostre antiche bandiere lo raffiguravamo come il sole dell’avvenire.
    Sono anch’io convinto che la sua luce tornerà a levarsi sull’orizzonte della Politica italiana.
    A un socialista di vaglio giunga l’abbraccio di un compagno di viaggio.
    Je suis socialiste

  5. Le sensazioni del Compagno Aldo Forbice, il “Dott. Forbice” (termine tutto radiofonico) sono le mie stesse sensazioni che non vorrei veder deluse. Avevo molto apprezzato un suo precedente articolo sull’Avanti on line, da farne la solida base su cui sviluppare per il mio intervento congressuale a Salerno. Evidentemente l’empatia ed un comune sentire, danno ad entrambi la forza per una rinnovata, speranza per il Partito e per il Paese.

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